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  • mercoledì 11 settembre 2019

Le immagini delle Torri Gemelle dopo l’11 settembre

Erano un simbolo, ed erano finite in centinaia di film; dopo gli attentati del 2001 toccò fare i conti anche con quello

Il 10 settembre 2001 la sceneggiatrice e attrice newyorkese Jennifer Westfeldt presentò il suo nuovo film, Kissing Jessica Stein, una commedia sentimentale senza troppe pretese, al Festival del cinema di Toronto. Il pubblico reagì come aveva sperato: ridendo quando c’era da ridere e commuovendosi quando si parlava d’amore. Due giorni dopo, quando lo stesso film fu di nuovo proiettato a quello stesso Festival, piansero molti dei pochi spettatori presenti. Tra una proiezione e l’altra c’erano stati gli attentati dell’11 settembre: quel film era ambientato a New York, e c’erano varie scene in cui si vedevano le Torri Gemelle. «Fu straziante», ha raccontato Westfeldt al New York Times: «Tutte quelle immagini, che erano state pensate per essere belle e romantiche, erano diventate strazianti».

Nei giorni successivi Westfeldt discusse con le altre persone responsabili di Kissing Jessica Stein su cosa fare di quelle immagini: lasciarle, con il rischio di creare un nuovo dolore in chi le avrebbe viste; o toglierle, come se le Torri non ci fossero mai state. Prima di far uscire il film nei cinema, nel marzo 2002, si scelse di rigirare tutte le scene in cui si vedevano le Torri Gemelle, che dall’11 settembre del 2001 non esistevano più. Quello che successe con Kissing Jessica Stein è uno dei tantissimi casi di questo tipo che chi faceva cinema e televisione dovette affrontare dopo gli attentati.

Era già successo, ed è successo anche dopo, che qualcuno che fa cinema o televisione si ponesse questioni di questo tipo, decidendo se sia o meno il caso di parlare o mostrare qualcosa in un particolare momento storico. Nel caso delle Torri Gemelle, però, il “qualcosa” era imponente, importante, famosissimo, iconico. Mostrare o non mostrare le immagini dell’attentato a John Fitzgerald Kennedy era stata una scelta di un certo tipo; scegliere cosa fare di tutte le immagini delle Torri Gemelle dopo che le Torri Gemelle erano state rase al suolo in poche ore fu tutta un’altra cosa.

Il World Trade Center era un pezzo rilevantissimo di quello che New York era stata negli ultimi decenni del Novecento, e le Torri Gemelle erano un simbolo: della potenza finanziaria di New York, del fascino della città, del successo dell’Occidente. Bastava mostrarle in un angolo dell’inquadratura per far capire dove era ambientata una scena, ma capitava anche di riprenderle involontariamente, perché stavano in mezzo a una delle città più cinematografiche del mondo ed erano alte più di 400 metri: se riprendevi New York da una certa distanza o angolazione, riprendevi inevitabilmente anche loro. Era una delle molte ragioni del loro fascino.

Dal 1973 al 2001, dall’inaugurazione del World Trade Center fino al giorno della sua distruzione, le Torri Gemelle finirono in centinaia di film e altre centinaia di sigle o scene di serie tv: nei Soprano, nei Simpson, in Armageddon e in Independence Day, nei film di Spiderman e in quelli di Superman, in Friends così come in Sex and the City. Un sito dedicato alle Torri Gemelle cita 717 film, compresi 28 film nei quali appaiono persino nella locandina e alcuni altri – come A.I. Intelligenza Artificiale e Matrix – che, prima del 2001, se le immaginarono nel futuro.

Il New York Times ha raccontato che nei primi giorni e mesi dopo gli attacchi, quasi tutti decisero di togliere le Torri Gemelle dai propri film e dalle proprie serie. Il caso più famoso è quello di Spider-Man: il primo di tutti, diretto da Sam Raimi. Il film uscì nella prima metà del 2002 e fu girato prima del’11 settembre 2001: conteneva, tra l’altro, una complicata e costosa scena in cui, usando le due torri come supporti per la sua ragnatela, Spider-Man fermava un elicottero. «Non pensavamo fosse nostro diritto mostrare, nell’estate dopo quel terribile massacro, una scena che avrebbe avuto un forte effetto su molti spettatori. Non volevo spingerli di nuovo in mezzo alla tragedia».

