(Marcelo Endelli/Getty Images)
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  • domenica 8 dicembre 2019

Maradona contro Riquelme nelle elezioni del Boca Juniors

Oggi votano circa 80.000 tifosi, dopo una campagna elettorale durante cui si sono scontrati due dei loro più grandi idoli

(Marcelo Endelli/Getty Images)

Domenica a Buenos Aires, in Argentina, si vota per eleggere il nuovo presidente del Boca Juniors, la storica squadra della città e una delle più importanti e famose del Sud America e del mondo, fondata da immigrati italiani nel 1905 nel quartiere popolare della Boca. Come ogni cosa intorno al Boca Juniors, anche le elezioni del presidente sono solitamente seguite da tutti con una certa passione, ma quest’anno sono diventate particolarmente combattute e aspre perché hanno coinvolto direttamente due simboli della squadra. Maradona e Juan Román Riquelme: uno dei più forti giocatori di calcio di sempre, il primo, e uno dei giocatori più vincenti della storia del Boca Juniors, il secondo.

Alle elezioni, che si tengono nel famosissimo stadio la Bombonera, potranno partecipare i circa 80.000 tifosi che detengono completamente la proprietà della società. Il candidato presidente favorito è Christian Gribaudo, membro del partito di centrodestra Cambiemos del presidente argentino uscente Mauricio Macri, che a sua volta era stato presidente del Boca tra il 1996 e il 2007. La politica nazionale è da sempre molto legata a quella interna del Boca e anche l’attuale presidente della società, Daniel Angelici, è sostenuto dai membri del consiglio di amministrazione legati a Cambiemos. La vittoria di Gribaudo sembrava abbastanza certa, dicono i giornali argentini, fino a quando non si è schierato contro di lui Juan Román Riquelme, amatissimo ex calciatore del Boca che ha deciso di sostenere la candidatura di Jorge Amor Ameal, di cui dovrebbe diventare vicepresidente.

Riquelme, che ha 41 anni, è una specie di eroe dei tifosi del Boca Juniors. Ha giocato per il Boca tra il 1996 e il 2002 e tra il 2007 e il 2014, vincendo tra le altre cose quattro volte il campionato argentino e tre volte la Copa Libertadores, il più importante trofeo per club dell’America Latina. A Riquelme, che ha giocato anche in Europa nel Barcellona e nel Villarreal, è quindi associato uno dei periodi migliori della storia del Boca e la sua candidatura insieme a Ameal ha cambiato gli equilibri delle elezioni di oggi. Abbastanza perché l’attuale amministrazione della società decidesse una sorta di boicottaggio nei suoi confronti e perché contro di lui si schierasse l’altro grande idolo dei tifosi del Boca, Maradona.

Maradona è universalmente riconosciuto come uno dei giocatori più forti della storia del calcio e in carriera ha giocato per due volte per il Boca Juniors, tra il 1981 e il 1982, prima di trasferirsi in Europa, e tra il 1995 e il 1997, negli ultimi anni della sua carriera da calciatore. Nonostante con il Boca Maradona abbia vinto molto meno di Riquelme, la sua figura ha un peso notevole nella politica della società, di cui lui si è spesso occupato. Dopo la candidatura di Riquelme, è tornato a farlo.
I due hanno notoriamente un cattivo rapporto personale – Riquelme nel 2010 rifiutò addirittura la convocazione nella nazionale argentina allenata da Maradona – e Maradona nelle ultime settimane è intervenuto più volte per criticare la candidatura di Riquelme e sostenere quella di Gribaudo. Ha detto che Riquelme e Ameal non hanno le competenze per guidare una società e ha paragonato il ritorno di Riquelme al Boca a quello di Daniel Passarella al River Plate. Passarella, ex grande giocatore del River Plate, amato da tutti i tifosi, era stato nominato presidente della società nel 2009 e si era dimesso nel 2013 dopo aver portato il River Plate alla prima retrocessione della sua storia.

Nonostante l’impegno di Maradona, nelle ultime settimane è sembrato che la candidatura di Ameal e Riquelme si stesse rafforzando. Durante l’ultima partita casalinga del Boca, il 30 novembre, i tifosi hanno spesso intonato cori in favore di Riquelme, in quello che è stato interpretato come un chiaro messaggio elettorale. La società, in un tentativo di limitare la sua influenza sul voto di oggi, aveva vietato ai tifosi di entrare allo stadio se indossavano maschere del volto di Riquelme, ha poi eliminato una foto di Riquelme con la maglia del Boca dalle schede elettorali e ha vietato l’ingresso ai seggi con magliette di Riquelme.

Concretamente, Ameal e Riquelme hanno promesso una sorta di rivoluzione nella gestione del Boca, che negli ultimi anni non ha ottenuto vittorie rilevanti e la cui ultima vittoria in Copa Libertadores è quella del 2007 con Riquelme. Lo scorso anno la squadra era arrivata nuovamente in finale, dove era però stata battuta dai rivali del River Plate, contro cui ha anche perso nella semifinale dell’edizione di quest’anno. Riquelme non si è sbilanciato sui suoi piani da dirigente, ma ha fatto capire di voler cambiare l’allenatore e di avere pronte nomine per tutti gli incarichi principali.

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