Laurent Koscielny e Pedro Rodriguez in un Arsenal-Chelsea di Premier League (Getty Images)
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  • mercoledì 29 maggio 2019

Londra si gioca l’Europa League

Questa sera in Azerbaigian i due maggiori club londinesi, Chelsea e Arsenal, si affrontano nella finale del secondo torneo del calcio europeo

Laurent Koscielny e Pedro Rodriguez in un Arsenal-Chelsea di Premier League (Getty Images)

Quest’anno, per la prima volta nella storia delle competizioni calcistiche europee, quattro squadre di calcio provenienti dallo stesso campionato, quello inglese, giocheranno le due finali dei tornei continentali UEFA. La prima delle due è in programma questa sera alle 21 allo Stadio Olimpico di Baku, in Azerbaigian, dove Chelsea e Arsenal si affronteranno nella prima finale di UEFA Europa League disputata da due club londinesi.

Dopo anni di risultati inferiori alle aspettative, in questa stagione il ricco campionato inglese è riuscito a imporsi a livello europeo come mai nessun altro paese aveva fatto finora. Mentre la finale di Champions League verrà giocata sabato da Liverpool e Tottenham, che insieme al Manchester City sono considerate le squadre inglesi più solide e competitive, l’Europa League vedrà di fronte due club che stanno affrontando due diversi e delicati periodi di transizione.

Negli ultimi quindici anni il Chelsea ha avuto tredici allenatori diversi, quattro dei quali italiani. Nonostante la scarsa continuità tecnica, nello stesso periodo gli investimenti dell’oligarca russo Roman Abramovich hanno comunque dato vita al periodo più florido nella storia del club: sono stati vinti cinque campionati, dieci coppe nazionali e due europee, l’ultima nel 2013. Ora però il Chelsea si trova in una situazione delicata. La scorsa estate, con l’ingaggio dell’allenatore italiano Maurizio Sarri, il club ha pensato di raggiungere il City di Pep Guardiola tramite un progetto basato sulla qualità del gioco, cosa che però richiede tempo. La squadra di quest’anno non è ancora quella richiesta da Sarri, come si è potuto vedere nei timidi progressi sul piano del gioco. A complicare il progetto è arrivata poi la sanzione della FIFA che ha imposto il blocco del mercato per due sessioni: Sarri dovrà quindi aspettare un altro anno per rimettere mano alla squadra, e non potrà neanche rimpiazzare le eventuali cessioni (quella di Eden Hazard al Real Madrid sembra certa). Da questa situazione nasce l’incertezza sulla sua permanenza a Londra.

Gianfranco Zola e Maurizio Sarri allo Stadio Olimpico di Baku per l’ultimo allenamento prima della finale (Alex Grimm/Getty Images)

Anche l’Arsenal ha iniziato un nuovo ciclo la scorsa estate, dopo la fine della gestione dell’allenatore francese Arsene Wenger, durata ben ventidue anni. Nonostante la stabilità data al club dalla longevità della gestione Wenger, i successi dell’Arsenal sono stati inferiori a quelli ottenuti dal Chelsea in quindici anni. L’ultima Premier League vinta risale al 2004 mentre il primo e ultimo successo europeo risale addirittura alla Coppa delle Coppe del 1994. In questo lungo periodo l’Arsenal ha investito in modo accurato, perseguendo una precisa idea di calcio, elegante e spettacolare da un lato, fragile e infruttuosa dall’altra. La sua situazione economica è invidiabile, ma l’ambiente ora chiede più investimenti sulla squadra e più trofei. Per accontentare questa richiesta, come successore di Wenger è stato scelto lo spagnolo Unai Emery, considerato uno dei migliori allenatori europei dopo le tre Europa League consecutive vinte con il Siviglia. Emery è stato scelto per le sue capacità di adattamento: non a caso ha portato l’Arsenal in finale di Europa League in un’annata comunque altalenante e deludente in campionato.

Nella Premier League appena conclusa il Chelsea ha tenuto l’Arsenal sotto di due posizioni. Arrivando terza la squadra di Sarri ha centrato l’obiettivo del ritorno in Champions League dopo un anno di assenza. L’Arsenal invece è arrivato quinto, motivo per cui la finale di Europa League di stasera risulta ancora più importante: se dovesse vincerla otterrebbe la qualificazione alla prossima Champions League, mancata in campionato. Una vittoria salverebbe quindi l’intera stagione della squadra.

L’Arsenal festeggia la qualificazione alla finale ottenuta contro il Valencia (Alex Caparros/Getty Images)

Gli ultimi due scontri diretti in campionato si sono conclusi con una vittoria a testa. Il Chelsea ha vinto 3-2 alla seconda giornata, il 18 agosto, mentre l’Arsenal ha vinto con un 2-0 abbastanza netto lo scorso 19 gennaio. Nel frattempo però tante cose sono cambiate. Il Chelsea ha perso per infortunio Loftus-Cheek, Hudson-Odoi, Rudiger e Kanté; per lo stesso motivo l’Arsenal non ha a disposizione Ramsey, Suarez, Bellerin e Holding. Oltre a loro mancherà anche Henrix Mkhitaryan, che ha deciso di non volare a Baku con la squadra a causa dei rapporti diplomatici tra il suo paese, l’Armenia, e l’Azerbaigian, fra i quali non c’è dialogo fin dalla guerra del Nagorno Karabakh dei primi anni Novanta.

La sede della finale scelta dalla UEFA è stata inoltre contestata da entrambi i club. Baku si trova infatti a quasi 3.000 chilometri da Londra. La distanza dalla città da cui provengono entrambe le finaliste ha impedito un’adeguata presenza allo stadio di tifosi inglesi. La UEFA ha risposto che le sedi dei suoi tornei vengono scelte con almeno due anni di anticipo, e ha aggiunto che una finale tra le due londinesi era poco probabile. Negli ultimi giorni alcuni tifosi inglesi di origini armene hanno inoltre denunciato la mancata concessione del visto da parte dell’Azerbaigian, la cui polizia in servizio nei pressi dello Stadio Olimpico di Baku è stata ripresa a fermare per un breve controllo due tifosi dell’Arsenal soltanto perché indossavano la maglia di Mkhitaryan.

Le probabili formazioni:

Chelsea (4-3-3) Kepa; Alonso, David Luiz, Christensen, Azpilicueta; Jorginho, Kovacic, Barkley; Hazard, Giroud, Pedro
Arsenal (3-4-1-2) Cech; Monreal, Koscielny, Sokratis; Kolasinac, Xhaka, Torreira, Maitland-Niles; Ozil; Lacazette, Aubameyang

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