(Pascal Le Segretain/Getty Images)

È morto Max von Sydow

Era stato uno dei più celebri attori europei di sempre, grazie ai film di Bergman e a una faccia che aveva solo lui: aveva 90 anni

(Pascal Le Segretain/Getty Images)

Max von Sydow, uno dei più celebri attori europei di sempre, è morto domenica a 90 anni. Lo ha annunciato la sua famiglia. Era nato in Svezia nel 1929 ed era famoso soprattutto per i molti film che fece con il regista Ingmar Bergman, in particolare Il settimo sigillo: non era ancora trentenne ma fu capace di interpretare personaggi autorevoli, misteriosi e seri, che gli sarebbero rimasti appiccicati addosso per il resto della vita.

Nei decenni successivi ottenne una fama internazionale  e un ruolo nel cinema hollywoodiano per i suoi ruoli nell’Esorcista, in Dune di David Lynch e in Hannah e le sue sorelle di Woody Allen, per dirne soltanto tre dei molti. Ebbe una carriera ricca e prolifica fino ai tempi recenti, quando era comparso ancora nella serie tv Game of Thrones e in Star Wars: Il risveglio della Forza.

Sydow era nato a Lund in una famiglia benestante e colta, iniziando a recitare al liceo e studiando poi al Teatro Reale Drammatico di Stoccolma. Esordì al cinema nel 1951, ma si fece notare soprattutto come attore teatrale negli anni successivi.

Il suo secondo film fu nel 1957 e fu proprio Il settimo sigillo: è probabile che non ci sarebbe mai stato il Max von Sydow che conosciamo senza Ingmar Bergman, ma si potrebbe sostenere facilmente anche il contrario. Il regista svedese fu quello che lo lanciò alla ribalta del cinema mondiale, dopo averlo conosciuto negli anni Cinquanta a Malmö e averlo visto a teatro. Bergman era famoso da pochi anni e lo volle come protagonista per quello che sarebbe diventato uno dei suoi film più famosi, in cui interpretava un cavaliere impegnato in una partita a scacchi contro la morte.

La sua stazza imponente, la sua voce tonante e la sua faccia un po’ strana lo resero da subito un attore molto riconoscibile, con tratti da cattivo e altri da buono, attraente ma non bello nel senso più tradizionale, giovane ma con una gravitas da vecchio saggio. Bergman lo volle con sé per altri dieci film nei successivi quindici anni. Li fece praticamente tutti, da Il posto delle fragole a Come in uno specchio a Passione, talvolta come protagonista e talvolta come personaggio secondario, in ruoli diversissimi tra loro.

L’enorme successo internazionale di critica di Bergman interessò anche lui, che diventò molto richiesto a Hollywood. Per un po’ non volle andarci, poi fu praticamente costretto e accettò il ruolo di Gesù nel film biblico La più grande storia mai raccontata: andò contro tutto quello che aveva imparato da Bergman, raccontò poi, e diede inizio alla parentesi dei ruoli del vecchio religioso. Furono comunque memorabili, nella maggior parte dei casi: il più celebre oggi è probabilmente quello di padre Merrin in L’Esorcista.

Von Sydow ha recitato in oltre cento tra film e produzioni televisive, alcuni osannati della critica e altri giustamente criticati e dimenticati. Ma non sono molti gli attori che possono dire di aver recitato con Martin Scorsese (Shutter Island, 2010), Steven Spielberg (Minority Report, 2002), David Lynch (Dune, 1984), John Huston (Lettera al Kremlino, 1970), Wim Wenders (Fino alla fine del mondo, 1991), Ridley Scott (Robin Hood, 2010), Woody Allen (Hannah e le sue sorelle, 1986), Dario Argento (Non ho sonno, 2001) e Sydney Pollack (I tre giorni del Condor, 1975). Proprio il film di spionaggio con Robert Redford contribuì a rendere von Sydow famosissimo anche negli Stati Uniti, e inaugurò un altro personaggio che avrebbe interpretato spesso, quello del cattivo.

Von Sydow sapeva fare tante cose, come riuscì a dimostrare soprattutto con Bergman: ma ebbe altri grandi momenti anche fuori dai panni del vecchio sicario della CIA. Fu molto apprezzata per esempio la sua interpretazione dell’anziano e recluso artista in Hannah e le sue sorelle di Woody Allen.

A partire dagli anni Ottanta von Sydow recitò anche in film commerciali come Flash Gordon Conan il Barbaro, che alternò sempre ad altri più di nicchia e d’autore. Già allora aveva sviluppato una fama un po’ da nume tutelare del grande cinema, e diventò sempre più un attore da ruoli secondari ma molto carismatici e significativi. Di quelli per cui, come scrisse qualche anno fa l’Atlantic, il suo nome compare alla fine dei titoli di testa, isolato e in evidenza rispetto a tutti gli altri: “e con Max von Sydow”.

Risvegli del 1990, Minority Report del 2002 Shutter Island del 2010 sono solo alcuni dei film molto famosi nei quali ha recitato negli ultimi decenni. Ma è negli ultimissimi anni che ha avuto una nuova popolarità recitando in due dei più grandi successi commerciali della storia recente del cinema e della tv, Star Wars – Il Risveglio della Forza e Game of Thrones. Sempre interpretando un anziano santone, ma in entrambi i casi fondamentale per la fazione dei buoni: nell’ennesimo, ricorrente ruolo che ha dimostrato di essere bravissimo a fare.