(Cindy Ord/Getty Images)
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  • lunedì 6 Aprile 2020

Aggiornamenti dal resto del mondo

Dal ricovero di Boris Johnson ai nuovi provvedimenti in arrivo in Svezia e Giappone

(Cindy Ord/Getty Images)

I contagi accertati da coronavirus (SARS-CoV-2) nel mondo hanno superato il milione e duecentomila. L’Italia resta il paese con il maggior numero di morti registrati, 15.887 fino al 5 aprile, ma sono gli Stati Uniti quello con più positivi al virus: ufficialmente più di 330mila. Entrambe queste cifre sono considerate sottostimate rispetto alla realtà.

Negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono morte 1.200 persone affette da COVID-19, facendo salire il numero totale dei morti accertati a più di 9.600. Contemporaneamente sono diminuiti i decessi nello stato di New York, il più colpito dall’epidemia: ieri sono stati 594, contro i 630 di sabato 4 aprile. In altri stati però – dalla Florida alla Louisiana all’Arizona – il numero dei contagiati continua a crescere velocemente. Il presidente Donald Trump ha detto che si sta vedendo «la luce in fondo al tunnel» ma Anthony Fauci – scienziato e capo del più importante istituto di ricerca americano sulle malattie infettive – ha frenato dicendo che le prospettive a breve termine sono ancora «davvero pessime».

Nel Regno Unito il primo ministro britannico Boris Johnson, che da dieci giorni è positivo al coronavirus, è stato portato in ospedale domenica sera. La notizia è stata descritta da un suo portavoce come una «misura precauzionale», «su consiglio del suo medico». La sua positività al virus era stata resa nota il 27 marzo; Johnson venerdì scorso aveva detto su Twitter di avere ancora la febbre. Johnson al momento resta al suo posto alla guida del governo britannico: se le sue condizioni di salute si dovessero aggravare sarebbe sostituito dal ministro degli esteri Dominic Raab, che già questa mattina dovrebbe fare le sue veci in una riunione del governo.

Nel primo pomeriggio di oggi lo stesso Johnson, sempre via Twitter, ha confermato di essere andato in ospedale su consiglio del suo dottore, «per alcuni test di routine».

Domenica sera la regina Elisabetta si è rivolta alla nazione con un breve videomessaggio di quattro minuti in cui ha detto, tra le altre cose: «Insieme stiamo affrontando l’emergenza, ma se restiamo uniti e risoluti vinceremo». «Vi parlo in un momento che so essere di crescente difficoltà. Un momento di sconvolgimento nella vita del nostro paese che ha portato dolore ad alcuni, problemi economici a molti ed enormi cambiamenti nella vita quotidiana di tutti noi».

Nel suo discorso dal castello di Windsor la regina ha ringraziato «chi resta a casa» e, così facendo, «aiuta a proteggere le persone fragili e a risparmiare a molte famiglie il dolore già sofferto da quelli che hanno perso i loro cari». Ha poi concluso: «Spero che nei prossimi anni tutti potranno essere orgogliosi di come hanno risposto a questa sfida. E coloro che verranno dopo di noi diranno che i britannici di questa generazione sono stati più forti di qualsiasi altro, che le qualità di autodisciplina, di risolutezza attraverso calma e serenità e di simpatia reciproca, caratterizzano ancora questo paese».

In Spagna il governo sta programmando di effettuare 5 milioni di test sierologici a tappeto anche su chi non ha sintomi, ma che lavora in settori essenziali come gli addetti delle case di cura, gli agenti di polizia, i trasportatori e il personale della filiera alimentare. Queste persone concorrerebbero alla “diffusione silenziosa” del virus e si valuta indispensabile monitorarle in modo che, una volta che verranno ridotte le misure di allontanamento sociale, non siano la causa di nuovi focolai. Nelle ultime 24 ore sono stati rilevati 5.478 nuovi contagi in Spagna e 694 nuovi decessi. Il bilancio dei positivi al virus sale così a 131.646 e a 12.641 quello dei morti. I test sierologici sono diversi dai tamponi, e si basano su un piccolo campione di sangue che viene analizzato in cerca degli anticorpi alla COVID-19, la cui presenza indica che un paziente è stato infetto al coronavirus. Lo abbiamo spiegato qui.

