Un particolare della copertina di "Vengo prima io" di Roberta Rossi; ispirata all'estetica delle guide su sesso e relazioni degli anni Sessanta, la copertina è di Olimpia Zagnoli (Fabbri Editori)
  • Cultura
  • mercoledì 25 settembre 2019

«La vagina non è fatta per procurare piacere»

Almeno non di per sé: un nuovo libro della sessuologa Roberta Rossi spiega come funziona l'orgasmo femminile e alcune convinzioni errate su cos'è il sesso per le donne

Un particolare della copertina di "Vengo prima io" di Roberta Rossi; ispirata all'estetica delle guide su sesso e relazioni degli anni Sessanta, la copertina è di Olimpia Zagnoli (Fabbri Editori)

Alla fine del 2018 la sessuologa Roberta Rossi e la casa editrice Fabbri Editori hanno usato un questionario online per provare a capire quale sia il rapporto delle donne italiane con la propria sessualità e, in particolare, con l’orgasmo. Sono temi di cui si legge molto sulle riviste femminili, ma su cui non abbiamo dati a livello nazionale. Al questionario di Rossi hanno risposto più di 16mila donne (tra i 15 e i 70 anni, con età media di 33 anni, eterosessuali per il 92 per cento). Questa carenza di dati è stata in parte colmata, e ora c’è un libro che risponde ai dubbi più comuni sulla sessualità delle donne, basato proprio sulle risposte e sulle statistiche emerse grazie al questionario. Si intitola Vengo prima io ed è in libreria da ieri.

Partendo dalle risposte al questionario Rossi, che è anche psicoterapeuta ed è la presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica, ha creato una guida sui principali aspetti della vita sessuale collaborando con Giulia Balducci, peraltro giornalista del Post. Il libro, così come il questionario, li copre tutti: la masturbazione, l’orgasmo, il sesso orale, la penetrazione, il sesso anale, le fantasie sessuali, i sex toy, il sesso come parte di un rapporto di coppia, la pornografia, l’educazione sessuale e la contraccezione.

Oltre a rispondere a dubbi di carattere scientifico (per esempio spiega tutto quello che sappiamo per certo sull’eiaculazione femminile, il cosiddetto squirting), Vengo prima io dà vari consigli su come affrontare i propri problemi legati alla sessualità, vincendo le proprie insicurezze, e come parlare di questo tema con altre persone: dal proprio partner alle proprie figlie. Si rivolge principalmente alle donne, ma può essere utile anche agli uomini: se le donne per prime hanno dubbi e insicurezze sulla propria sessualità, è più che naturale che anche gli uomini li abbiano.

Pubblichiamo un estratto del libro dal capitolo dedicato alla penetrazione vaginale che spiega, in primo luogo, che non deve per forza essere considerata la «pratica sessuale per eccellenza», anche per le donne eterosessuali.

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Se quando pensiamo al sesso ci viene subito in mente la penetrazione vaginale, è perché dal punto di vista sociale e culturale è considerata la pratica sessuale per eccellenza, almeno dalle persone eterosessuali. Questa convinzione affonda le radici molto in profondità, basti riflettere sul fatto che, fisiologicamente parlando, è la modalità più sicura per procreare. Se quindi consideriamo (come è stato fatto fino a tempi recentissimi) il sesso unicamente come strumento per avere figli, ecco che il ragionamento “fila”.

Prima dell’invenzione della pillola, alle donne veniva “insegnato” a svolgere un ruolo passivo nella sessualità di coppia; difficilmente prendevano l’iniziativa, difficilmente erano consapevoli di quello che procurava loro piacere, difficilmente gestivano l’atto: la loro sessualità era al servizio di quella maschile e non c’era spazio per la soddisfazione personale.

Con l’avvento della pillola le donne hanno potuto cominciare ad apprezzare la sessualità penetrativa con meno preoccupazioni, a esplorare il proprio piacere e a dedicargli spazio. La situazione è migliorata, ma da alcune delle vostre domande emerge che c’è ancora un po’ di strada da compiere.

