Un blocco stradale a Casalpusterlengo, nel lodigiano. (Emanuele Cremaschi/Getty Images)
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  • lunedì 24 Febbraio 2020

Ci sono sette morti legate al coronavirus in Italia

Su oltre 200 contagiati, la grande maggioranza in Lombardia: nelle regioni del Nord Italia sono state applicate estese misure precauzionali

Un blocco stradale a Casalpusterlengo, nel lodigiano. (Emanuele Cremaschi/Getty Images)

I casi di contagi del coronavirus (SARS-CoV-2) in Italia sono diventati 229, secondo i dati comunicati alle 18 di lunedì dalla Protezione Civile, tutti concentrati nel Nord Italia tra Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. I morti accertati sono sette (tutti  già malati e con condizioni di salute precarie). Escludendo quindi le persone morte e quella guarita – il ricercatore rimpatriato da Wuhan – gli attuali casi di persone che hanno contratto il coronavirus è 222, di cui 101 ricoverate con sintomi, 27 in terapia intensiva e 94 in isolamento domiciliare.

Degli ultimi quattro decessi è stata data notizia lunedì: gli ultimi in ordine cronologico sono un uomo di 62 anni di Castiglione d’Adda, che era stato ricoverato a Como, e che era già in dialisi, e un altro uomo sempre di Castiglione d’Adda, ma di 80 anni, che era stato portato all’ospedale Sacco di Milano dopo essere stato ricoverato a Lodi per un infarto. In giornata erano poi state annunciate le morti di un uomo di 84 anni che era ricoverato all’ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo e di un 88enne di Caselle Landi, nel lodigiano.

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Nella giornata di lunedì era anche circolata la notizia della morte di una donna di Crema che era stata trasferita all’ospedale di Brescia in mattinata, e che era già ricoverata in un reparto di oncologia. La notizia – che era stata riportata anche dal Post – è stata poi smentita dalla Regione Lombardia.

Le altre morti risalgono invece ai giorni scorsi: una donna del cremasco di 68 anni che era ricoverata nel reparto oncologia a Crema; un uomo di 78 anni di Vo’ Euganeo, in provincia di Padova; e una donna di 77 anni trovata morta in casa a Casalpusterlengo, in provincia di Lodi.

Le cose da sapere sul coronavirus

I due focolai individuati sono quindi quello del lodigiano e quello di Vo’ Euganeo: non ce ne sono altri, per ora. Si sta ancora cercando chi sia stato il “paziente zero”, o i “pazienti zero”, e la Protezione Civile ha smentito che sia stato scoperto quale sia stato il collegamento tra i due focolai, come ipotizzato da alcuni giornali.

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L’Italia è diventata il terzo paese al mondo per casi di nuovo coronavirus confermati, superando nel giro di un giorno il Giappone, rimanendo soltanto dietro alla Corea del Sud, dove ci sono circa 800 casi, e la Cina, 78mila. I morti nel mondo per la COVID-19, la malattia causata dal coronavirus, sono oltre 2.600.

Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, ha spiegato che i casi in Lombardia sono 172 (compresi i deceduti), mentre in Veneto sono 33 (compreso un deceduto). In Emilia-Romagna i casi sono 19, mentre in Piemonte sono 3 (ne erano stati annunciati 4, ma uno è poi risultato negativo). Nel Lazio i casi registrati sono stati 3: un paziente ormai dimesso e i due cittadini di nazionalità cinese da tempo ricoverati presso l’ospedale Spallanzani di Roma.

In serata, Giuseppe Conte ha detto di aver predisposto un decreto per recepire le misure concordate con le regioni interessate dal contagio. Domani mattina, a Palazzo Chigi, saranno convocati i ministri e i presidenti di tutte le regioni, per evitare che alcuni di loro, ha precisato Conte, «possano adottare iniziative autonome non giustificate». Il riferimento è alle regioni che si trovano al di fuori delle aree di contagio.

