• Italia
  • mercoledì 17 aprile 2019

L’ingarbugliata questione tra Air Italy e Alitalia per i voli dalla Sardegna

Le due compagnie sono da mesi in competizione per i voli tra Olbia, Roma e Milano, e ora sono a rischio molte prenotazioni e centinaia di posti di lavoro

ANSA/TELENEWS

Da diversi mesi Alitalia e Air Italy, la vecchia Meridiana, sono in competizione per i voli da e verso la Sardegna, in particolare quelli che riguardano l’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, nel nord dell’isola. In questi giorni la competizione si è risolta – almeno per ora – a favore di Alitalia, e la cosa ha due principali conseguenze. La prima è che da oggi e per alcune settimane centinaia di passeggeri rischiano di restare a terra. La seconda è che il lavoro di alcune centinaia di dipendenti di Air Italy è a rischio.

La competizione tra Alitalia e Air Italy ha a che fare con il nuovo regime di continuità territoriale, che è entrato in vigore oggi e che dovrebbe durare tre anni. In poche parole, la continuità territoriale è l’insieme degli strumenti legislativi con cui lo Stato aiuta le compagnie aeree affinché certe categorie di viaggiatori abbiano tariffe agevolate per i loro viaggi da e per un territorio: in questo caso la Sardegna, che fa parte dell’Italia ma è piuttosto distante dalla penisola. Le tariffe agevolate sono possibili grazie a soldi pubblici destinati tramite appalto a una o più compagnie aeree. La Sardegna ha tre aeroporti principali: Cagliari, Alghero e Olbia. La continuità territoriale riguarda i voli che collegano questi tre aeroporti con Roma Fiumicino e Milano Linate.

L’aeroporto di Olbia è quello al centro di questa storia. I dati dell’Enac, l’ente nazionale di aviazione civile, dicono che nel 2018 dall’aeroporto di Olbia sono passati quasi tre milioni di passeggeri, il 70 per cento in più rispetto al 2008. L’aeroporto è particolarmente importante soprattutto d’estate, quando ci passano i tanti turisti che poi vanno in Costa Smeralda. Nell’aeroporto di Olbia c’è anche la sede di Air Italy: la compagnia, che fino a un anno fa era nota come Meridiana, è infatti controllata al 51 per cento da AliSarda e al 49 per cento da Qatar Airways. Tutto questo per dire che l’aeroporto di Olbia è molto importante, in particolare per Air Italy. Eppure, come ha scritto la Stampa, «il più ricco appalto pubblico italiano per i collegamenti aerei si è ingarbugliato molto più del previsto» e da oggi Air Italy sta provando a riprogrammare i viaggi di tutti i passeggeri che avevano prenotato voli con partenza o arrivo da Olbia.

La storia è questa. A gennaio la Sardegna dichiarò che il bando per la continuità territoriale relativo ai tre aeroporti sardi se lo era aggiudicato Alitalia. La società – che è in amministrazione straordinaria dal 2017 – aveva garantito di poter far risparmiare allo Stato più soldi rispetto ad Air Italy. Le rotte furono però assegnate ad Alitalia in forma provvisoria, perché altre compagnie aeree potevano scegliere di presentare entro l’8 aprile offerte per operare su quelle tratte «senza compensazione economica», cioè senza aiuto dallo Stato. Non avere compensazione economica vuol dire continuare a dover garantire tariffe calmierate per certi passeggeri (in virtù della continuità territoriale) ma farlo a proprie spese.

È quello che il 12 marzo aveva deciso di fare Air Italy, che – solo per l’aeroporto di Olbia – si era offerta di garantire il servizio «senza compensazione economica», a proprie spese. A quel punto, vedendosi superata da una compagnia concorrente, Alitalia aveva deciso – poche ore prima della scadenza dell’8 aprile – di pareggiare l’offerta di Air Italy, e «accettare gli oneri di servizio pubblico per volare sulle due rotte Olbia-Roma Fiumicino, e viceversa, e Olbia-Milano Linate, e viceversa, senza compensazione finanziaria dal 17 aprile», cioè da oggi, giorno di inizio del nuovo regime di continuità territoriale. Alitalia aveva detto di averlo fatto soprattutto per «tutelare migliaia di passeggeri (54mila, di cui oltre seimila provenienti dall’estero) che hanno già prenotato voli Alitalia con arrivo e partenza su Olbia». In altre parole: per la società era meglio garantire quei voli senza compensazione economica, perché l’alternativa (annullare o riprogrammare quei passeggeri) comportava «conseguenze economiche peggiori rispetto al volare senza compensazione».

