(Evening Standard/Hulton Archive/Getty Images)

John Gielgud, morto vent’anni fa

Grandissimo attore di teatro e di cinema, e una delle poche persone ad aver vinto i premi Oscar, Emmy, Grammy e Tony

(Evening Standard/Hulton Archive/Getty Images)

John Gielgud è stato un attore britannico, nato nel 1904 e morto il 21 maggio del 2000, vent’anni fa oggi. Fu soprattutto un attore di teatro, un’attività della quale disse: «È stato qualcosa in più di un lavoro o una professione, è stata proprio la mia vita». Ma fu anche attore di cinema, vincitore di un Oscar, e una delle poche persone al mondo ad aver completato il cosiddetto EGOT, il premio simbolico di chi, oltre all’Oscar, riesce a vincere anche il Grammy, l’Emmy e il Tony Award, cioè i più importanti premi della musica, della televisione e del cinema.

Gielgud era nato a Londra, nel quartiere di Kensington, e quel suo cognome difficile da pronunciare ha a che fare con le origini est europee del padre e con la città lituana di Gelgaudiškis. La famiglia materna, invece, era piena di attori e attrici, la più famosa delle quali è stata Ellen Terry.

Dopo aver studiato alla Royal Academy of Dramatic Art, e dopo essersi cimentato nelle prime prove teatrali, già prima degli anni Trenta Gielgud iniziò a specializzarsi sempre più in ruoli shakespeariani; continuò a farli per tutta la sua carriera, diventando uno dei più apprezzati attori di sempre per quanto riguarda le opere scritte appunto da William Shakespeare. Tra i tanti, il ruolo con cui fu più identificato fu quello di Amleto: lo interpretò per la prima volta a 26 anni e lo reinterpretò centinaia di altre volte. E tra i tanti spettacoli, si fece particolarmente conoscere e apprezzare in The Ages of Man, in cui, solo sul palco, declamava alcuni dei più famosi discorsi scritti da Shakespeare, da quelli sulla nascita a quelli sulla morte.

Nonostante la costante presenza di William Shakespeare nella sua carriera, Gielgud trovò comunque spazio e modo per recitare anche in opere di tutt’altro tipo, per esempio testi scritti da Oscar Wilde, Anton Čechov, Alan Bennett o Harold Pinter.

Allo stesso modo, riuscì ad avere una notevole carriera cinematografica. Uno dei suoi primi film, The Good Companions, fu un buon successo, nel 1936 recitò per Alfred Hitchcock in Amore e mistero e nel 1940 fu il politico e scrittore Benjamin Disraeli in Il primo ministro. Ma fu dagli anni Cinquanta in poi che, pur senza mai abbandonare il teatro, frequentò più assiduamente i set cinematografici. Fu Cassio nel Giulio Cesare con Marlon Brando, il Duca di Clarence nel Riccardo III di Laurence Olivier (che disse di lui che aveva una voce che «corteggiava il mondo»), Enrico IV nel Falstaff di Orson Welles, uno dei passeggeri sull’Orient Express del film di Sidney Lumet. Recitò per Otto Preminger, David Lynch e Richard Attenborough e il suo Oscar, come miglior attore non protagonista, lo vinse per il ruolo del maggiordomo nel film Arturo, del 1981.

I più giovani, o i più smemorati tra i meno giovani, magari se lo ricordano invece in L’ultima tempesta, Shine o Elizabeth; o possono pensare che nel 1999, nel parlare del personaggio di Albus Silente, la scrittrice J.K. Rowling disse che era «un po’ come John Gielgud: piuttosto anziano e allo stesso tempo maestoso».

Gielgud completò il suo EGOT nel 1991, quando vinse l’Emmy per la miniserie tv Summer’s Lease. L’Oscar l’aveva vinto dieci anni prima, il primo Tony Award (il premio teatrale) già nel 1948 e il Grammy nel 1979, per una registrazione di The Ages of Man.

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