Il focolaio del nuovo coronavirus più importante scoperto finora nel Nord Italia rimane quello dell’area di Codogno, città in provincia di Lodi: lì sono stati registrati circa 110 casi. A circa 50mila persone che vivono nei comuni di Codogno, Terranova. Castiglione, Casalpusterlengo, Somaglia, San Fiorano, Bertonico, Maleo, Castelgerundo e Fombio è stato consigliato di rimanere in casa, e da sabato sera sono stati allestiti dei blocchi stradali che controllino i movimenti in entrata e in uscita.

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Questi blocchi nel lodigiano sono diventati 35, pattugliati da qualche centinaio di agenti di polizia con le istruzioni, in teoria, di non fare entrare e uscire nessuno a partire dalle 17 di domenica. Nei due giorni precedenti, quando già si sapeva del focolaio, i movimenti erano stati comunque consentiti. Sono rimasti aperti anche i negozi di alimentari e di generi di prima necessità, i cui accessi in alcuni casi sono però stati regolati per evitare l’assembramento di troppe persone.

La coda fuori da un supermercato di Casalpusterlengo, 23 febbraio (Claudio Furlan – LaPresse)

Imponenti misure restrittive sono in vigore da domenica in tutta la Lombardia: musei, cinema e teatri resteranno chiusi per una settimana; i bar dovranno tenere chiuso tra le 18 e le 6; il Duomo di Milano, la pinacoteca di Brera e la Scala resteranno chiusi.

Come in quasi tutte le altre regioni del Nord Italia, le lezioni in scuole e università saranno sospese almeno per una settimana. Domenica sono circolati molti racconti di lunghe code e resse nei supermercati della città, alcuni dei quali hanno finito parte della merce sugli scaffali. I mezzi pubblici continuano per ora a funzionare in Lombardia, anche se molte aziende hanno detto ai propri dipendenti di rimanere a casa, lavorando nei casi in cui è possibile, oppure in certi casi di andare in ufficio ma senza usare i mezzi pubblici.

Gli scaffali vuoti di un supermercato a Rozzano, vicino a Milano, 23 febbraio (AP Photo/Antonio Calanni)

Sono stati allestiti blocchi stradali anche fuori dalla Lombardia: ce ne sono 8 intorno a Vo’ Euganeo, dove è stato registrato un focolaio più piccolo di Codogno – circa 20 persone contagiate – e dove le istruzioni sono di non fare entrare o uscire nessuno.

In Veneto le misure più rilevanti prese contro la diffusione del nuovo coronavirus sono state la chiusura di scuole e università e la sospensione del carnevale di Venezia, uno degli avvenimenti più importanti dell’anno, che attrae decine di migliaia di persone.

In Piemonte sono stati registrati tre casi del nuovo coronavirus: un uomo di Torino che lavora a Cesano Boscone, vicino a Milano, e una coppia di Cumiana. Tre persone cinesi residenti a Cherasco, in provincia di Cuneo, sono risultate negative ai test dopo che inizialmente erano state segnalate come possibili contagiati. Anche in Piemonte le scuole e le università saranno chiuse tutta la settimana.

La Protezione Civile monta una tenda da campo davanti al pronto soccorso delle Molinette a Torino
(LaPresse/Campo)

L’avviso fuori da una farmacia a Torino, 23 febbraio (LaPresse/Campo)

Le altre regioni che hanno disposto la sospensione totale delle lezioni sono Liguria e Friuli Venezia Giulia. In tutta Italia sono state vietate a tempo indeterminato le gite e le uscite di istruzione. In tutte le regioni del Nord Italia, con formule all’incirca uguali, sono state poi vietate le manifestazioni o iniziative di aggregazione pubblica «di qualsiasi natura», sia in luoghi privati che aperti al pubblico.

Diversi concerti previsti per domenica sono già stati annullati, e sono state rinviate quattro partite del campionato di calcio di Serie A: Verona-Cagliari, Torino-Parma, Atalanta-Sassuolo e Inter-Sampdoria. Non c’è ancora una data per il loro recupero, ma già si sta pensando a come si farà nella prossima giornata: tra le ipotesi che stanno circolando c’è quella di disputare le partite con gli stadi chiusi, cosa che comporterebbe comunque vari problemi, se non altro per i biglietti già venduti.

L’avviso del rinvio di Inter-Sampdoria a San Siro, Milano, 23 febbraio (AP Photo/Antonio Calanni)