Il caso di Spider Man con le Torri così protagoniste è un caso limite, ma ci furono anche situazioni più simili a quella di Kissing Jessica Stein. Michael Nozik, produttore di un film drammatico con Al Pacino e Kim Basinger, ha detto che alcune immagini delle Torri furono eliminate e rigirate altrove, e ha spiegato che lo fece per «evitare di dare l’idea di voler sfruttare la tragedia o di non avere la necessaria sensibilità».

Le Torri Gemelle furono tolte dal finale di Men in Black II e da ogni inquadratura di Serendipity e Zoolander. Il film Disney Lilo & Stitch fu modificato perché conteneva una scena in cui, senza nessuna cattiva intenzione, veniva dirottato un aereo. Molti altri film furono modificati o addirittura posticipati perché parlavano di dirottamenti o di grattacieli colpiti da aerei o fatti crollare. Le Torri Gemelle furono tolte anche dai titoli di testa dei Soprano e di Sex and the City, nei quali non erano centrali come in Spider-Man: erano solo immagini in quelle inquadrature, spesso panoramiche, che servono a far capire, mostrando elementi o monumenti familiari, che le scene che stanno per arrivare si svolgono proprio lì, nel New Jersey o a Manhattan.

Alla fine del 2011 si scelse anche di non mandare più in onda le repliche di una puntata dei Simpson che per una parte si svolge proprio al World Trade Center, con Homer protagonista.

Con il passare degli anni, il lutto fu in parte elaborato e l’approccio cambiò. Uscirono i primi film che mostravano quel che restava dove un tempo c’era stato il World Trade Center e le Torri Gemelle tornarono piano piano a essere mostrate. Anche quella puntata dei Simpson, che Alexandra Drakakis, direttore del museo e memoriale dell’attentato, ha definito «dolce e spassosa». Lo stesso memoriale mostra un video di quasi dieci minuti che contiene scene di ogni tipo con le Torri Gemelle, compreso The WizMamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York. Jan Jan Seidler Ramirez, curatore del memoriale, ha detto: «Lo vedo come un buon segno di guarigione civica. È un bene che le Torri si vedano nei film, nelle cartoline o nei fumetti di quando ancora esistevano. Per i bambini che non le hanno mai viste, sono tutte cose che servono a capire quanto erano alte e come dominavano il paesaggio». Negli anni è successo anche che qualcuno abbia cambiato idea sulle scelte fatte a caldo, poco dopo gli attentati. Nozik, il produttore di People I Know, ha detto che «ora è bello vedere tutte quelle immagini del World Trade Center, perché è un modo onorare quel luogo, più che di ricordare l’orrore dell’evento».

Ma c’è chi scelse fin da subito di non togliere o rifare in altro modo le scene con le Torri Gemelle. Michael Bay, regista di Armageddon – film del 1998 che mostra una delle due torri colpita da un meteorite – si disse contrario a ogni modifica di un film fatto, finito e uscito anni prima degli attentati dell’11 settembre. «I film si girano, si montano e si finiscono perché siano visti in quel modo», ha detto Bay: «Non li si può rigirare se cambia la storia».

Poi iniziarono a uscire i primi film che mostrarono quel che restava delle Torri Gemelle, come successe in La 25ª Ora, un film di Spike Lee, un regista molto legato a New York. È forse il miglior film su New York dopo l’11 settembre che non parli di New York dopo l’11 settembre.

Alcuni anni dopo il 2001 iniziarono a uscire anche i film che parlavano in maniera diretta degli attentati di quel giorno. Ormai i film che in qualche modo hanno a che fare con quell’11 settembre e con le sue conseguenze sono decine, forse addirittura centinaia. E ormai ci sono anche lungometraggi, film di finzione, non documentari, che usano, per raccontare le loro storie, le vere immagini di quel giorno.

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