• Moda
  • venerdì 8 novembre 2019

I vestiti di & Other Stories fatti di dati

Li ha disegnati la designer di infografiche Giorgia Lupi, che forse conoscete per il libro "Dear Data"

La designer italiana Giorgia Lupi ha realizzato una collezione di vestiti per l’azienda di abbigliamento & Other Stories, un marchio lanciato nel 2013 dal gruppo di abbigliamento svedese H&M, caratterizzato da una maggiore qualità e originalità rispetto alla catena di abbigliamento low cost. Lupi si occupa soprattutto di infografiche ed è famosa per aver pubblicato, insieme alla statunitense Stefanie Posavec, Dear Data: è un progetto artistico composto da 104 cartoline che le due si sono spedite da New York a Londra (dove vivono rispettivamente) tra settembre 2014 e settembre 2015 per raccontarsi la propria vita attraverso dati raffigurati in grafici e illustrazioni, anziché racconti fatti di parole. Nel novembre del 2016 le cartoline furono acquisite dal Museum of Modern Art (MoMA) di New York per la sua collezione permanente (sul Post ne avevamo parlato più a lungo qui).

Per & Other Stories, Lupi ha lavorato sempre coi dati per creare pattern e illustrazioni per i vestiti. È partita, come vuole la filosofia dell’azienda, da tre storie: quella della matematica Ada Lovelace, quella di Mae Jemison, la prima astronauta afroamericana ad andare nello spazio, e quella della zoologa Rachel Carson.

Analizzando la struttura matematica dell’algoritmo scritto da Lovelace, e considerato il primo programma per computer concepito nella storia, Lupi ha disegnato un pattern geometrico, finito poi su camicette, una felpa, una maglietta e un abito.

La fantasia dedicata a Mae Jemison rappresenta con dei cerchietti neri le 126 orbite attorno alla Terra che fece durante la spedizione nello Spazio nel 1992, e con le lune colorate alcuni momenti importanti della sua vita.

Rachel Carson è considerata tra le persone che hanno dato inizio al movimento ambientalista negli Stati Uniti, grazie al suo libro Primavera silenziosa (Silent Spring), che uscì nel 1962. Il pattern disegnato da Lupi raccoglie e mostra alcuni dati contenuti nel libro: ogni elemento rappresenta uno dei 17 capitoli, ogni colore è associato a uno dei 15 nomi più frequenti (come insetto, acqua e cellula), ogni linea è un paragrafo e così via. È finito su un body, un vestito di tulle, felpe e magliette.

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