Facciamo quindi chiarezza: la penetrazione vaginale è una pratica piuttosto comune e frequente – il 95% di voi, infatti, ha dichiarato di aver avuto rapporti che la comprendessero –, ma è soltanto una delle pratiche a vostra disposizione. Anche se scientificamente si parla di “rapporti completi” quando c’è la penetrazione, questa non esaurisce l’esperienza sessuale in tutto e per tutto e non va considerata il “sesso per eccellenza”. La vostra attività sessuale può essere perfettamente soddisfacente e “completa” anche se non comprende la penetrazione vaginale.

Di cosa si tratta
La penetrazione vaginale consiste nell’inserire qualcosa all’interno della vagina: può essere l’organo maschile, una o più dita, oppure vibratori e sex toys fatti apposta (evitate oggetti di uso comune). Il tipo di penetrazione più diffuso – proprio perché viene considerato il rapporto standard per le coppie eterosessuali – è quello che prevede la penetrazione della vagina attraverso il pene. Il 45% delle donne statunitensi tra i 25 e i 69 anni, per esempio, dice di avere un rapporto penetrativo pene/vagina circa due volte al mese (facciamo sempre riferimento a dati internazionali perché purtroppo in Italia non si fanno ricerche di questo tipo).

Abbiamo già descritto la vagina e abbiamo già parlato di come cambia durante la fase di eccitazione, ma vediamolo più nel dettaglio. A riposo, è lunga tra i 7 e i 9 centimetri circa e ha un diametro di circa 2. In fase di eccitazione può arrivare fino a 9,5-10,5 centimetri di lunghezza e a 5-6 centimetri di diametro. Non stupitevi se queste misure non corrispondono a quelle di un pene eretto (o a quelle del sex toy che utilizzate). Nonostante le sensazioni che provate durante un rapporto sessuale penetrativo possano farvi pensare il contrario, il pene non penetra mai completamente la vagina in tutta la sua lunghezza per motivi strettamente fisici: il canale vaginale non è perpendicolare al corpo femminile e il pene in erezione non è tangenziale al corpo.

La vagina non è fatta per procurare piacere

«È normale che non mi sia mai capitato di provare un orgasmo soltanto con la penetrazione vaginale?»

«Perché, nonostante l’uomo che mi possiede sia colui che adoro e che mi calza sessualmente, non riesco a raggiungere l’orgasmo con la penetrazione vaginale? Tra noi ci sono fantasia, preliminari, amore, desiderio, ma niente, non succede.»

Per molte donne è una notizia sorprendente, considerate tutte le informazioni contraddittorie o false che ricevono nel corso della vita riguardo ai loro genitali, eppure le cose stanno così: fatta eccezione per la zona cuv, che sembra essere molto sensibile ma con cui si riesce a interagire solo quando si è molto eccitate, la vagina, di per sé, non è fatta per procurare piacere. Non aspettatevi quindi di raggiungere l’orgasmo soltanto con la penetrazione. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: è fondamentale che ci sia anche una stimolazione diretta o indiretta del clitoride. E un buon livello di eccitazione.

«Ancora adesso che ho esperienza e sto da otto anni con lo stesso partner, sento dolore durante la penetrazione, almeno all’inizio del rapporto. È normale? Ogni tanto penso di non essere abbastanza eccitata e di aver bisogno di più preliminari, ma non so se il motivo è quello.»

Prendetevi cura di tutte le zone erogene, non soltanto dei genitali. Non dimenticate, poi, che anche la mente è una zona erogena e deve essere coinvolta: stimolatela con le fantasie.

Solo in questo modo la penetrazione vaginale sarà piacevole. Se invece trascurate il resto del corpo, se non coinvolgete il clitoride, se non siete presenti ed eccitate “di testa” e avete fretta di arrivare alla penetrazione, potreste incontrare qualche ostacolo: potreste rendervi conto che la penetrazione in quel momento è impossibile, oppure provare dolore.

«Perché a volte mi capita di non desiderare la penetrazione vera e propria ma altre pratiche meno “invasive”?»

