• Mondo
  • venerdì 19 aprile 2019

Le proteste del gruppo ambientalista “Extinction Rebellion”

Vanno avanti da cinque giorni in diverse città di tutto il mondo ma le più grandi sono state a Londra, dove i manifestanti promettono di continuare a protestare per altre due settimane

Due manifestanti che si erano seduti sul tetto di un treno di Londra per non farlo partire vengono arrestati dalla polizia, il 17 aprile (Leon Neal/Getty Images)

Da cinque giorni consecutivi sono in corso grandi proteste in diverse città di tutto il mondo organizzate dal gruppo ambientalista Extinction Rebellion per sensibilizzare i governi sul tema del cambiamento climatico. Le manifestazioni maggiori sono avvenute a Londra, nel Regno Unito, dove negli scorsi giorni la polizia ha arrestato più di 500 persone. Il gruppo è un movimento non violento di disobbedienza civile fondato nel 2018 e in questi giorni gli attivisti hanno organizzato proteste molto appariscenti, bloccando il traffico in alcune delle zone più trafficate di Londra, e incollandosi – letteralmente – prima ai vagoni della metro della stazione di Canary Wharf e poi alla recinzione dell’abitazione del leader dei Laburisti Jeremy Corbyn. Le azioni del gruppo, inoltre, si contraddistinguono perché gli attivisti si fanno arrestare volontariamente, senza opporre resistenza.

Il gruppo si descrive come una rete apolitica internazionale che attraverso azioni non violente mira a convincere i governi a prendere provvedimenti per l’emergenza climatica. Extinction Rebellion dice sul suo sito di avere tre richieste per il governo britannico: che dichiari il cambiamento climatico un’emergenza nazionale, che faccia qualcosa per fermare la perdita di biodiversità, riducendo le emissioni di gas serra a zero entro il 2025, e che crei un’assemblea di cittadini per monitorare i progressi. Il gruppo ha intenzione di continuare a protestare per altre due settimane, e «forse anche di più, nel caso in cui ci siano abbastanza manifestanti e se il governo non dovesse rispondere», ha detto Jayne Forbes, portavoce del gruppo.

Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha detto di essere molto preoccupato per eventuali nuove proteste ma ha anche aggiunto di sostenere «pienamente il diritto dei manifestanti di protestare su una questione vitale come questa e esorto gli organizzatori a collaborare con la polizia per garantire che le proteste siano pacifiche e lecite e che i disagi siano ridotti al minimo». La polizia ha annunciato di aver aumentato il numero di agenti al lavoro a Londra nei prossimi giorni in vista di altre manifestazioni di protesta da parte di Extinction Rebellion, e anche l’aeroporto di Heathrow ha detto che sta collaborando con la polizia in seguito alle minacce dei manifestanti di bloccare i voli nel weekend di Pasqua.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.