Lance Stroll della Racing Point nei test di Barcellona (Charles Coates/Getty Images)
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  • martedì 3 Marzo 2020

Costruire un’auto di Formula 1 veloce come la Mercedes era facile, in fondo

Bastava costruirla identica alla Mercedes, come ha pensato di fare la Racing Point: il regolamento lo consente, ma ci sono anche dei rischi

Lance Stroll della Racing Point nei test di Barcellona (Charles Coates/Getty Images)

Nei test invernali che la Formula 1 ha da poco concluso a Barcellona, le prestazioni della scuderia inglese Racing Point sono state fra le più sorprendenti. A Barcellona i due piloti della Racing Point, Sergio Perez e Lance Stroll (decimo e quindicesimo nell’ultimo Mondiale), hanno registrato tempi di poco superiori a quelli di Mercedes, Red Bull e Ferrari, le tre scuderie più forti. La velocità di Perez e Stroll ha infastidito diversi piloti, che si sono visti superare da una squadra nettamente inferiore fino all’anno scorso. Questo improvviso miglioramento ha infatti una spiegazione precisa: la nuova RP20 è stata disegnata copiando – senza farne mistero – la Mercedes W10 campione del mondo nella passata stagione.

Copiare in questo modo una macchina di Formula 1 è una pratica non nuova e non esente da critiche, ma permessa dal regolamento in mancanza di norme sul copyright. Il direttore tecnico della Racing Point, Andrew Green, ha spiegato che la scuderia non si è fatta dare i progetti direttamente dalla Mercedes, in quanto vietato dal regolamento, ma ha disegnato la nuova auto dopo uno studio approfondito e autonomo della W10. La Racing Point, inoltre, già collabora con la Mercedes: monta un motore tedesco e ne utilizza la galleria del vento per lo sviluppo, tutte cose che hanno facilitato la somiglianza.

La Racing Point non è quindi identica alla Mercedes, ma una copia fedele. Green ha spiegato che la decisione di riprodurre la miglior auto della passata stagione (peraltro simile anche alla nuova W11) è stata presa in vista dei grossi cambiamenti che la Formula 1 adotterà a partire dalla prossima stagione. Nel 2021 infatti le auto saranno completamente diverse e per questo motivo negli ultimi mesi le scuderie hanno dovuto lavorare su due diversi progetti: uno per la stagione che inizia fra poco e un altro, completamente diverso, per la prossima. Quelle con i budget più limitati hanno dovuto trovare delle soluzioni convenienti: la Racing Point ha deciso di scartare i suoi vecchi progetti per risparmiare tempo e soldi nello sviluppo e di andare sul sicuro copiando la Mercedes, sfruttando una collaborazione già in essere.

Questa scelta presenta però diversi rischi. I tecnici della Racing Point non si sono infatti limitati a copiare i progetti di un’altra auto, ma hanno dovuto capirli a fondo per poterne conoscere le criticità e per poter seguire lo sviluppo nel corso della stagione. La manifattura delle varie parti che compongono la nuova Racing Point è inoltre leggermente diversa rispetto a quella della Mercedes, come si può notare dalle foto, e queste piccole differenze potrebbero nascondere delle incognite: nelle prestazioni a lungo termine, nello sviluppo a stagione in corso e nella gestione degli imprevisti.

Il fatto che la Racing Point RP20 sia quasi identica alla Mercedes W10 ha suscitato critiche e ironie. È già stata soprannominata “la Mercedes rosa”, per esempio, mentre i puristi della Formula 1, quelli per cui le scuderie dovrebbero produrre autonomamente tutte le parti delle loro auto, ne hanno contestato la strategia. Ma questo in Formula 1 non è più una novità, come ha già dimostrato la Haas, scuderia americana che nel 2016 entrò nel campionato comprando da terzi il maggior numero di parti possibili e che continua a operare sfruttando una collaborazione con la Ferrari.

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Finora per la Racing Point è andato tutto anche meglio del previsto. Il pilota messicano Sergio Perez ha definito la nuova auto la migliore che abbia mai guidato in Formula 1. Per gli avversari, invece, la scuderia inglese avrebbe “nascosto” le vere potenzialità della RP20 nei giorni di test per non attirare troppe attenzioni. Il direttore tecnico Green non si è però nascosto quando ha detto alla stampa di credere che la RP20 possa competere addirittura con la Ferrari nelle prime gare del Mondiale.