(Michael Loccisano/Getty Images)

Un tempo qui era tutto Pokémon Go

Quattro anni fa, per la precisione, quando uscì il videogioco che entrò nella nostra quotidianità come avevano fatto pochissimi altri

(Michael Loccisano/Getty Images)

Il 6 luglio 2016 Pokémon Go, il primo videogioco per smartphone dedicato ai Pokémon, uscì in Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Ci mise un po’ di giorni a uscire nel resto del mondo (in Italia arrivò il 15 luglio) ma in generale ci mise piuttosto poco ad avere un successo pazzesco. Fece parlare di sé come pochissimi altri videogiochi erano riusciti a fare, e soprattutto entrò nella quotidianità di milioni di persone: non solo per chi ci si appassionò, ma anche per tutti gli altri. Ci fu infatti qualche settimana, quell’estate, in cui uscendo di casa in mezzo mondo, Italia compresa, era inevitabile vedere gruppetti di ragazzi (e anche non più ragazzi) vagare per i parchi con lo smartphone proteso davanti a sé, intenti a cercare e catturare Pokémon. Per alcuni versi, quel successo sta continuando.

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Di per sé Pokémon Go non aveva niente di davvero rivoluzionario, perché la tecnologia su cui si basava e le dinamiche di gioco rese possibili da quella tecnologia si erano già viste in altri giochi. In breve, consisteva nel catturare strani esseri grazie alla realtà aumentata, andando a spasso per il mondo reale: un meccanismo simile a quello di Ingress, una sorta di gigantesco rubabandiera sviluppato da Niantics Labs, la stessa società di Pokémon Go. Fu però rivoluzionario il suo successo: forse perché il gioco arrivò quando ormai un rilevante numero di persone disponeva di smartphone che permettevano di giocarci, forse perché i Pokémon erano per molti più attraenti di una sorta di rubabandiera, o forse per una fortunata unione di più fattori.

Fatto sta che di Pokémon Go (o anche solo dei Pokémon) si parlò e si scrisse tanto: sui siti di news, Post compreso, ci fu un periodo di articoli quasi quotidiani sulla questione, e della «caccia ai Pokémon» parlò persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Per molti, comunque, i Pokémon Go furono un passatempo di qualche giorno, al massimo qualche settimana e già a fine agosto ci si chiedeva se il successo di Pokémon Go se ne sarebbe andato con l’estate. Un anno dopo, un titolo sul Post chiedeva “Ve lo ricordate Pokémon Go?“. Ma, come ha scritto qualche mese fa The Verge, “Pokémon Go non se ne è mai andato”. Anzi.

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Nel 2017, e così anche negli anni successivi fino a quest’anno, un considerevole numero di giocatori ha continuato a passare parte del proprio tempo – e soprattutto parte dei propri soldi, facendo acquisti interni al gioco – con Pokémon Go, un gioco che continua a essere costantemente aggiornato e di volta in volta un po’ modificato. A fine 2018, per esempio, arrivò la possibilità di fare sfide tra allenatori e per festeggiare i quattro anni dall’uscita del gioco Pokémon Go ha iniziato a presentare una serie di «sfide settimanali per sbloccare altre specie di Pokémon».

Avere un’idea di quante persone ancora giochino a Pokémon Go è complicato: secondo alcuni recenti dati presentati della società di analisi Sensor Tower si può però stimare che nei suoi primi quattro anni di vita il gioco ha avuto entrate totali di oltre 3,6 miliardi di dollari, con oltre 905 milioni di dollari solo nel 2019. Sempre secondo Sensor Tower, il gioco è stato scaricato da oltre 570 milioni di utenti mondiali, quasi un quinto dei quali negli Stati Uniti. Non sembra nemmeno che la pandemia da coronavirus abbia avuto un effetto particolarmente negativo sul gioco (che si è in parte adattato alle limitate possibilità di movimento di molti suoi giocatori). Per la prima metà del 2020 Sensor Tower ha parlato di entrate di circa 445 milioni di dollari.

Negli ultimi anni la tecnologia alla base di Pokémon Go è stata usata in diversi altri giochi, tra gli altri Harry Potter: Wizards Unite di Niantics Labs, descritto come un «Pokémon Go 2.0». Alcuni non hanno avuto successo, altri ne hanno avuto un po’; nessuno è diventato qualcosa di anche solo lontanamente paragonabile a Pokémon Go per grandezza, rapidità di diffusione e pervasività nel “mondo vero”. Secondo Sensor Tower, Pokémon Go continua a essere il gioco leader nella sua categoria, quella basata sulla geolocalizzazione e la realtà virtuale. Il secondo miglior gioco in questa classifica, soprattutto grazie ai giocatori dal Giappone, è Dragon Quest Walk.