La riapertura del mercato alimentare scoperto di Pioltello, alla periferia di Milano, il 2 maggio 2020 (Ansa/Andrea Canali)

Le notizie di sabato sul coronavirus in Italia

I morti registrati sono stati 474, ma 282 risalgono ad aprile e sono stati comunicati solo oggi dalla Lombardia

La riapertura del mercato alimentare scoperto di Pioltello, alla periferia di Milano, il 2 maggio 2020 (Ansa/Andrea Canali)

Le persone morte dopo aver contratto il coronavirus in Italia sono aumentate di 474 nelle ultime 24 ore, secondo i dati diffusi sabato pomeriggio dalla Protezione Civile: ma il numero comprende anche 282 decessi avvenuti fuori dagli ospedali in tutto il mese di aprile che la Regione Lombardia ha comunicato soltanto oggi. Queste 282 persone si aggiungono quindi al bilancio di aprile, e non rientrano in quelli avvenuti nelle ultime 24 ore, che a questo punto diventano 192, il numero più basso dallo scorso 11 marzo.

Per quanto riguarda i nuovi contagi accertati nelle ultime ore, sono stati 1.900, in linea con gli ultimi tre giorni. I ricoverati in terapia intensiva sono 39 in meno di ieri, mentre i tamponi elaborati nelle ultime 24 ore sono stati 55.412, un po’ meno degli ultimi giorni. Complessivamente, i contagi accertati da inizio epidemia sono 209.328, i decessi 28.710.

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In Lombardia, la regione italiana più colpita, i morti registrati nelle ultime 24 ore sono stati 47, significativamente meno di quelli degli ultimi due giorni (88 e 93), mentre i nuovi contagi accertati sono stati 533. Per la prima volta dall’inizio dell’epidemia, la provincia con più contagi registrati non è lombarda: a Torino sono stati rilevati 292 nuovi casi, mentre a Milano 249; la terza è Genova con 146.

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Le altre notizie di oggi

Il governo oggi ha pubblicato le attese F.A.Q., cioè le risposte alle domande frequenti, che dovrebbero chiarire meglio come funzionerà la cosiddetta “fase 2” della gestione dell’epidemia, e più precisamente il decreto annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 26 aprile. In una delle risposte più attese, quella su chi siano le persone a cui si potrà fare visita, il governo dice che i famosi “congiunti” sono:

I coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge).

Le cose da sapere sul coronavirus

Rimane quindi una certa ambiguità su chi rientri nella categoria di “affetti stabili”.

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Per quanto riguarda le passeggiate, il governo specifica che si può fare «attività motoria» da soli o con i conviventi anche lontano dalla propria casa, mantenendo la distanza di un metro, o di due metri se si fa jogging. Si può anche usare la bici, sempre per «attività motoria».

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La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina invece ha detto qualcosa in più sui piani per la riapertura delle scuole a settembre: se per allora l’epidemia dovesse ancora essere un problema, il ministero sta pensando a una «modalità mista», cioè a un sistema per tenere parte delle lezioni in presenza, come prima dell’emergenza, e parte a distanza, come avviene ora. Ogni classe sarebbe divisa a metà e le due metà si alternerebbero sui banchi di scuola settimana per settimana; gli studenti a casa seguirebbero le lezioni online. In questo modo si pensa di garantire i momenti di socialità per i ragazzi. Non sono previsti in ogni caso doppi turni di lavoro per gli insegnanti, ha chiarito la ministra.

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Come leggere i dati

I dati comunicati ogni giorno dalla Protezione Civile comunque devono essere letti con alcune cautele. Prima di tutto perché la distinzione tra il numero delle persone attualmente positive e quello complessivo dei contagiati (che comprende anche chi è guarito) può creare un po’ di confusione. Inoltre perché sappiamo ormai che i contagiati e i morti sono molti di più di quelli rilevati dai dati. C’è poi un problema su cosa intende la Protezione Civile quando parla di “guariti”: questo dato comprende le persone dimesse dagli ospedali, ma che potrebbero essere ancora malate, mentre ovviamente non comprende tutti quelli che sono guariti dopo essere stati malati, ma che non avendo fatto il tampone non sono mai entrati nei numeri ufficiali dei positivi.