Oggi farà molto molto caldo

Sono previsti oltre 40 °C in molte città italiane e nel resto d'Europa: una breve guida, senza allarmismi

Da qualche giorno le temperature massime nelle principali città europee sono ben al di sopra della media stagionale, e per oggi i meteorologi prevedono ulteriori aumenti che interesseranno anche l’Italia, con massime previste superiori ai 40 °C a Milano, Torino, Bologna, Firenze e temperature poco al di sotto di quella soglia a Roma e Napoli.

È ancora presto per trarre conclusioni su eventuali legami con il riscaldamento globale, per le quali serviranno più studi e analisi, ma sebbene sia normale che d’estate faccia caldo, temperature che per giorni superano di 3-6 °C la media stagionale destano preoccupazioni sia sullo stato del nostro pianeta sia, nell’immediato, sulla salute delle persone più fragili come bambini e anziani.

Dall’inizio della settimana diversi governi – come quelli di Italia, Francia, Germania, Belgio e Spagna – hanno diffuso avvisi per la popolazione, soprattutto con consigli su come affrontare le giornate più calde. Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che il governo è “mobilitato” per affrontare eventuali emergenze: in Francia è ancora diffuso il ricordo dell’estate del 2003, nella quale si stima morirono circa 15mila persone a causa di complicazioni dovute al caldo con una tardiva reazione delle istituzioni sanitarie.

Le temperature al di sopra della media, soprattutto nella parte centrale dell’Europa, sono in primo luogo dovute a un fronte di aria calda proveniente dall’Africa, combinato con una fase di alta pressione sul continente e una nuvolosità ridotta. Questi fattori si uniscono a quelli tipici della stagione estiva con più ore di luce e quindi un’esposizione prolungata alla radiazione solare per 10-12 ore al giorno.

L’Europa è soggetta a estati calde, per la sua posizione e conformazione geografica, ma ci sono altri elementi che peggiorano la situazione. Il nostro è un continente densamente urbanizzato, circa il 72 per cento degli abitanti dell’Unione Europea vive in città, dove asfalto, cemento e la scarsa presenza di aree verdi favoriscono la formazione di isole di calore con temperature più alte rispetto alle zone rurali. In città fa tendenzialmente più caldo e c’è una minore escursione termica tra le ore diurne e quelle notturne, condizione che espone in modo continuativo al caldo milioni di persone.

Il problema divenne evidente nel 2003, anno in cui il caldo sopra la media stagionale non interessò solamente la Francia. In tutta Europa le temperature di svariati gradi al di sopra della media causarono la morte di almeno 30mila persone e danni per 13 miliardi di euro, secondo le stime più pessimistiche i morti furono oltre 70mila. Quella del 2003 fu l’estate più calda registrata in Europa dal sedicesimo secolo, e indusse i governi e le autorità sanitarie a rivedere i loro piani per emergenze di questo tipo.

Le anomalie in corso in una stagione, come le attuali, devono essere messe in prospettiva con altre serie storiche per valutare quanto siano condizionate dal riscaldamento globale, fenomeno sulla cui esistenza non ci sono più dubbi e che è causato in ampia parte dalle attività umane. La lunghezza e l’intensità delle cosiddette “ondate di calore” è in aumento da diverso tempo: solo in Francia sono raddoppiate negli ultimi 34 anni e i modelli prevedono che raddoppieranno di nuovo entro il 2050.

Un’analisi del caldo sopra la media dello scorso anno in Europa ha comunque consentito ai ricercatori di trarre alcune conclusioni preliminari. Il riscaldamento globale ha reso fino a cinque volte più probabile l’occorrenza di ondate di calore simili a quella del 2018. Messo nella serie storica sulla temperatura media globale, il 2018 è stato inoltre uno degli anni più caldi mai registrati, aggiungendosi a un elenco crescente di anni più caldi che comprende quasi tutte le annate più recenti dell’ultimo decennio.

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