Le 8 novità più importanti presentate da Google

A cominciare dai nuovi e più economici smartphone Pixel 3a e dal nuovo Assistente Google, molto più veloce

(Justin Sullivan/Getty Images)

Martedì 7 maggio a San Francisco, in California, è iniziata Google I/O, la serie di conferenze che Google organizza ogni anno per presentare le sue novità agli sviluppatori, cioè quelli che si occupano di realizzare applicazioni e servizi. Google I/O è iniziato con un lungo evento di apertura, durato quasi due ore, nel quale sono stati presentati nuovi smartphone Pixel più economici, la prossima versione del sistema operativo Android e alcune novità sull’Assistente Google.

1. Pixel 3a e Pixel 3a XL
Come era stato ampiamente anticipato dai siti di tecnologia nelle ultime settimane, Google ha realizzato Pixel 3a e 3a XL, due nuovi smartphone pensati per chi non vuole spendere per i più costosi Pixel 3 ed è disposto a scendere a qualche compromesso. Il Pixel 3a è venduto da subito anche in Italia al prezzo di 399 euro, e può essere acquistato direttamente dal Google Store. Ha uno schermo OLED da 5,6 pollici con una risoluzione di 2220 x 1080 pixel, e una memoria da 64 GB. La fotocamera posteriore è da 12 megapixel, mentre quella anteriore è da 8 megapixel: secondo le recensioni uscite finora, il Pixel 3a scatta ottime fotografie, comparabili con quelle del più costoso Pixel 3.

Pixel 3a XL e Pixel 3a (Google)

La fotocamera è il punto di forza dei nuovi Pixel 3a e 3a XL, grazie ai sistemi di intelligenza artificiale e di regolazione delle immagini, perfezionati in questi anni da Google. I nuovi smartphone sono un po’ meno potenti delle loro versioni più costose, già in commercio da qualche mese, ma offrono comunque una buona potenza di calcolo. Essendo progettati direttamente da Google, riceveranno un trattamento di riguardo per gli aggiornamenti di Android e l’aggiunta di nuove funzionalità, nel corso dei prossimi anni.

(Google)

2. Android Q
Google ha presentato in anteprima alcune funzionalità di Android Q, la prossima versione del suo sistema operativo per smartphone, che ha ormai raggiunto una buona maturità per competere quasi alla pari con iOS, il sistema operativo che fa funzionare gli iPhone. La nuova versione non presenta grandi novità estetiche ed è concentrata soprattutto su privacy e semplificazione di alcune funzionalità.

Ogni servizio gestito da Google – come Chrome, YouTube, Maps – in Android Q ha una nuova scheda che mostra le informazioni personali dell’utente, con comandi per disattivare la raccolta di alcuni dati o eliminare quelli già memorizzati. Questa e altre novità sul controllo dei dati rientrano nelle iniziative che Google sta portando avanti per rendere più trasparente, e comprensibile, il modo in cui tratta le informazioni dei suoi utenti. Google è stata spesso criticata per sfruttare i dati dei suoi iscritti a fini pubblicitari, senza offrire molte possibilità ai suoi utenti per rinunciarvi.

(Google)

Su Android Q è stata aggiunta una nuova modalità, che si chiama Focus, pensata per disattivare alcune app nel corso della giornata, in modo da ricevere meno notifiche e dedicare maggior tempo a qualcosa che non sia il proprio smartphone. È stato inoltre introdotto un tema scuro per avere testi bianchi su fondo nero, considerati più riposanti per la vista e soprattutto utili per risparmiare un po’ di batteria, se il proprio smartphone ha uno schermo OLED (a differenza degli LCD, gli OLED illuminano solo le parti dello schermo che non devono mostrare il nero).

3. In incognito
Chrome è stato uno dei primi browser a dare la possibilità di navigare online in incognito, cioè senza che il browser salvi i propri dati di navigazione sul computer o nei propri account. Google ha deciso di estendere la stessa funzionalità a diversi altri suoi servizi. Si potrà quindi utilizzare Google Maps in incognito, senza che siano salvate nella cronologia dell’applicazione informazioni sui propri spostamenti, e altrettanto avverrà anche nell’app di YouTube, senza che questa raccolga dati sui video visualizzati.

Google ha inoltre presentato una nuova opzione per eliminare automaticamente i propri dati nelle varie cronologie delle sue app, decidendo per esempio che siano cancellati periodicamente ogni 3-18 mesi.

4. Assistente Google
In pochi anni Assistente Google è diventato centrale nell’esperienza d’uso di centinaia di milioni di utenti, che utilizzano smartphone Android e i servizi di Google sul computer e tramite gli assistenti per la casa. Google ha annunciato di avere raggiunto un notevole progresso che di fatto slega buona parte delle attività di Assistente Google da Internet. Finora, infatti, non era possibile utilizzarne parte delle funzionalità senza una connessione, perché il sistema richiedeva grandi capacità di memoria e calcolo, che dovevano quindi essere affidate ai server di Google: a seconda della connessione disponibile, i tempi di risposta potevano essere lunghi e si aveva un certo ritardo nelle reazioni.

Ora Google è riuscito a ridurre enormemente le dimensioni di Assistente Google, che può quindi essere installato su smartphone e altri dispositivi, senza la necessità di collegarsi costantemente a Internet per svolgere funzioni base come aprire e gestire le app. In una dimostrazione molto efficace, Google ha mostrato come sia possibile interagire in modo molto più naturale con l’Assistente, senza pause e tempi di attesa, o la necessità di ripetere ogni volta “OK Google”.