Soffermatevi un momento a riflettere su alcuni aspetti di un rapporto sessuale: in che momento si è verificato? Chi ha preso l’iniziativa e come? Spesso non ci facciamo caso, invece è importante perché il sesso sia “buono”. Provate quindi a ricordare: vi è mai capitato di avvicinarvi al partner o alla partner con l’idea di coinvolgerli in un rapporto e ottenere soltanto un rifiuto? Oppure che proprio nel corso di un rapporto sessuale abbiate pensato che il partner o la partner, insistendo con una determinata pratica, avrebbe ottenuto il risultato opposto a quello desiderato?
Sono situazioni comuni e il modo più utile per affrontarle è parlarsi, cercando sempre di non ferirsi, ma sforzandosi di conoscersi meglio e di capire che cosa pensa e che cosa prova l’altro. La penetrazione potrebbe anche – legittimamente – non essere la cosa di cui avete voglia in quel momento, e questo non significa che non desideriate più il partner, ma che magari preferite fare altro: se siete chiare ed esplicite sui vostri desideri vi potrete godere meglio l’esperienza ed eviterete di trasmettere messaggi non veritieri.

Posizioni e coinvolgimento attivo

«C’è una posizione che facilita l’orgasmo durante la penetrazione vaginale?»

Le posizioni tra cui scegliere per la penetrazione vaginale sono tante: preferitene una che vi dia la possibilità di muovervi come volete e di essere le protagoniste del rapporto. Una recente ricerca, infatti, ha scoperto che più mobilità hanno le donne durante il rapporto vaginale, più è facile che raggiungano il piacere e che imparare «a oscillare con il bacino e il tronco avanti e indietro durante il rapporto vaginale potrebbe facilitare il raggiungimento dell’orgasmo».

«Molto bello: posizione io sopra il compagno.»

Se state voi sopra, a cavalcioni sul partner che sta seduto o sdraiato, potete gestire tutto: la profondità, il movimento, il ritmo. E se vi inclinate, inoltre, potreste riuscire a stimolare anche il clitoride mentre vi muovete, per strofinamento.

«Adoro la posizione di lato, “a cucchiaio” e quando durante la penetrazione lui mi tocca i capezzoli e il clitoride.»

Una buona alternativa, un po’ più comoda, è quella in cui siete sdraiate su un fianco e date la schiena al partner, steso nella stessa posizione dietro di voi: in questo caso il vostro bacino è libero di muoversi come preferisce, senza la pressione del corpo del partner sopra di voi.

C’è un altro tipo di movimento, meno evidente, che potete sperimentare durante il rapporto vaginale: le contrazioni della muscolatura che circonda la vagina. Abbiamo già parlato di quanto è importante per la salute sessuale femminile che questi muscoli siano tonici. Contrarli ritmicamente, alla velocità che preferite, durante la penetrazione, aumenta la vostra sensibilità e il vostro coinvolgimento. Se il partner è un uomo, il suo pene viene avvolto dalle pareti vaginali che lo stringono e lo rilasciano, e questo tipo di contrazione produce una sorta di massaggio stimolante per entrambi. Non è necessario che diventiate “ginnaste della vagina”, ma non dimenticate che la partecipazione attiva durante la penetrazione migliora le vostre sensazioni.

Solo una delle possibilità

«Vorrei avere dei consigli su come gestire la vita sessuale con il mio partner affrontando bene (e senza far star male nessuno) il fatto che la penetrazione non mi piace così tanto e che vorrei riceverla con minore frequenza.»

«Come mai è più difficile raggiungere l’orgasmo con la penetrazione vaginale piuttosto che con i preliminari?»

Bisogna cambiare la prospettiva sul rapporto vaginale. Provate a uscire dallo schema di pensiero secondo il quale la penetrazione vaginale è il punto d’arrivo e tutte le altre pratiche sono “solo preliminari”. Un incontro sessuale è fatto da diversi tipi di stimolazioni e interazioni, tutte ugualmente valide e importanti; provate dunque ad arrivare alla penetrazione vaginale quando avete già esplorato altri modi per toccarvi e stare insieme in modo piacevole, arrivateci dopo aver avuto – voi – un orgasmo grazie per esempio ad altri tipi di stimolazione.

© 2019 Mondadori Libri S.p.A., Milano

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