Un cameriere con mascherina protettiva serve alcuni clienti al Bar Marianna di Bergamo, il 18 giugno 2020 (Emanuele Cremaschi/Getty Images)
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  • martedì 23 Giugno 2020

Le notizie di martedì sul coronavirus in Italia

Sono stati registrati 122 nuovi contagi e 18 morti. Si tratta dei numeri più bassi da quando abbiamo iniziato a contarli

Un cameriere con mascherina protettiva serve alcuni clienti al Bar Marianna di Bergamo, il 18 giugno 2020 (Emanuele Cremaschi/Getty Images)

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 122 nuovi casi di contagio da coronavirus e 18 morti, i numeri più bassi da quando abbiamo cominciato a contarli, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. I casi totali sono saliti a 238.833. Le persone attualmente ricoverate nei reparti di terapia intensiva sono 115, 12 in meno rispetto a ieri. I nuovi pazienti “guariti o dimessi” sono 1.159, per un totale di 184.585. Le persone che sono state sottoposte a tampone fino ad oggi sono 3.081.127, 23.225 in più di ieri.

In Lombardia sono stati registrati 62 nuovi casi di contagio, per un totale di più di 93mila. I dati lombardi continuano a essere di gran lunga i peggiori in Italia: 26 casi riguardano la provincia di Milano (15 nel comune) e 6 quella di Brescia e 6 quella di Bergamo. Le altre regioni con il maggior incremento del numero dei casi confermati sono Emilia-Romagna (17), la Campania (10) e il Lazio (8). In sette regioni – Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo e Molise – oltre che nella provincia autonoma di Bolzano non sono stati registrati nuovi casi di contagio.

Questi, comunque, sono numeri da prendere con estrema cautela: in Italia, così come in moltissimi altri paesi del mondo, il numero dei casi positivi accertati comprende solo le persone che sono risultate positive al tampone, ma non le centinaia di migliaia di persone che hanno contratto il virus e non hanno mai fatto il test, e che quindi non sono mai rientrate nei conteggi ufficiali. Un discorso simile si deve fare per il numero dei morti, e anche il numero dei guariti e dimessi deve essere preso con le molle (qui c’è la spiegazione lunga sui numeri e sulle necessarie prudenze da avere nell’interpretarli).

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Le altre notizie di oggi
Nel quinto report sulle infezioni da coronavirus di origine professionale diffuso dall’Inail oggi sale ad oltre 49mila il numero delle denunce di infortunio da contagio arrivate all’istituto fino al 15 giugno. Rispetto al 31 maggio ci sono state 1.999 denunce in più. I casi mortali denunciati sono stati 236 (+28), pari a circa il 40 per cento dei decessi professionali registrati dall’inizio dell’anno. Il 71,7 per cento dei lavoratori contagiati sono donne, mentre il 28,3 per cento uomini.

Il rapporto fra i sessi si inverte però per quanto riguarda i casi mortali: i decessi degli uomini arrivano all’82,6 per cento del totale. L’età media dei lavoratori che hanno contratto il coronavirus è di 47 anni per entrambi i sessi e sale a 59 per i casi mortali. Il 70,3 per cento dei decessi è concentrato nella fascia di età 50-64 anni.

Il report rileva inoltre che «il 72,2 per cento del complesso dei casi denunciati e il 26,3 per cento dei decessi si concentra nel settore della Sanità e assistenza sociale (che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili), che insieme al settore degli organismi pubblici preposti alla sanità (Asl) porta all’81,3 per cento la quota delle denunce in complesso e al 36,5 per cento quella dei casi mortali».

Ieri il presidente della Campania Vincenzo De Luca ha firmato un’ordinanza che stabilisce l’isolamento di quattro palazzi del cosiddetto “complesso ex Cirio” a Mondragone, in provincia di Caserta, dal 22 al 30 giugno, dopo che dieci residenti erano risultati positivi al coronavirus. I residenti dei quattro condomini, che appartengono perlopiù alla comunità bulgara, dovranno rimanere in isolamento domiciliare e sarà il comune a fornire loro i beni di prima necessità. Oggi negli edifici isolati nella piccola “zona rossa” sono stati eseguiti circa 550 tamponi.

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18 salme di anziani morti dopo essere risultati positivi al coronavirus nella Casa di Carità “San Giuseppe” di Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia, saranno riesumate e i loro corpi saranno sottoposti ad autopsia. La decisione è stata presa dalla procura di Reggio Emilia che, secondo la stampa locale, avrebbe anche iscritto nel registro degli indagati cinque persone con le ipotesi di reato di omicidio colposo e delitto colposo contro la salute pubblica.

I presunti reati sarebbero stati compiuti dal primo febbraio all’11 aprile scorso. Fra gli indagati ci sarebbe anche il sacerdote don Angelo Orlandini, responsabile della struttura, oltre al direttore e alla dirigente. I tre indagati hanno fatto sapere tramite i loro avvocati che si dichiarano estranei ai fatti. Secondo gli inquirenti, nella casa di riposo si sarebbe sviluppato un focolaio di contagio dopo che un anziano, dopo essere stato ricoverato all’ospedale Franchini di Montecchio, era stato trasferito alla Casa di Carità senza che nessuno si fosse accorto che era positivo al virus. Tra le salme che verranno disseppellite c’è anche quella del vescovo emerito di Reggio Emilia, monsignor Giovanni Gibertini, deceduto negli stessi giorni.

Nel suo più recente rapporto sull’andamento dell’epidemia da coronavirus, l’ISS (l’Istituto Superiore di Sanità italiano) ha confermato che l’età media dei contagiati dal virus è di 61 anni. Il 40 per cento dei deceduti invece ha un’età compresa tra 80 e 89 anni, il 26 per cento tra 70 e 79 e soltanto lo 0,2 per cento aveva tra 30 e 40 anni. Sono inoltre quasi 30mila gli operatori sanitari contagiati dall’inizio dell’emergenza.

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