Un treno merci carico di automobili arriva a Xinzhu, in Cina, dopo essere partito dal Belgio. (VCG/VCG via Getty Images)
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  • lunedì 23 settembre 2019

Sempre più merci vanno e vengono dalla Cina in treno

I container che viaggiano sulle nuove tratte veloci che collegano i due continenti aumentano di anno in anno, in entrambi i sensi

di Paolo Bosso
Un treno merci carico di automobili arriva a Xinzhu, in Cina, dopo essere partito dal Belgio. (VCG/VCG via Getty Images)

I servizi ferroviari tra la Cina e l’Europa stanno avendo una crescita senza precedenti. China State Railway Group, la società di proprietà statale che gestisce le infrastrutture ferroviarie cinesi e le partenze extraterritoriali, ha diffuso i dati dei primi otto mesi di quest’anno, e sono notevoli. Tra gennaio e agosto, tra il continente asiatico e quello europeo ci sono stati un totale di 5.266 viaggi, tra entrambi i sensi di marcia. In tutto l’anno scorso erano stati 6.300, a loro volta già oltre il 70 per cento in più rispetto al 2017. È il risultato di un imponente progetto cominciato nel 2011, e parte della nota Belt and Road Initiative, il piano di infrastrutture con cui la Cina sta espandendo le proprie vie di comunicazione e la propria influenza in mezzo mondo, Italia compresa.

Il moderno servizio di trasporto cargo-ferroviario tra Cina ed Europa fu inaugurato nel 2011. Prima di allora, i viaggi tra i due continenti erano lenti e complessi: e infatti furono soltanto 17, nell’anno precedente. Da allora sono cresciuti rapidamente fino ad arrivare agli oltre 6.000 dell’anno scorso, record che sarà sicuramente battuto nel 2019. Oggi le reti ferroviarie collegano circa 50 città cinesi a una quarantina di città europee, e sono state fondamentali per lo sviluppo della regione della municipalità di Chongqing, nel centro della Cina, una delle regioni fondamentali per l’espansionismo verso occidente dell’economia cinese.

Prima del 2011, le merci da Chongqing dovevano arrivare a porti come quello di Shanghai o Guangzhou, e da lì intraprendere un lungo, costoso e spesso poco sicuro viaggio in mare attraverso lo stretto di Malacca e il canale di Suez. Ma nel 2011, con l’introduzione della rete ferroviaria che da Chongqing attraversa la regione dello Xinjiang, al confine col Kazakistan, per poi percorrere l’Europa dell’Est e arrivare in Germania, i viaggi sono diventati più veloci e sicuri. I viaggi che cominciano in Cina arrivano oggi dappertutto, da Londra a Busto Arsizio. Trasportano per lo più prodotti dell’industria pesante, automobili, o merce preziosa che, per quanto assicurata, rischia troppo in un viaggio via mare.

Scorporando i 5.266 viaggi complessivi di questi primi otto mesi, i container spostati tra Cina ed Europa sono stati pari a 250 mila TEU, l’unità di misura standard usata nei trasporti pesanti, che indica un container di circa 6 metri di lunghezza, per due metri e mezzo di larghezza e di altezza. Quelli spostati tra Europa e Cina, invece, sono stati 210mila TEU, per 2.421 viaggi.

Sono numeri ancora imparagonabili a quelli delle spedizioni via mare, ma è un corridoio commerciale differente, basato su merci che richiedono spedizioni molto veloci o un viaggio più sicuro. Le spedizioni via treno tra Cina ed Europa costituiscono dopotutto un corridoio commerciale recentissimo, nell’ottica dei tempi decennali di sviluppo di tratte del genere. Un viaggio via treno, come ha spiegato un funzionario di China State Railway Group, può essere tre volte più veloce (due settimane di viaggio contro il mese abbondante di un servizio di linea marittimo transcontinentale) e costare un quinto di quanto costerebbe una stessa spedizione via aereo, anche se decisamente di più di quanto potrebbe costare via mare, dove le economie di scala permettono a una singola nave portacontainer di trasportare in un solo viaggio mediamente tra i 5 mila e i 10 mila TEU.

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