La Svezia potrebbe cambiare approccio rispetto alle misure adottate finora per contenere il coronavirus. Al contrario di molti altri paesi, infatti, il governo svedese aveva deciso di tenere aperti ristoranti, bar, impianti sciistici e alcune scuole. Il divieto degli assembramenti con più di 50 persone era stato imposto solo dal 29 marzo. Ora però qualcosa potrebbe cambiare. Secondo i media locali il governo sta elaborando una nuova legge che consenta di adottare “misure straordinarie” per combattere la COVID-19.

Domenica il numero delle persone morte in Svezia avendo contratto il coronavirus è salito a 401, in aumento dell’8 per cento da sabato e maggiore di quello totale dei tre paesi nordici vicini messi insieme. Per la Svezia c’è un rapporto di 37 morti ogni milione di abitanti, rispetto ai 28 della Danimarca, i 12 della Norvegia e i 4,5 della Finlandia, stati che hanno adottato misure di isolamento più stringenti.

Danimarca e Norvegia sono tra i molti paesi che hanno imposto duri blocchi, compresa la chiusura dei confini e quella di scuole e attività economiche non essenziali. La Finlandia ha isolato la sua principale area urbana attorno a Helsinki. Gli svedesi invece possono ancora fare acquisti, andare al ristorante, farsi tagliare i capelli e mandare in classe i bambini sotto i 16 anni.

La Cina ha registrato un lieve aumento dei casi di contagio con 39 nuove infezioni rispetto alle 30 rilevate il 4 aprile. Tutti i casi, tranne uno, spiegano le autorità, sono stati importati dall’estero. Nel Paese sono stati inoltre registrati 78 nuovi casi asintomatici. I casi importati e gli asintomatici, che possono contagiare altri ma non manifestano la malattia, sono diventati l’obiettivo principale di monitoraggio della Cina nelle ultime settimane.

In Giappone il primo ministro Shinzo Abe ha annunciato che dichiarerà lo stato di emergenza nel tentativo di contenere l’espansione del coronavirus, dopo l’incremento allarmante delle infezioni nell’ultima settimana; in particolare a Tokyo nel weekend sono stati superati i 1.000 casi positivi. Il provvedimento entrerà in vigore mercoledì prossimo: consentirà alle municipalità di imporre ai cittadini di stare a casa e richiederebbe la chiusura delle scuole e dei servizi non strettamente necessari.

La circolare permetterà al governo di imporre restrizioni all’assembramento di persone e allo svolgimento delle attività sociali nei luoghi pubblici, tra cui teatri e attività sportive. Nel caso in cui il sistema sanitario nazionale dovesse entrare in crisi, i governatori delle province potranno ordinare la requisizione di proprietà private e degli edifici idonei alle esigenze del sistema. Le municipalità potranno inoltre sequestrare forniture mediche e provviste alimentari a persone e società che si rifiutano di renderle disponibili in commercio.

Il governo investirà 56.000 miliardi di yen, pari a circa 470 miliardi di euro, per far fronte all’emergenza; in particolare per aiutare le famiglie a basso reddito e per far ripartire i consumi, oltre che per sostenere e le piccole e medie imprese ad affrontare i danni derivanti dalla pandemia A oggi in Giappone le persone positive al coronavirus risultano essere 3.654, con 85 morti.

