(ANSA/ RAFFAELE VERDERESE)

Cosa succede oggi

Alle 15 Giuseppe Conte riferirà in Senato sulla situazione nel governo: secondo i giornali, poi andrà al Quirinale a dare le dimissioni

(ANSA/ RAFFAELE VERDERESE)

Oggi la crisi politica innescata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini lo scorso 8 agosto, quando ha annunciato la sua intenzione di far cadere il governo (qui trovate un riassunto di tutte le tappe fino ad oggi), arriverà finalmente in Parlamento. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà un discorso in Senato in cui riferirà sulla situazione del governo. Non è sicuro cosa accadrà dopo ma tutti i principali giornali oggi scrivono che lascerà l’aula e andrà al Quirinale, dove intende presentare le sue dimissioni.

Il discorso di Conte è fissato per le 15 di oggi. Secondo le voci circolate negli ultimi giorni, Conte intende ricordare i provvedimenti presi dal suo governo in una sorta di risposta a Salvini che, annunciando la sua intenzione di uscire dalla maggioranza, aveva accusato il governo di immobilismo e di essere bloccato dai veti del Movimento 5 Stelle.

C’è molta attesa soprattutto per il resto del suo discorso. Molti osserveranno con particolare attenzione quanto dure saranno le sue critiche al ministro dell’Interno (che potrebbero indicare una chiusura totale o una possibilità di rientro della crisi e di un nuovo accordo con la Lega) oppure se ci saranno aperture ad altre forze politiche (come il PD) o indizi sulle sue personali intenzioni future.

Dopo il discorso ci sarà un dibattito e i gruppi parlamentari avranno occasione di intervenire e proporre risoluzioni, cioè delle raccomandazioni non vincolanti destinate al governo da approvare con un voto a maggioranza. Sarà un altro momento importante, in particolare perché Salvini ha detto di aver intenzione di parlare e con il suo intervento potrebbe tentare di ricucire all’ultimo minuto i rapporti con il Movimento 5 Stelle.

Se sarà messa ai voti una risoluzione sulla fiducia al governo Conte, il Movimento 5 Stelle voterà, ovviamente, a favore. Il PD e altre forze di opposizione hanno già fatto sapere che voteranno contro, mentre rimane il dubbio su cosa intende fare la Lega (nonostante il partito di Salvini abbia generato la crisi e presentato una mozione di sfiducia al governo, non ancora messa in calendario).

Conte non ha fatto sapere ufficialmente cosa intenda fare dopo il suo discorso, ma oggi tutti i giornali scrivono che con ogni probabilità lascerà il Senato e andrà dal presidente della Repubblica per presentare le sue dimissioni, secondo alcuni senza nemmeno attendere la conclusione del dibattito. Quasi tutti escludono che Conte intenda portare fino in fondo la cosiddetta “parlamentarizzazione” della crisi, cioè sottoporsi a un voto di sfiducia e finire sconfitto (fino a oggi è capitato solo due volte nella storia italiana: nel 1999 e nel 2008, quando in entrambe le occasioni venne votata la sfiducia a governi guidati da Romano Prodi).

In ogni caso, dopo il colloquio con il presidente Mattarella è probabile che Conte tenga un breve discorso, seguito da una comunicazione del presidente stesso o di uno degli alti funzionari del Quirinale. Se Conte dovesse effettivamente presentare le sue dimissioni, con ogni probabilità la presidenza della Repubblica annuncerà l’inizio delle consultazioni con i gruppi parlamentari per verificare l’esistenza di maggioranze alternative. Le consultazioni potrebbero iniziare già domani.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.