La storia del grafico “abbatti la curva”

È diventato il più diffuso e condiviso sulla pandemia, e può aiutare a salvare milioni di vite

C’è un grafico che più di tutti è diventato il simbolo della pandemia da coronavirus. Mostra in modo semplice e intuitivo l’importanza di rallentare il più possibile la diffusione di un’epidemia, in modo che il sistema sanitario possa occuparsi di tutti i malati senza collassare.

Il grafico “abbatti la curva” (dall’inglese “flatten the curve”) è stato condiviso milioni di volte sui social network e pubblicato da siti e giornali (al Post ne abbiamo parlato nella newsletter sul coronavirus: ci si iscrive qui), e ha ricevuto ulteriore fama grazie a due illustratori che lo hanno trasformato in una GIF a fumetti, con oltre 4,5 milioni di visualizzazioni su Twitter e traduzioni in diverse lingue. Il suo successo potrebbe contribuire a salvare milioni di vite, facendo aumentare la consapevolezza delle buone pratiche per rallentare un’epidemia: rimanere il più possibile a casa, ridurre le interazioni sociali e lavarsi spesso e bene le mani.

Come racconta Mark Wilson sul sito di Fast Company, il grafico che oggi condividono tutti fu pubblicato in una sua prima forma nel 2007, all’interno di un documento preparato dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) negli Stati Uniti. Lo studio era dedicato alle misure da adottare nel caso di una imminente pandemia, attraverso forme di prevenzione come il distanziamento sociale e la chiusura delle scuole.

A pagina 18 un grafico illustrava gli “Obiettivi di riduzione dei danni nella comunità” con l’indicazione di tre esiti da ottenere: ritardare il picco dell’epidemia, ridurre lo stress per gli ospedali, abbassare il numero complessivo dei casi e l’impatto sulla salute. I tre obiettivi erano accompagnati dall’illustrazione che ormai ci siamo abituati a vedere un po’ ovunque: una curva viola con una punta molto pronunciata, e una azzurra più bassa e distribuita nel tempo.

(CDC)

La curva viola mostra che cosa accade se non si assumono misure per contenere i contagi durante l’epidemia con un nuovo virus, verso il quale non siamo immunizzati o vaccinati (proprio come sta avvenendo in queste settimane): ogni individuo infetto trasmette il virus a un paio o più di altre persone e il contagio si diffonde rapidamente. I nuovi malati aumentano molto velocemente e in poco tempo sono troppi per essere curati tutti, con il rischio che muoiano moltissime persone a causa della malattia contagiosa.

La curva azzurra mostra invece lo scenario desiderabile, e cioè che cosa succede se si assumono misure preventive e restrizioni, come appunto stare a casa e lavarsi bene le mani: le persone si contagiano ugualmente perché il virus è in circolazione, ma essendoci meno contatti, la diffusione avviene più lentamente e questo permette di evitare un pericoloso picco dei malati, che come abbiamo visto sarebbe ingestibile.

Il grafico pubblicato nel 2007 circolò abbastanza tra gli epidemiologi, ma non ricevette un particolare seguito da parte dell’opinione pubblica, poco interessata a qualcosa che sembrava così improbabile e distante come una nuova pandemia. Nel 2017, a una decina di anni dalla prima pubblicazione, i CDC aggiornarono il loro documento, modificando lievemente il grafico: furono rimossi i numeri e l’illustrazione fu semplificata.

A fine febbraio, Rosamund Pearce dell’Economist notò che il grafico aveva ripreso a circolare in seguito alla diffusione del coronavirus (SARS-CoV-2), e ne realizzò una nuova versione per un articolo della rivista. Il grafico dell’Economist riprendeva quello dei CDC senza particolari cambiamenti, a parte i colori diversi per renderli più adatti a quelli solitamente utilizzati dalla testata nelle illustrazioni.

(Economist)

La nuova versione del grafico attirò l’attenzione di Drew Harris, docente presso la Thomas Jefferson University (Stati Uniti), mentre era in vacanza con la famiglia in Oregon. In passato aveva utilizzato la stessa illustrazione nei suoi corsi sull’importanza delle attività per prevenire le epidemie, e tenerne sotto controllo gli effetti. Insegnando, Harris aveva notato che non tutti riuscivano a comprendere che cosa c’entrasse la capacità massima del sistema sanitario con le due curve, e fu per questo che decise di disegnare una linea tratteggiata orizzontale per indicare una soglia oltre la quale gli ospedali collassano. A Fast Company, Harris ha spiegato che: “A quanto pare, quella modifica fece la differenza”.

Dopo avere visto l’articolo sull’Economist, Harris pensò che potesse essere una buona idea diffondere la sua versione del grafico, con la più intuitiva linea tratteggiata. Non riuscendo a trovare l’originale disegnato qualche anno prima, provò a realizzarne uno nuovo con Photoshop, ma senza ottenere grandi risultati. Lasciò perdere il programma di grafica e, un poco più artigianalmente, fece il disegno con Keynote, il programma di Apple per fare le presentazioni (è simile a PowerPoint). Il grafico non venne una meraviglia, ma dava comunque l’idea, e Harris lo pubblicò infine su Twitter: in breve tempo l’immagine sarebbe diventata virale, con migliaia di condivisioni e nuove versioni graficamente più chiare, ma sempre ispirate a quella di Harris.

Il successo degli ultimi giorni di “abbatti la curva” è invece merito di Siouxsie Wiles, microbiologa neozelandese, che a inizio marzo stava lavorando a un articolo sull’importanza di rallentare l’epidemia in corso. Wiles aveva notato il grafico di Harris e il successo che stava avendo, chiedendosi se ci fosse il modo di renderlo ancora più chiaro e divulgativo.

Collaborando con l’illustratore Toby Morris, Wiles ha realizzato una versione animata del grafico che varia a seconda dell’approccio tenuto da due personaggi: uno è scettico e sminuisce i rischi della malattia, con la curva che s’impenna e raggiunge in fretta il picco, l’altra consiglia di attuare buone pratiche come lavarsi le mani e stare a casa, determinando l’abbattimento della curva.

In questa fase dell’epidemia, abbattere la curva è davvero la cosa più importante che può fare ognuno di noi, e il motivo per il quale il governo italiano ha deciso la chiusura delle scuole, dei negozi, dei bar, dei ristoranti e delle altre attività commerciali e ricreative. La stessa decisione nelle ultime ore è stata assunta da altri paesi europei come la Francia, e negli Stati Uniti molti sindaci e governatori stanno facendo altrettanto. Abbattere la curva significa dare più opportunità ai medici e al resto del personale sanitario di trattare tutti i malati di COVID-19 negli ospedali, evitando che il sistema collassi e muoiano persone per l’impossibilità di fornire loro la giusta assistenza.

Potete condividere la GIF animata di Wiles e Harris partendo da qui, oppure potete stampare questo PDF e appenderlo sul frigo, o sulla porta di casa o dovunque vogliate ricordare e ricordarvi perché stiamo facendo tutto questo.