Anwar Raslan in tribunale a Coblenza (Thomas Frey/dpa via AP)
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  • giovedì 23 Aprile 2020

È iniziato in Germania il processo per crimini contro l’umanità contro due funzionari del regime siriano

È il primo importante processo contro membri del governo di Bashar al Assad: e sì, si fa in Germania

Anwar Raslan in tribunale a Coblenza (Thomas Frey/dpa via AP)

In Germania è iniziato un importante processo contro due funzionari del regime siriano di Bashar al Assad, accusati di avere commesso crimini contro l’umanità nei primi mesi della guerra in Siria, iniziata nel 2011. Uno dei due accusati è Anwar Raslan, ex colonnello dell’intelligence. Raslan è il primo funzionario di alto grado a essere incriminato per crimini così gravi, e il processo contro di lui è il primo al mondo a occuparsi degli atti di tortura ordinati e compiuti in Siria.

Il processo si sta tenendo nell’Alta Corte Regionale di Coblenza, nello stato tedesco di Renania-Palatinato. È considerato particolarmente importante perché finora i tentativi di processare membri del regime siriano si erano rivolti verso funzionari di alto livello rimasti in Siria, o contro soldati semplici del regime di Assad. Sia Raslan che l’altro accusato, Eyad al Gharib, si trovano invece in Germania, dove arrivarono rispettivamente nel luglio 2014 e nell’aprile 2018.

Il processo, ha scritto il New York Times, si basa per lo più su documenti e informazioni raccolte nel corso degli anni da un’ampia rete di organizzazioni e attivisti siriani, che si è impegnata anche a rintracciare le vittime e capire i modi con cui presentare i casi ai tribunali europei.

Il caso contro Raslan, per esempio, si basa su documenti ottenuti in Siria che mostrano come l’imputato fosse stato il capo dell’unità investigativa dell’intelligence siriana responsabile della sicurezza della zona di Damasco, la capitale, e delle sue prigioni, nelle quali furono compiute torture sistematiche. Nei documenti del processo, si legge che i detenuti furono sottoposti «a violenze brutali, tra cui pestaggi ed elettroshock», e privazione del cibo. Almeno 58 persone morirono a causa delle violenze durante il periodo in cui Raslan rimase a capo dell’unità investigativa. Accuse simili sono state formulate anche contro l’altro imputato, al Gharib, che lavorava per Raslan.

Il processo contro i due funzionari siriani sta facendo discutere, per diverse ragioni. La più rilevante è che Raslan disertò nel 2012, quando si schierò dalla parte dell’opposizione. Nel 2014 fu anche parte della delegazione che rappresentava le opposizioni ai colloqui di pace organizzati dall’ONU a Ginevra, in Svizzera.

Alcuni, scrive il New York Times, temono che processare qualcuno come Raslan possa dissuadere altri funzionari siriani a offrirsi come testimoni per poter mettere in piedi casi contro membri del regime di Assad. Altri temono che processi come quello contro Raslan e al Gharib potrebbero spingere i governi europei a pensare di avere fatto abbastanza, dissuadendoli dall’intraprendere sforzi più ampi contro Assad e i suoi diretti subordinati.

Per la Germania, quello iniziato oggi è il processo più importante nel paese dal 2002 sulla base del principio della giurisdizione universale.

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La giurisdizione universale è un principio del diritto internazionale poco applicato e conosciuto, anche se da anni molto discusso: si basa sull’idea che alcune norme internazionali siano talmente rilevanti da valere per tutti gli stati del mondo, e che tutti gli stati del mondo si debbano impegnare a farle rispettare. Sono le norme che vietano crimini estremamente gravi come il genocidio, la tortura e i crimini di guerra e contro l’umanità. È grazie alla giurisdizione universale che la Germania può processare due imputati che non hanno compiuto reati in Germania, e nemmeno contro cittadini tedeschi.