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  • sabato 15 giugno 2019

A Hong Kong hanno vinto i manifestanti

Dopo l'ennesima giornata di grandi manifestazioni il governo ha accantonato il discusso emendamento sull'estradizione, perlomeno per ora

Carrie Lam annuncia la sospensione dell'emendamento, Hong Kong, 15 giugno 2019 (AP Photo/Kin Cheung)

La leader di Hong Kong Carrie Lam ha annunciato in una conferenza stampa la sospensione del criticato emendamento sull’estradizione per cui centinaia di migliaia di persone protestano da giorni. Lam ha detto che «l’emendamento ha causato molte divisioni nella società, dubbi e fraintendimenti» e che per questo il suo governo «prenderà una pausa per riflettere»; ha aggiunto che «dobbiamo tenere a mente gli interessi più grandi di Hong Kong, come riportare la pace e l’ordine».

L’emendamento consentirebbe di estradare nella Cina continentale, a Taiwan e Macao, le persone accusate di avere commesso reati gravi come omicidio e stupro; secondo gli oppositori, però, esporrebbe di più Hong Kong al problematico e illiberale sistema giudiziario cinese, che utilizza spesso pretestuosamente accuse come queste per minacciare i dissidenti, con la conseguenza di ridurre l’autonomia della città-isola che fino al 1997 era controllata dal Regno Unito.

La decisione arriva dopo giorni di proteste (alla più partecipata, domenica scorsa c’erano un milione di persone secondo gli organizzatori e 240 mila secondo la polizia), scontri tra poliziotti e manifestanti, almeno 81 feriti, 11 manifestanti arrestati. Domenica è prevista un’altra grossa manifestazione: Lam ha probabilmente deciso di intervenire un giorno prima per prevenirla e non indebolire ulteriormente il governo. I giornali locali scrivono anche che Lam ne avrebbe discusso di persona in un incontro oltre il confine con importanti funzionari della Cina.

Lam non parla in pubblico da mercoledì sera, quando i manifestanti avevano bloccato le strade attorno al palazzo del governo ed erano stati respinti dalla polizia con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. In quell’occasione aveva ribadito il sostegno alla legge e criticato i manifestanti per essere «dei bambini viziati». Il Guardian riporta i timori di alcuni critici, che temono che Lam voglia soltanto rimandare la legge anziché abbandonarla del tutto, nella speranza che future consultazioni disinneschino il potere dell’opposizione. Se ne ridiscuterà eventualmente in autunno, dopo la chiusura dei lavori parlamentari che inizieranno a luglio.

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