• Cultura
  • mercoledì 26 giugno 2019

Wizards Unite è il nuovo Pokémon Go?

Un nuovo gioco per smartphone sul mondo di Harry Potter è in Italia da qualche giorno e funziona più o meno come il famoso gioco di tre estati fa

Dal 24 giugno è disponibile in Italia Harry Potter: Wizards Unite, un nuovo gioco per smartphone sviluppato da Niantic Labs, la società già dietro a Pokémon Go. A voler essere molto sintetici, si può dire che Wizards Unite fa con le creature e i personaggi del mondo magico di Harry Potter quello che Pokémon Go faceva con i pokémon: in entrambi i gioco si deve usare il proprio smartphone per muoversi su una mappa che ricalca il mondo reale, sfruttando la realtà aumentata per interagire con creature di vario tipo. Qualcuno dice che Wizards Unite è meglio di Pokémon Go, perché più ricco e profondo; qualcun altro dice che invece è troppo simile a Pokémon Go, solo più complicato.

Wizards Unite è un gioco gratuito – in cui c’è però la possibilità di fare acquisti con veri soldi all’interno dell’app – e si può già scaricare sia su dispositivi Apple che Android. Da un paio di giorni è disponibile in più di 130 paesi: in molti paesi è ai primi posti delle classifiche dei giochi più scaricati e sembra che i giocatori che scelgono di pagare ci abbiano già speso almeno 10 milioni di dollari. Di certo, per ora non sono risultati paragonabili a quelli di Pokémon Go, che quando uscì nell’estate 2016 ebbe subito un enorme successo e che nel frattempo ha generato guadagni per quasi tre miliardi di dollari. Per valutare per bene il successo di un gioco come Wizards Unite bisognerà aspettare qualche giorno e magari qualche aggiornamento dell’app, ma intanto ci si può giocare.

Una volta scaricato Wizards Unite, visto il breve video introduttivo, attivata la geolocalizzazione e scelto il proprio nome da mago, inizia una sorta di tutorial in cui  Constance Pickering, che lavora per il Ministero della Magia, spiega al giocatore cos’è successo. In breve, ci sono problemi con lo Statuto di Segretezza – che nel mondo di Harry Potter impone una netta separazione tra mondo magico e mondo reale – e il mondo reale è quindi pieno di oggetti, personaggi e creature del mondo magico. Pickering spiega al giocatore come muoversi nell’app e nel mondo reale per dare una mano al Ministero della Magia e provare a sistemare le cose. Poi, sempre accompagnati dai consigli di Pickering, si può iniziare a girare il mondo e, in una mappa simile a quella di Pokémon Go, fare incantesimi e incontri di vario tipo.

Per giocare a Pokémon Go non era necessario sapere granché sui Pokémon, perché non c’era una gran storia alle spalle del gioco. Nel caso di Wizards Unite è chiaro da subito che per chi non padroneggia almeno un po’ il contesto del mondo di Harry Potter l’esperienza può essere all’inizio un po’ spaesante. Niantic ha tra l’altro spiegato che la storia su cui si basa il gioco si evolverà con il tempo, e che quindi arriveranno maggiori informazioni su cosa o chi sia responsabile della compromissione dello Statuto di Segretezza. Il gioco è stato sviluppato in collaborazione con Warner Bros. e contiene quindi riferimenti e creature sia delle storie di Harry Potter che di quelle, più recenti, dei film della serie “Animali fantastici”.

Per fare incantesimi in Wizards Unite bisogna ricreare il più fedelmente possibile un segno disegnato sullo schermo del proprio smartphone: più è difficile l’incantesimo, più è difficile la traccia da seguire; e più si segue fedelmente la traccia, più l’incantesimo è efficace. Già nei primi minuti di gioco può capitare, nell’interagire con certe creature, di dover ripetere più volte un incantesimo. Il giocatore non può però scegliere quale incantesimo fare.

Oltre a dover ovviamente decidere dove andare sulla mappa, in Wizards Unite il giocatore deve anche scegliere come gestire le proprie risorse e, da un certo punto del gioco, scegliere ad esempio la propria professione. A seconda della scelta, cambieranno le sue abilità: ad esempio, gli Auror (i super-poliziotti del Ministero della Magia) sono molto efficaci contro le Arti Oscure ma lo sono meno contro alcune creature. La professione, così come la proprio Casa di Hogwarts e la propria bacchetta, si possono comunque cambiare durante il gioco, a seconda delle necessità.

Così come succedeva in Pokémon Go, anche in Wizards Unite ci sono luoghi speciali. Ci sono Serre e Locande, in cui recuperare le forze e migliorare gli strumenti a propria disposizione per affrontare le insidie del gioco. E ci sono anche Fortezze, i luoghi in cui affrontare le sfide più difficili. Per ora non c’è la possibilità di sfidarsi con altri maghi, ma nelle Fortezze è possibile giocare insieme ad altri maghi per raggiungere un obiettivo comune.

È chiaro, giocando a Wizards Unite, che a sviluppare il gioco sia stata la stessa società dietro a Pokémon Go (che tra l’altro ancora prima si era già fatta notare con Ingress) ed è chiaro che chi ha giocato a Pokémon Go possa essere interessato da un gioco simile ma con un diverso contesto o, al contrario, ne possa essere annoiato, vedendo in Wizards Unite solo la copia di una cosa che andava di moda tre anni fa.

Tra gli annoiati c’è Chaim Gartenberg, che su The Verge ha scritto che Wizards Unite «non ha la magia di Pokémon Go» ed è solo Pokémon Go con una nuova passata di vernice. Gartenberg ha scritto che tra l’altro «ogni volta che apri un menu sembra che il gioco stia per provare a convincerti a pagare per avere qualcosa». Tra i soddisfatti c’è Brian Barrett, che sulla versione statunitense di Wired ha scritto che Wizards Unite è molto di più di un «Pokémon Go 2.0», con i maghi al posto degli allenatori e le Fortezze al posto delle Palestre. In una recensione tendenzialmente positiva ha scritto che «in certi casi è meglio, in altri è peggio, ma in genere è di più» e che è un gioco complesso, non per chi cerca solo il modo di ingannare il tempo in metropolitana. In effetti Wizards Unite richiede, ancora più di Pokémon Go, una certa applicazione e una certa dedizione: prima per capire i meccanismi e poi per guadagnare punti e crescere di livello.

Anche riguardo la principale componente tecnologica di Wizards Unite – la realtà aumentata, che può far comparire un Goblin della banca magica Gringott nella redazione del Post – ci sono opinioni discordanti.  Nella sua lunga analisi tecnica, il sito di settore Polygon ha scritto che la realtà aumentata di Wizards Unite rappresenta un notevole salto in avanti rispetto a tutto quello che c’è stato finora. Altri hanno invece criticato il gioco dicendo che, semplicemente, ha poco senso vedersi comparire Hagrid o un altro personaggio del mondo magico sulla scrivania dell’ufficio.

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