• Mondo
  • mercoledì 24 aprile 2019

Bisogna coprire Notre-Dame

Sono previste forti piogge e il tetto della cattedrale non c'è più, quindi stanno provando a metterci dei teli sopra

(AP Photo/Thibault Camus)

A partire da mercoledì pomeriggio sono previste forti piogge a Parigi, e c’è preoccupazione per i possibili danni alla struttura della cattedrale di Notre-Dame, che dopo l’incendio della settimana scorsa è ora sprovvista della copertura che l’aveva protetta per secoli. Due terzi del tetto in piombo e della struttura in legno che lo sosteneva sono bruciati, e ora la parte superiore della volta in pietra e alcune parti interne sono direttamente esposte alla pioggia.

Christophe Villemain, esperto di restauri di edifici antichi, ha detto alla rete BFMTV che certe parti potrebbero riempirsi d’acqua, e potrebbero esserci nuovi rischi di crolli. Quest’acqua si aggiungerebbe inoltre a quella riversata sulla cattedrale dai vigili del fuoco durante le operazioni per spegnere le fiamme.

Fin dal giorno dopo l’incendio, sappiamo che la struttura in pietra della cattedrale ha resistito, ma serviranno analisi più approfondite per capire quanto sia rimasta danneggiata: l’ipotesi di nuovi crolli è stata spesso avanzata da chi si sta occupando di pianificare i lavori di ricostruzione, anche se non ci sono state nuove segnalazioni di criticità. Una parte della volta del transetto – il grande “corridoio” perpendicolare alle navate – era già crollata durante l’incendio.

(AP Photo/Thibault Camus)

Per evitare che la pioggia danneggi la volta, il capo degli architetti di Notre-Dame Philippe Villeneuve ha deciso di allestire una copertura temporanea: dei teli protettivi sono stati disposti tra martedì e mercoledì sulle parti esposte, sorretti da travi appositamente montate, e allestiti da una squadra di operai specializzati. Si tratta però solo di una copertura temporanea contro le prime piogge: il piano è quello di montare una più solida struttura “ad ombrello” che protegga la volta durante i lavori di ricostruzione del tetto. Per realizzarla, però, è necessario prima rimuovere le impalcature che avvolgevano la guglia ottocentesca crollata nell’incendio, un’operazione che richiederà alcune settimane.

Macron ha detto di voler ricostruire la cattedrale in cinque anni, e stanno circolando diverse stime su quali possano essere i costi: si parla di almeno 600 milioni di euro. La cifra è già stata abbondantemente superata dalle donazioni: nei primi tre giorni, quelle private dei grandi miliardari francesi e quelle dei piccoli donatori avevano superato gli 850 milioni, cioè più di quanto avevano ricevuto le prime dieci organizzazioni di beneficenza nel 2017 attraverso le donazioni detratte fiscalmente dai cittadini francesi.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.