Intanto è morto ieri al Cairo, dopo essere risultato positivo al coronavirus, Mahmoud Jibril, ex primo ministro del governo ribelle della Libia che rovesciò Muammar Gheddafi nel 2011. Jibril, che aveva 68 anni, era ricoverato da due settimane al Cairo. La notizia è stata resa nota da Khaled al-Mrimi, segretario del partito fondato da Jibril nel 2012.

In Francia il bilancio dell’epidemia di Covid-19 ha superato gli 8.000 morti, ma il numero di decessi e ricoveri in terapia intensiva sembra rallentare. Martedì inizierà la quarta settimana di lockdown. Ieri gli ospedali hanno registrato il numero più basso di decessi (357) in un solo giorno da martedì. Quasi 7000 pazienti sono ancora in terapia intensiva.

Secondo i dati resi noti dal Robert Koch Institute in Germania nelle ultime 24 ore sono stati riscontrati 3.677 nuovi casi e sono morte 92 persone affette da Covid-19. I numeri sono in calo rispetto ai dati riferiti il 4 aprile. Il numero di casi totali di contagio in Germania è così salito a 95.391, mentre le vittime sono in totale 1.434.

Intanto in pochi giorni a Berlino sono stati distribuiti sussidi a 150mila lavoratori autonomi, fra cui artisti, proprietari di negozi, parrucchieri e altri proprietari di piccole imprese e liberi professionisti. L’amministrazione della capitale ha annunciato di aver versato oltre 1,4 miliardi di dollari di sussidi.

In Irlanda il primo ministro Leo Varadkar si è nuovamente registrato come medico e lavorerà un turno a settimana per dare una mano durante la crisi da coronavirus. Varadkar ha lavorato come medico per sette anni prima di abbandonare la professione per occuparsi di politica a tempo pieno. Nel 2013 era stato rimosso dal registro dei medici. «Molti dei suoi familiari e amici lavorano nel servizio sanitario. Voleva dare una mano anche in piccolo», ha spiegato il portavoce del primo ministro.

Singapore ha ordinato a 20.000 lavoratori stranieri di rimanere nei loro dormitori per 14 giorni, mentre i casi di coronavirus continuano ad aumentare. Sono stati isolati due dormitori: uno con 13.000 lavoratori e 63 casi e uno con 6.800 lavoratori e 28 casi. I lavoratori riceveranno tre pasti al giorno, ma alcuni si sono lamentati di condizioni di sovraffollamento e sporcizia. A Singapore sono stati accertati 1300 casi di contagio e ci sono stati 6 morti.

Sul versante del sostegno all’economia sono stati annunciati altri 5,1 miliardi di dollari di Singapore (3,3 miliardi di euro) di stimolo per attenuare i danni dall’epidemia. Insieme ai due pacchetti precedenti, il paese del sud-est asiatico ha investito per far fronte all’emergenza 59,9 miliardi di dollari di Singapore (38,7 miliardi di euro), pari a circa il 12% del prodotto interno lordo del paese.  Il vice primo ministro e ministro delle finanze Heng Swee Keat ha annunciato misure che includono sussidi salariali per tutte le società, esenzioni per gli affitti e un contributo di un contributo equivalente a quasi 400 euro in contanti per ogni cittadino adulto.

L’India ha chiuso le sue ferrovie per la prima volta negli ultimi 167 anni. Ora i treni vengono trasformati in ospedali. I treni passeggeri rimarranno fermi almeno fino al 14 aprile. La rete, che è il quarto più grande operatore ferroviario del mondo e il più grande datore di lavoro dell’India, gestisce già 125 ospedali in tutta la nazione e quindi ha le competenze per la riconversione. All’1 aprile, in India erano stati accertati 4.288 casi di Covid-19, inclusi 117 decessi: si tratta di un numero relativamente basso per una nazione di 1,3 miliardi di abitanti. Il sistema ospedaliero indiano non è ancora in sofferenza, ma i treni potrebbero allentare una parte della pressione sulla sanità indiana se il numero di pazienti affetti da coronavirus dovesse iniziare a salire.