Un film di zombie sudcoreano farà il record di incassi dell’estate

È "Peninsula", di Yeon Sang-ho, che è uscito nonostante la pandemia e si è trovato senza concorrenza

Tra le tante cose per cui ricorderemo il 2020, ci sarà probabilmente anche il successo del cinema sudcoreano. Dopo la vittoria storica di Parasite come miglior film agli Oscar, infatti, è molto probabile che Peninsula, un film di zombie del regista sudcoreano Yeon Sang-ho, sarà il film con i più alti incassi dell’estate. Nella lista dei venti film che hanno guadagnato di più quest’anno, infatti, Peninsula è al dodicesimo posto ed è l’unico a essere uscito in estate. Eppure, da quando è uscito in Asia il 15 luglio, ha incassato 30 milioni di dollari, meno di quello che aveva incassato Spider-Man: Far From Home l’estate scorsa, in un solo giorno.

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Questa anomalia racconta molto bene gli effetti della pandemia nel mondo della distribuzione cinematografica. Mentre in molti paesi asiatici la diffusione del virus è stata contenuta abbastanza efficacemente e le persone hanno ripreso già da un po’ a frequentare luoghi di intrattenimento ― seppure rispettando tutte le norme igieniche e di distanziamento fisico ― nella maggior parte dei paesi europei e negli Stati Uniti l’incertezza legata all’andamento dei contagi non ha ancora permesso una piena ripresa della distribuzione dei film.

Oltre che in Corea del Sud, Pensinsula è uscito in altri paesi asiatici e ha avuto particolare successo anche a Taiwan, Singapore e in Vietnam. In Canada, dove è uscito il 7 agosto, Peninsula è primo al botteghino, e a fine agosto dovrebbe uscire in Europa e Stati Uniti. Il film racconta di un virus che trasforma le persone in zombie ed è noto anche col titolo Train to Busan 2, perché è il seguito di Train to Busan, un film del 2016 che allora incassò 90 milioni di dollari. Peninsula era anche stato selezionato per partecipare al Festival di Cannes, prima che fosse sospeso a causa della pandemia.

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Le cose da sapere sul coronavirus

In Corea del Sud i casi di coronavirus registrati sono stati circa 15mila su una popolazione totale di 52 milioni di abitanti. Per fare un confronto: in Italia, dove gli abitanti sono 60 milioni, ne sono stati conteggiati più di 250mila. Tra febbraio e aprile in Corea del Sud la maggior parte dei cinema è rimasta aperta, anche se l’affluenza è comunque crollata del 90 per cento rispetto alla media. Negli Stati Uniti ― dove i contagi sono più di 5 milioni e continuano ad aumentare al ritmo di 50mila al giorno ― quasi tutte le sale cinematografiche hanno chiuso da mesi e non hanno ancora riaperto: la catena di cinema AMC Entertainment Holdings ha da poco annunciato che riaprirà le sale il 20 agosto.

In Europa e in generale nei paesi dove da qualche mese le restrizioni sono state allentate, i cinema hanno riaperto ma faticano ad attrarre persone a causa della scarsa programmazione. Da quando è in corso la pandemia, le grandi case cinematografiche di Hollywood hanno infatti rimandato l’uscita dei film da cui si aspettavano maggiori guadagni: tra i più attesi ci sono per esempio Tenet di Christopher Nolan e l’adattamento live-action del film d’animazione Mulan, che Disney ha deciso di far uscire il 4 settembre direttamente su Disney Plus, la sua piattaforma streaming, negli Stati Uniti e nelle sale in alcuni paesi asiatici come Cina, Singapore e Malesia.

Secondo la casa di distribuzione di Peninsula, la Next Entertainment World, la decisione di far uscire il film nonostante i problemi è stata azzeccata, perché la mancanza di competizione non ha aiutato solo a scalare le classifiche, ma ha probabilmente portato più incassi di quanto ci si sarebbe aspettati normalmente. In assenza di altre novità, molti cinema multisala in Asia hanno dedicato allo stesso film più di una sala contemporaneamente, dimezzandone però la capienza per garantire un sufficiente distanziamento fisico tra gli spettatori. Alcune catene di cinema statunitensi hanno già detto che faranno lo stesso in occasione dell’uscita dell’ultimo film di Nolan.