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  • sabato 28 dicembre 2019

La Russia si è dotata di armi ipersoniche

Cioè missili che viaggiano fino a 25 volte la velocità del suono: il loro sviluppo potrebbe avere conseguenze sulla cosiddetta "corsa agli armamenti"

Venerdì il governo russo ha annunciato di essersi dotato per la prima volta di armi ipersoniche, cioè missili in grado di raggiungere una velocità almeno cinque volte superiore a quella del suono, cioè almeno 1,6 chilometri al secondo. Sono missili che per la loro velocità e le loro caratteristiche possono eludere facilmente qualunque sistema di difesa missilistica oggi disponibile, e che sono il risultato di un lavoro di ricerca durato anni. La loro introduzione, ha scritto il New York Times, potrebbe «aprire un nuovo capitolo nella lunga corsa agli armamenti tra le principali potenze nucleari del mondo».

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Il nuovo sistema russo di armi ipersoniche si chiama “Avanguard” e dovrebbe raggiungere velocità comprese fra le 20 e le 25 volte la velocità del suono. Diversi funzionari degli Stati Uniti, altro paese che sta sviluppando da anni la tecnologia per dotarsi di missili simili, hanno pochi dubbi sul fatto che la Russia stia dicendo la verità.

I missili ipersonici sono armi molto particolari: sono più veloci di un missile balistico e allo stesso tempo sono assai manovrabili, quasi quanto i missili da crociera. I missili balistici sono usati per colpire qualcosa di molto lontano con l’obiettivo di fare danni enormi. Vengono sparati in traiettoria quasi verticale, escono dall’atmosfera e precipitano velocissimi sul loro bersaglio: sono quasi impossibili da fermare, ma hanno una traiettoria prevedibile che permette ai sistemi di difesa di provare a colpirli prima che cadano al suolo. I missili da crociera viaggiano invece lungo una traiettoria orizzontale, parallela al terreno: sono difficili da individuare e più manovrabili rispetto ai missili balistici, ma anche più lenti.

L’annuncio russo sui missili ipersonici potrebbe avere conseguenze molto rilevanti, oltre al fatto che dà alla Russia un vantaggio sugli Stati Uniti nel campo dello sviluppo di nuove armi. Secondo il New York Times, in generale potrebbe provocare l’inizio di nuovi colloqui diplomatici, oppure potrebbe riavviare una pericolosa “corsa agli armamenti”, cioè la competizione che caratterizzò gli anni della Guerra fredda e che per i paesi che vi parteciparono aveva come obiettivo quello di ottenere la supremazia militare (e nucleare).

In generale, il governo russo vorrebbe convincere il presidente statunitense Donald Trump a rinnovare l’ultimo trattato per il controllo degli armamenti ancora in vigore tra i due paesi, cioè il Trattato New Start, firmato nel 2010 e che prevede una riduzione delle testate nucleari strategiche (che a differenza di quelle tattiche, usate sul campo di battaglia, sono pensate per essere impiegate molto lontano dal fronte, e per danneggiare le capacità del nemico di fare la guerra, quindi anche con una funzione deterrente). Trump, che ad agosto aveva annunciato il ritiro degli Stati Uniti da un altro importante accordo sulle armi, l’INF, ha detto più volte di avere intenzione di rinnovare il New Start solo nel caso in cui verranno incluse anche la Cina e altre potenze nucleari. Al momento però l’ipotesi non sembra interessare a molti.

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Lo sviluppo di missili ipersonici, comunque, non sembra aumentare la minaccia espressa dalla Russia nei confronti degli Stati Uniti e di altri paesi. Già oggi le più grandi potenze del mondo non hanno un vero e proprio modo di difendersi dagli attacchi con missili balistici dei loro avversari: una decina di ICBM, i missili balistici intercontinentali, sono in grado di oltrepassare anche le più raffinate difese in circolazione. Aggiungere a questi arsenali capacità ipersoniche servirà soltanto a rendere ancora più chiaro che contro armi simili non c’è modo di difendersi, e quindi la cosa migliore è cercare di mantenere la pace.

Il nuovo sistema missilistico potrebbe comunque rientrare in diversi colloqui tra Russia e Stati Uniti relativi al controllo delle armi, ed essere usato dai russi per partire da una posizione di forza.

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