Dall’8 aprile, quindi, la situazione è questa: sia Alitalia che Air Italy hanno rinunciato alla compensazione economica, avendo quindi uguali diritti di gestire le rotte che collegano Olbia con Roma e Milano. Il tutto mentre in Sardegna si è da poco insediata una nuova giunta, guidata da Christian Solinas, che ha deciso di dividere a metà le rotte di Olbia: un po’ ad Alitalia e un po’ ad Air Italy.

Il 12 aprile Air Italy ha detto allora di volersi ritirare, perché non ritiene sostenibile operare a Olbia senza compensazioni e, per di più, in concorrenza con Alitalia. Il problema, come abbiamo visto, è che Olbia è l’aeroporto in cui Air Italy ha sede e in quell’area vivono molti suoi dipendenti. Air Italy aveva spiegato di trovarsi «in una situazione di inaccettabile svantaggio competitivo, avendo Alitalia già venduto migliaia di biglietti per la stagione estiva, iniziando le vendite prima dell’aggiudicazione definitiva (della gara per la continuità, ndr) e continuando a vendere anche dopo la dichiarazione del 12 marzo, con cui Air Italy accettava di operare senza compensazione».

Dal 12 aprile ci sono stati incontri e mediazioni tra i rappresentanti delle due compagnie aeree, la regione Sardegna e il ministero dei Trasporti, nel tentativo di trovare una soluzione, anche temporanea: alcuni giornali hanno ipotizzato l’affidamento a una compagnia dei voli Olbia-Milano (e viceversa) e all’altra di quelli Olbia-Roma (e viceversa). Ma ieri Air Italy ha di nuovo rifiutato definendo la proposta «inaccettabile» e «insostenibile». In un comunicato, la società ha spiegato:

Come conseguenza di quanto sopra, Air Italy dovrà ora rinunciare alle rotte in favore di Alitalia – una compagnia aerea in amministrazione straordinaria che beneficia di un prestito ponte del valore di 900 milioni di euro a carico dei contribuenti.

Oggi, quale conseguenza di questa situazione, centinaia di dipendenti di Air Italy, migliaia di famiglie a Olbia e decine se non centinaia di migliaia di viaggiatori, si trovano nella più totale incertezza derivante da questa farsesca situazione.

Air Italy sta provando a riprogrammare i passeggeri che avevano prenotato voli verso e da Olbia e sta provando a capire come gestire il problema dei circa 500 dipendenti che vivono nell’area di Olbia. Ma è una situazione in divenire, anche perché nel frattempo ci sono stati problemi anche per gli altri aeroporti sardi le cui rotte sono state assegnate nel bando sulla continuità territoriale. Come ha spiegato Il Sole 24 Ore, alcuni giorni fa, dopo un «confronto con l’Unione Europea», è stata «annullata la nuova continuità territoriale dagli scali di Cagliari e Alghero per i quali viene prorogata quella attualmente in vigore». Una cosa che non è piaciuta ad Air Italy, che ha fatto sapere:

Estendendo la vecchia continuità per Cagliari e Alghero, e non per Olbia, si crea uno squilibrio ridicolo, in particolare rispetto alla diversa politica tariffaria: dal 17 aprile ci sarà la tariffa unica su Alghero, mentre su Olbia varrà dal doppio al triplo della tariffa residenti. Alitalia sarà sia ad Alghero, sia ad Olbia, potrà servire sia i passeggeri con alta capacità di spesa su Olbia e indirizzare – in alternativa – gli altri su Alghero.

Oggi, mercoledì 17 aprile, è previsto un nuovo incontro tra regione, ministero, Air Italy e Alitalia. Ma intanto la maggior parte dei voli Air Italy dalla Sardegna verso Roma e Milano sono stati cancellati e non è possibile prenotarne per i prossimi giorni.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.