M5S e PD continuano a trattare

Stamattina i due partiti si sono visti con Conte per tre ore, e nonostante le parole di Di Maio nessuno sembra disposto a interrompere i negoziati

(ANSA/ANGELO CARCONI)
(ANSA/ANGELO CARCONI)

Il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico stanno continuando a trattare per formare un nuovo governo, dopo che la crisi politica provocata dalla Lega di Matteo Salvini a inizio agosto aveva causato la caduta del governo Conte, sostenuto da Lega e M5S.

Due giorni fa Conte ha ricevuto un nuovo mandato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per formare un governo, stavolta sostenuto soprattutto da M5S e PD, e ieri ha tenuto delle consultazioni fra le forze politiche, che però non sono andate benissimo. Fra le 12 e le 15 di oggi PD e M5S hanno tenuto una riunione con Conte a Palazzo Chigi per cercare di raggiungere un accordo definitivo. Sembra che la riunione sia andata piuttosto bene: all’uscita il capogruppo del PD al Senato Andrea Marcucci ha detto che «il tavolo di oggi era sulle questioni programmatiche», mentre il capogruppo del M5S alla Camera Stefano Patuanelli ha aggiunto che si sta lavorando per trovare punti in comune fra i due partiti.

Marcucci ha però sottolineato che col M5S «c’è bisogno di un chiarimento, che ci aspettiamo che avvenga a breve»: probabilmente intende una dichiarazione netta sulle dure dichiarazioni fatte ieri da Di Maio. Il giornalista di SkyTG24 Marco Di Fonzo ha scritto che secondo fonti interne al PD i due partiti hanno ancora le idee molto diverse sulle premesse per formare il nuovo governo.

Le consultazioni di ieri si erano concluse malamente soprattutto per via delle parole di Luigi Di Maio, capo politico del M5S e vicepresidente del Consiglio uscente, che uscendo dal colloquio con Conte aveva fatto un discorso particolarmente duro, sia nelle parole che nei toni. Di Maio aveva detto che «i punti di programma» del Movimento 5 Stelle devono diventare il programma del governo «altrimenti sarà meglio tornare al voto, e aggiungo: prima possibile». Di Maio aveva inoltre detto che «non ha alcun senso» parlare di «modifiche ai decreti sicurezza», le due leggi particolarmente controverse e severe sulla gestione dell’immigrazione e dell’ordine pubblico volute dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che il PD aveva annunciato di voler abolire o modificare.

Nelle ore successive alla dichiarazione di Di Maio dal M5S erano arrivate altre dichiarazioni più concilianti, su tutte quella di Patuanelli. Diversi quotidiani, stamattina, hanno raccontato che Di Maio è sempre più isolato all’interno del partito, soprattutto sulla sua ostilità a un’alleanza col PD. L’unico altro esponente del M5S apertamente ostile ai negoziati è Alessandro Di Battista, che stamattina ha scritto su Facebook che Di Maio «ha parlato come avrei parlato io e migliaia di attivisti», e aggiunto che in caso di fallimento dei negoziati la colpa sarebbe del Partito Democratico.

In mattinata, invece, la vicesegretaria del PD Paola De Micheli non aveva nemmeno citato la possibilità di interrompere le trattative:«Vogliamo un chiarimento sul programma e di questo stiamo parlando con il presidente Conte. Continuiamo a lavorare a un programma serio per gli italiani e non accettiamo ultimatum», aveva detto ai giornalisti.