La bambina portata sul palco di Pontida da Matteo Salvini non era di Bibbiano

Lo avevano scritto tutti i giornali e siti di news, ingannati dai suoi tweet e dall'assenza di correzioni o smentite dalla Lega

Greta, la bambina presentata dal leader della Lega Matteo Salvini dal palco della festa del partito a Pontida, non è di Bibbiano, il comune emiliano della famosa inchiesta sui minori allontanati dalle loro famiglie dai servizi sociali. Che lo fosse lo avevano scritto praticamente tutti i giornali fraintendendo alcuni messaggi successivi effettivamente ambigui di Salvini, che invece a Pontida non aveva mai associato la bambina Greta a Bibbiano. Dalle ricostruzioni di lunedì, la bambina è stata identificata come effettivamente al centro di un caso di allontanamento dalla famiglia, ma in Lombardia. Molti giornali, peraltro, avevano anche scritto che Greta era la bambina che Salvini teneva in braccio in un video circolato molto online: in realtà quella era sua figlia, e Greta è la bambina coi capelli rossi più grande alla sua sinistra.

L’episodio è avvenuto al termine del comizio di Salvini all’annuale festa della Lega a Pontida, domenica: prima dei saluti, Salvini ha fatto salire sul palco un po’ di persone, tra cui una bambina che ha identificato come «Greta, una splendida ragazza coi capelli rossi che dopo un anno è stata restituita alla mamma», ripetendo poi «mai più bimbi rubati alle loro mamme». Non ha mai menzionato Bibbiano, ma tutti i giornalisti hanno fatto l’associazione, non si capisce se per qualche informazione sbagliata, perché il tema era stato molto presente nei comizi della giornata, o solo per un immediato tweet di Salvini che aveva alimentato l’equivoco – volontariamente o involontariamente – usando l’hashtag #Bibbiano per parlare della bambina.

Lunedì sono però circolati diversi dubbi su internet, e la giornalista Selvaggia Lucarelli ha scritto di aver parlato con «un magistrato» che le avrebbe detto che la bambina Greta in questione non risulta tra quelle oggetto dell’indagine in corso su Bibbiano, e che il suo caso non era tra quelli seguiti dai servizi sociali Val d’Enza, protagonisti del presunto traffico di minori. Più tardi, Lucarelli ha detto di aver avuto conferma dalla stessa madre di Greta, che era sul palco a Pontida: la bambina vive in Lombardia, ed è stata data in affidamento a famiglie in provincia di Varese e Como. La donna era stata avvicinata da alcuni esponenti della Lega durante una manifestazione fuori da Palazzo Chigi a Roma, ha scritto Lucarelli, ricevendo la proposta di salire sul palco a Pontida. IL quotidiano La Provincia di Como ha aggiunto che la responsabilità della sua sottrazione alla madre era stata tra l’altro di un’amministrazione leghista.

Lunedì pomeriggio, quando la notizia stava iniziando a circolare online, Salvini ha fatto un nuovo tweet sull’episodio scrivendo che «Greta è una delle tante, troppe bambine (decine di migliaia) portate via alla mamma e al papà, a Bibbiano e in altri Comuni Italiani».

E per tutte le 24 ore in cui quotidiani, telegiornali e siti di news avevano presentato la bambina Greta come “di Bibbiano”, né Salvini né nessuno del suo staff o dell’organizzazione del raduno di Pontida avevano ritenuto di correggere o smentire l’informazione sbagliata che era stata messa in circolazione. Anzi, l’account ufficiale della stessa Lega si era accodato alla narrazione falsa, confermandola con diversi tweet poi cancellati. E lo stesso Salvini, ancora lunedì mattina, ospite della rete 7Gold, aveva detto che sul palco di Pontida c’erano «le mamme coi bambini di Bibbiano, i bambini portati via». Non è chiaro se sul palco ci fosse effettivamente qualche genitore coinvolto nel caso di Bibbiano, ma finora non ci sono state indicazioni in questo senso.

 

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