Il ponte di Brooklyn, New York, 18 marzo (EPA/Alba Vigaray/ansa)
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  • giovedì 19 Marzo 2020

Una New York diversa

Le foto della "città che non dorme mai", che diventa sempre più simile alle svuotate città europee

Il ponte di Brooklyn, New York, 18 marzo (EPA/Alba Vigaray/ansa)

Come Parigi, Roma, Venezia e le altre grandi città solitamente piene di persone e turisti, anche New York nei giorni scorsi ha cominciato a cambiare aspetto in seguito alle restrizioni adottate per cercare di limitare la diffusione del coronavirus (SARS-CoV-2). Diverse città statunitensi hanno iniziato ad adottare misure restrittive simili a quelle che già sono in vigore in Italia e in buona parte d’Europa e da martedì 17 marzo, tre giorni dopo la dichiarazione dello stato d’emergenza da parte del presidente Donald Trump, a New York tutte le scuole della città sono state chiuse, così come anche bar, ristoranti, cinema, teatri e locali notturni. Di conseguenza le strade, i locali e le stazioni sono meno affollati di gente, e molto diverse da come siamo abituati a vederle nella “città che non dorme mai”.

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