Thierry Henry, ex allenatore del Monaco (Getty Images)
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  • lunedì 13 maggio 2019

Il disastro del Monaco

A due anni dalle semifinali di Champions League, la squadra del Principato rischia una clamorosa retrocessione

Thierry Henry, ex allenatore del Monaco (Getty Images)

Anche quest’anno alcune blasonate squadre di calcio europee rischiano retrocessioni più o meno inaspettate. In Germania, per esempio, lo Stoccarda dovrà giocarsi la permanenza in Bundesliga con la terza della seconda divisione, l’Union Berlino. Lo Schalke 04 invece – altro grande club del campionato tedesco – è riuscito a salvarsi soltanto nelle ultime giornate, dopo una stagione ugualmente disastrosa. L’altra sorpresa di quest’annata calcistica europea potrebbe arrivare dalla Ligue 1 francese, dove a due giornate dal termine il Monaco è terzultimo in classifica a pari merito con il Caen. Due anni dopo aver giocato le semifinali di Champions League, si trova fuori dai playout retrocessione soltanto per la differenza reti.

Nelle prossime due settimane la squadra del Principato si giocherà la salvezza in casa contro l’Amiens, altra squadra che rischia di retrocedere, e poi in trasferta contro il Nizza, settimo in classifica e senza più obiettivi. L’unica già retrocessa è il Guingamp, mentre il Digione ha due punti in meno di Monaco e Caen. Quest’ultima ha un calendario più difficile, dato che dovrà giocare contro Lione e Bordeaux, ma le sue maggiori speranze di salvezza sono riposte nel suo recente stato di forma, dato che ha vinto tre delle ultime quattro partite. Il Monaco, invece, non vince da metà marzo. Chi fra le due arriverà terzultima dovrà giocarsi la permanenza in Ligue 1 nello spareggio contro la vincente dei playoff della seconda divisione.

La stagione del Monaco è iniziata molto male e così è proseguita fino a oggi. Cinque sconfitte nelle prime nove giornate di campionato l’hanno portata rapidamente fra le ultime posizioni della classifica, dalle quali non è più riuscita ad allontanarsi. Dopo la sconfitta dello scorso 7 ottobre contro il Rennes, la dirigenza aveva provato a dare uno scossone alla squadra – che nel frattempo le aveva perse tutte anche in Champions League – esonerando il portoghese Leonardo Jardim, l’allenatore con cui appena due stagioni prima aveva vinto il campionato e sfiorato la finale di Champions League. Al posto di Jardim, però, il Monaco non si è affidato a un allenatore esperto ma ha dato l’incarico a Thierry Henry, suo ex grande giocatore, alla prima esperienza in panchina.

L’arrivo di Henry è coinciso con il periodo più negativo della squadra, eliminata da ultima nei gironi di Champions League e incapace di reagire alle difficoltà in campionato. Nonostante la debolezza in alcuni ruoli effettivamente scoperti, la squadra è tuttora composta da giocatori di qualità in ogni reparto. Il portiere è Diego Benaglio, titolare della nazionale svizzera. In difesa ci sono Kamil Glik, ex capitano del Torino, e il brasiliano Naldo. A centrocampo ci sono il nazionale portoghese Adrien Silva e Aleksandr Golovin, fra i migliori giocatori della Russia ai Mondiali del 2018. A gennaio a loro si è aggiunto Cesc Fabregas, svincolato dal Chelsea. In attacco il titolare è il colombiano Radamel Falcao — ancora in grado di fare la differenza nel campionato francese — sostenuto dagli esterni Gelson Martins e Nacer Chadli.

Radamel Falcao, attaccante colombiano del Monaco (Elmar Kremser/SVEN SIMON/picture-alliance/dpa/AP Images)

Alcuni di questi giocatori hanno spiegato di non essersi trovati bene con i metodi di allenamento “poco efficaci” di Henry, peraltro descritto come impaziente e nervoso al punto da lasciare spesso gli allenamenti della squadra dopo brevi sfuriate. Dopo nove sconfitte in quattordici giornate di campionato, la dirigenza ha deciso quindi di allontanarlo e di richiamare Jardim. Con il vecchio allenatore c’è stata una timida ripresa, ma non abbastanza netta per allontanarsi dalla zona retrocessione.

I problemi avuti in campo sono stati in un certo senso anche il riflesso di quelli societari. Dopo la cessione in blocco della squadra con cui vinse il titolo francese due anni fa – quella composta dai vari Kylian Mbappe, Bernardo Silva, Benjamin Mendy e Tiemoue Bakayoko – non sono ancora arrivati dei ricambi adeguati. Alcuni rimpiazzi, come il belga Youri Tielemans, hanno deluso le aspettative. A novembre, inoltre, il miliardario russo Dmitry Rybolovlev, proprietario di maggioranza del Monaco dal 2011, è stato fermato dalla polizia del Principato dopo essere stato accusato di corruzione nel tentativo di influenzare dei giudici monegaschi in una causa contro un commerciante d’arte svizzero. È stato liberato ma il suo caso è ancora aperto e il suo futuro alla guida del club può considerarsi incerto.

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