5. Nest Hub Max
I prodotti per la casa di Google cambiano marchio e assumono quello di Nest, l’azienda acquisita qualche anno fa da Google e famosa soprattutto per i suoi termostati intelligenti. La scelta è legata alla necessità di rendere più omogenea l’offerta dei vari dispositivi da tenere in casa, e probabilmente dalla volontà di distanziarli un poco dal marchio di Google, che non ha una grande reputazione sul tema della privacy e per alcuni potrebbe risultare quindi un po’ invadente, se collegato a qualcosa che viene sempre mantenuto attivo nella propria abitazione.

Google ha presentato Nest Hub Max, un nuovo dispositivo con schermo per avere sempre a disposizione Assistente Google, gestire i dispositivi collegati al WiFi in casa, e vedere foto, video, ricette e altri contenuti tramite il display. Esteticamente il nuovo Hub Max ricorda il più piccolo Nest Hub, già in vendita da qualche tempo (e a breve anche in Italia). Oltre ad avere uno schermo più grande, il nuovo modello ha una videocamera per effettuare videochiamate e per un suo utilizzo come videocamera di sicurezza, quando si è fuori casa e si vuole vedere che sia tutto a posto: il sistema rileva movimenti sospetti e invia una notifica allo smartphone del suo proprietario.

La videocamera dà la possibilità di attivare un sistema di riconoscimento facciale, rendendo possibile l’utilizzo di Nest Hub Max dai vari membri della famiglia, che potranno accedere a vari contenuti personalizzati e alla loro corrispondenza. Se si sta ascoltando la musica tramite Hub Max e la si vuole fermare, basta alzare una mano verso la fotocamera (anche a distanza), evitando di dover sbraitare “OK Google” per farsi sentire dal dispositivo. Un interruttore sul retro di Hub Max dà la possibilità di disattivare la videocamera, scollegandola dalla corrente elettrica, per chi avesse preoccupazioni sulla privacy. Sul dispositivo è comunque sempre presente un LED vicino all’obiettivo, che si illumina quando viene attivata la videocamera.

6. Sottotitoli istantanei
Negli ultimi anni Google ha fatto progressi enormi per quanto riguarda il riconoscimento vocale da parte delle sue intelligenze artificiali. Grazie a questi progressi ha realizzato “Live Caption”, un nuovo sistema che consente di sottotitolare automaticamente qualsiasi video venga visualizzato sul proprio smartphone Android, da qualsiasi fonte comprese le app per i messaggi. I sottotitoli sono mostrati sullo schermo con una trascrizione istantanea che viene realizzata anche se lo smartphone è offline.

“Live Caption” può rivelarsi utile quando si vuole vedere un video ma non si vuole disturbare qualcuno, ma soprattutto è una risorsa importante per i milioni di persone che hanno problemi di udito. Per quanto riguarda l’accessibilità, Google sta inoltre lavorando per migliorare i suoi sistemi di intelligenza artificiale, rendendo possibile il riconoscimento vocale anche per le persone con difetti di pronuncia, balbuzie o difficoltà a parlare in seguito a gravi malattie invalidanti.

Sempre per quanto riguarda l’accessibilità, Google ha sviluppato una versione di “Live Caption” anche per le telefonate. Una persona che ha difficoltà a sentire o parlare può scegliere di gestire testualmente la telefonata: il chiamante riceve un messaggio pronunciato da un sintetizzatore vocale, che lo avvisa della circostanza, poi il sistema di riconoscimento si occupa di trascrivere ciò che dice; il ricevente può rispondere digitando le frasi, che vengono poi lette al chiamante tramite il sintetizzatore vocale.

7. Duplex per il Web
Lo scorso anno fece molto discutere la presentazione di Duplex, un sistema di intelligenza artificiale pensato per fare telefonate al posto degli utenti, per esempio per aiutarli a prenotare un ristorante. Google ricevette alcune critiche perché il sistema non rendeva esplicito il fatto di essere automatico e non una vera persona, portando la società a rivedere parte del suo funzionamento. Da allora la sperimentazione è proseguita su vari fronti e quest’anno Google ha presentato una versione di Duplex per il Web.

L’idea è avere un sistema di compilazione automatico per le prenotazioni online. Se per esempio si è prenotato un viaggio da qualche parte, Duplex si offre di prenotare il noleggio di un’automobile, va sul sito dell’agenzia e si occupa di compilare tutti i campi, date e destinazioni comprese. L’utente può poi controllare le informazioni che sono state inserite e confermare l’ordine. Il sistema, ancora sperimentale, funziona su qualsiasi sito e non richiede alle aziende di adattarli in alcun modo.

8. Google Lens
La fotocamera di Android e l’app di Google (anche per iOS) offrono da tempo la possibilità di utilizzare Lens, un sistema di riconoscimento delle immagini per effettuare le ricerche online: si punta la fotocamera verso qualcosa e Google propone una ricerca in tema. Il sistema è diventato via via più accurato e ora si arricchisce di alcune nuove funzionalità.

Puntandolo verso un menù in un ristorante, per esempio, dà in tempo reale le recensioni dei piatti lasciate dagli altri clienti e indica quali sono i piatti più richiesti. In alcune riviste che hanno stretto accordi con Google, si può inquadrare una pagina per attivare la visualizzazione di video e altri contenuti speciali. È stato anche migliorato il sistema di traduzione istantanea dei testi inquadrati dalla fotocamera.

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