Paula Bronstein/Getty Images
  • Mondo
  • domenica 21 Aprile 2019

In Nuova Zelanda non ci sono abbastanza uova

Un po' perché sta aumentando la domanda e un po' perché è diminuita l'offerta (ma non è colpa delle galline)

Paula Bronstein/Getty Images

In Nuova Zelanda non ci sono abbastanza uova. I motivi sono due, come ha spiegato il sito di Radio New Zealand: le galline ovaiole sono in diminuzione e i neozelandesi che consumano uova sono in aumento. La conseguenza è che nei supermercati ci sono sempre meno uova, con possibili aumenti del loro prezzo.

Nel 2009 ogni neozelandese mangiava in media 200 uova l’anno, ora la media è salita a 226. L’opinione prevalente è che i consumatori di uova siano aumentati perché in questi anni diversi nutrizionisti ne hanno rivalutato il valore, soprattutto a colazione. Dato che la Nuova Zelanda ha circa 5 milioni di abitanti, vuol dire quindi almeno un miliardo di uova all’anno. Michael Brooks, amministratore delegato dell’associazione neozelandese dell’industria del pollame, ha detto: «Mangiamo molte uova in Nuova Zelanda: è un modo poco costoso per assumere proteine».

Le cause della diminuzione delle galline – che a fine 2018 erano almeno 4,2 milioni e che ora sono circa 3,6 milioni – sono più complicate. Nel 2012 furono introdotte nuove regole che imponevano agli allevatori di cambiare entro dieci anni le gabbie in cui facevano crescere le galline. Dal 2022 quindi le semplici gabbie saranno vietate: le galline dovranno essere tenute in colonie, in allevamento a terra o all’aperto. Da qui ad allora le regole cambiano progressivamente anno dopo anno. Per adeguarsi e farsi trovare pronti, molti allevatori hanno dovuto cercare nuove strutture e spazi più grandi in cui far crescere le galline. Chi non ce l’ha fatta ha ridotto il numero di galline allevate o ha cambiato attività. «La terra costa, e costano anche i nuovi sistemi», ha spiegato Brooks, che ha poi aggiunto che è anche difficile per i nuovi agricoltori ottenere i permessi necessari per avviare le loro attività.

Brooks ha aggiunto che ora il numero di galline dovrebbe iniziare a risalire, ma che perché una gallina inizi a produrre uova le ci vogliono almeno cinque mesi di vita e che quindi servirà un po’ di pazienza. In più, Brooks teme che problemi simili possano verificarsi anche nei prossimi anni, perché le regole su come allevare le galline si faranno sempre più stringenti e, allo stesso tempo, il numero di uova consumate all’anno potrebbe aumentare. Ma bisognerà vedere se la maggior parte dei neozelandesi sarà disposta a pagare un prezzo un po’ più alto per mangiare uova che saranno ottenute da allevamenti più spaziosi, e quindi più cari.

Secondo gli ultimi dati disponibili in Nuova Zelanda ci sono circa 165 allevamenti di galline e nel dicembre 2018 circa il 45 per cento delle galline faceva le uova in gabbie tradizionali (quelle che saranno vietate dal 2022), il 25 per cento viveva nelle cosiddette colonie e il restante 30 per cento viveva in allevamenti a terra o all’aperto. Secondo i dati dell’Egg Producers Federation, le vendite di uova fanno guadagnare 286 milioni di dollari neozelandesi, pari a circa 170 milioni di euro. L’85 per cento delle uova è venduto direttamente con il guscio, il restante 15 per cento viene venduto a aziende che ci fanno dolci e altri prodotti alimentari. Le prime galline arrivarono in Nuova Zelanda nel 1773: ce le portò l’esploratore britannico James Cook.