La testuggine Jonathan nel marzo del 2020 (Kevstan)

L’animale terrestre più vecchio del mondo

È una testuggine di 188 anni, e forse anche di più: si chiama Jonathan e vive a Sant'Elena

La testuggine Jonathan nel marzo del 2020 (Kevstan)

Jonathan è una testuggine gigante delle Seychelles (Aldabrachelys gigantea hololissa) che vive a Sant’Elena, la celebre isoletta nell’oceano Atlantico dove venne esiliato Napoleone, dove fu portato sui 50 anni, nel 1882: è l’animale terrestre più vecchio del mondo, perlomeno per quel che ne sappiamo. La sua storia viene documentata da quell’anno, il 1882: molto sporadicamente all’inizio – abbiamo qualche fotografia e articolo di giornale – e con maggiore attenzione dal 2008 in poi, quando un articolo del tabloid britannico Daily Mail lo fece conoscere anche fuori dall’isola. Ora è una piccola celebrità: ne ha scritto la BBC, ha un’ampia documentazione sul sito turistico di Sant’Elena ed è raffigurato sulla moneta locale da 5 centesimi.

In realtà, Jonathan potrebbe essere addirittura più vecchio di quanto pensiamo: nessuno ha assistito alla sua nascita né ha lasciato testimonianze scritte. L’età è stata calcolata quando arrivò dalle Seychelles a Sant’Elena, probabilmente come regalo per il governatore, e le persone iniziarono a occuparsi di lui. Un registro del 1882 parla di una testuggine “pienamente matura”, uno stato che si raggiunge sui 50 anni di età: quindi Jonathan doveva essere nato attorno al 1832.

Nella sua lunghissima vita non ci sono stati eventi più significativi del trasloco, avvenuto in un mondo che nessun essere umano vivente può ricordare: quell’anno Thomas Edison illuminò per la prima volta con la corrente elettrica alcune case a Manhattan, iniziarono i lavori della Sagrada Familia di Gaudì a Barcellona, venne firmata la Triplice Alleanza a Vienna tra Austria-Ungheria, Italia e Germania, in Italia governava Agostino Depretis e nacquero James Joyce e Virginia Woolf. Jonathan era semplicemente arrivato a Sant’Elena, allora come oggi un Territorio d’oltremare britannico, e aveva mancato di poco – per i suoi standard – l’evento storico più rilevante per l’isola, forse l’unico: l’esilio e la morte di Napoleone Bonaparte, avvenuta, come si sa, il 5 maggio del 1821.

Nel 1941 Henry Lionel Gallwey, governatore di Sant’Elena dal 1912 al 1920, scrisse sul Journal of the Royal African Society che durante il suo mandato abitava sull’isola una coppia di testuggini giganti di 360 chili ognuna, portata dal comandante di una nave nel 1776: «non so che età avessero quando ero arrivato io, una è morta pochi anni fa ma mi sembra che l’altra ci sia ancora. Erano un maschio e una femmina e non misero mai su famiglia». Se fosse vero, Jonathan avrebbe almeno 244 anni e avrebbe incontrato Napoleone; secondo tutti gli esperti però è alquanto improbabile, e Gallwey si confuse quasi certamente con altre due testuggini giganti portate sull’isola a fine Settecento.

Non si sa molto di quei suoi primi anni nella nuova casa: né come ci arrivò, né perché finì nel giardino di Plantation House, la residenza del governatore. Jonathan vagava anonimo sul prato finché, attorno al 1930, il governatore Sir Spencer Davis gli scelse un nome; e anche di questo non si sanno le ragioni.

La vita di Jonathan è proseguita senza grossi scossoni. Negli anni Sessanta, raccontò il suo responsabile di allora, era vispo e incontenibile, «scappava spesso attraverso la recinzione» e bisognava riacchiapparlo, si nascondeva persino in chiesa. Diventò inquieto e molesto – interrompeva le partite di cricket e ribaltava le panchine del prato – e così, scrisse un giornale locale nel 1969, si pensò di regalargli un amico. Ne arrivarono due al prezzo di uno, Emma e David, due testuggini che ancora gli fanno compagnia.

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Fredrika, una delle sue testuggini preferite, si unì al gruppo nel 1991. Jonathan iniziò ad accoppiarsi con lei ogni domenica mattina, nel modo abitualmente rumoroso delle testuggini che, scrive BBC, fanno «un suono simile a una forte e aspra fuga di vapore da un enorme vecchio bollitore, spesso arrotondato da un profondo grugnito che ricorda un oboe». Nel 2017 una veterinaria mise in dubbio il sesso di Fredrika. In alcune specie di testuggini, infatti, il sesso si riconosce dalla forma del piastrone, cioè la parte ventrale del guscio: se è concava è maschio, se è convessa è femmina. Quella di Frederika era deformata e questo aveva ingannato i veterinari: da allora è stato dichiarato un maschio e si chiama Fredrik. Proprio in quell’anno Sant’Elena approvò i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Jonathan non ha avuto figli e questo fa pensare che sia probabilmente sterile.

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Il tempo, intanto, si fa sentire anche su Jonathan. Nel 2015 il suo veterinario Joe Hollins diceva che era in salute, anche se era diventato cieco a causa delle cataratte e aveva perso il senso dell’olfatto; l’udito però restava ottimo. Hollins ha raccontato che «praticamente lo imbocco usando i guanti (guanti da saldatore!). Riconosce la mia voce e inizia a mordere l’aria in cerca di cibo, io gli piazzo i bocconi in modo che riesca ad afferrarli perché non ha idea di dove siano. Funziona». Jonathan mangia soprattutto erba, frutta e ortaggi, ma dal 2016 ha una nuova dieta studiata per mantenerlo in salute più a lungo.

Gli manca poco per battere ufficialmente il record della testuggine accertata più vecchia di sempre: Tu’i Malila, morta a Tonga nel 1965 a 189 anni e regalata alla famiglia reale dell’isola dal capitano James Cook nel suo terzo e ultimo viaggio nell’oceano Pacifico (tra il 1776 e il 1779). Intanto Jonathan trascorre le giornate «in grande relax. Gli piace il sole ma nei giorni molto caldi si ripara all’ombra. In quelli miti si fa il bagno», ha detto sempre il suo veterinario.

Finora Jonathan è sopravvissuto a due guerre mondiali, alla rivoluzione russa e a quella maoista, ha visto 8 monarchi britannici susseguirsi sul trono, 39 presidenti americani e 44 presidenti del Consiglio italiani. Le testuggini giganti vivono di media 150 anni e, per sicurezza, il necrologio di Jonathan è stato già scritto; è stato anche deciso che non verrà impagliato ma il suo guscio sarà conservato ed esposto a Sant’Elena.

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