• Italia
  • giovedì 15 agosto 2019

La nave Open Arms è davanti a Lampedusa

Grazie alla sentenza del TAR del Lazio di ieri ha potuto entrare in acque italiane, ma al momento non ha ricevuto l'autorizzazione a sbarcare

Nelle prime ore di giovedì la nave della ong Open Arms con a bordo 146 migranti è arrivata al largo delle coste di Lampedusa, dopo che ieri pomeriggio una sentenza del TAR del Lazio le aveva permesso di entrare in acque italiane superando un divieto di ingresso emesso dal governo. Al momento la nave è ferma: su Twitter l’ong ha fatto sapere di non aver ricevuto l’autorizzazione per entrare in porto. «La fine è vicina», ha scritto Open Arms, ma non è chiaro quando potrà sbloccarsi lo stallo. La situazione a bordo è molto complicata, dopo 14 giorni di navigazione: alcuni medici dell’Ordine di Malta fatti salire a bordo hanno raccontato a Repubblica che a bordo sono finiti gli antibiotici, «e molti migranti che presentano ferite da armi da fuoco malcurate presentano evidenti infezioni».

Dopo che la sentenza del TAR ha di fatto annullato gli effetti del cosiddetto “decreto sicurezza bis”, per bloccare la nave della ong il ministro dell’Interno Matteo Salvini è ricorso ai metodi che usava durante i primi mesi di governo: fare pressione sulle autorità locali per non rendere disponibili i porti, ma senza firmare documenti o atti ufficiali che lo provino. In questo modo per gli avvocati di Open Arms sarà difficile impugnarli e chiedere a un tribunale di intervenire (poco prima di mezzanotte Salvini aveva emesso un nuovo divieto di ingresso nelle acque italiane, ignorato da Open Arms sulla base della sentenza del TAR).

Come successo nei primi mesi, Salvini continuerà a vietare lo sbarco in via informale per qualche giorno, verosimilmente fino a quando lo consentirà la pressione nei suoi confronti. Intorno all’ora di pranzo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte gli ha scritto una lettera aperta per criticare il modo in cui ha gestito la vicenda, e spiegando che «Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti». Salvini non ha ancora risposto pubblicamente alla lettera.

Sembra impossibile che la Open Arms vada altrove, ora che si trova a poche centinaia di metri da Lampedusa. Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, peraltro, ha già contattato il Tribunale dei minori di Palermo per occuparsi dei 32 minori non accompagnati a bordo della nave.

La decisione di ieri del TAR non ha precedenti. Da settimane diversi esperti di immigrazione avevano ipotizzato che il cosiddetto “decreto sicurezza bis” – che dà il potere al governo di vietare l’ingresso a qualsiasi nave per generici motivi di sicurezza – potesse violare diverse leggi italiane e trattati internazionali in fatto di soccorso in mare e protezione dei richiedenti asilo. La situazione in cui versa Open Arms è piuttosto comune, e sulla base delle motivazioni fornite dal TAR è plausibile immaginare che altre ong bloccate dal governo potrebbero fare ricorso, con buone speranze di vincerlo. «Siamo molto soddisfatti della risposta del Tar del Lazio, ci sembra importantissimo, non solo per noi, ma per il soccorso in mare e per la sicurezza delle persone che rischiano di morire nel Mediterraneo. Le Convenzioni internazionali ci danno ragione», ha detto a Internazionale la portavoce di Open Arms Veronica Alfonsi.

In passato Salvini era riuscito a “chiudere i porti” con pressioni informali alle varie autorità: ora che la legge che lui stesso ha promosso lo obbliga a motivare e mettere per iscritto ogni divieto, per chi lo contesta è più semplice passare per i tribunali. Nel caso di Open Arms, fra l’altro, passare dal TAR era la scelta più logica, dato che la sanzione previste per chi viola il divieto di ingresso è di tipo amministrativo (il TAR del Lazio è il tribunale amministrativo regionale competente per le questioni che riguardano lo stato).

Mercoledì sera Salvini ha anticipato di voler fare ricorso al Consiglio di Stato (il massimo tribunale amministrativo italiano) contro la decisione del TAR, senza spiegare con che fondamento potrebbe farlo. Salvini ha anche detto che la Open Arms «ha fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia», senza fornire prove delle sue accuse.

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