Milizie armate libiche sostenitrici del governo di Fayez al Serraj, in una base di Zawiya, a ovest di Tripoli, il 5 aprile 2019 (Mahmud TURKIA / AFP)
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  • sabato 6 Aprile 2019

Le truppe di Haftar sono arrivate vicino a Tripoli

Si stanno scontrando vicino all'ex aeroporto della città con le forze fedeli al governo di al Serraj, che hanno risposto, tra le altre cose, con alcuni attacchi aerei

Milizie armate libiche sostenitrici del governo di Fayez al Serraj, in una base di Zawiya, a ovest di Tripoli, il 5 aprile 2019 (Mahmud TURKIA / AFP)

In Libia le truppe guidate dal maresciallo Khalifa Haftar sono arrivate vicino a Tripoli, capitale del paese e sede del governo riconosciuto dalle Nazioni Unite e dall’Italia, guidato da Fayez al Serraj: venerdì è cominciato uno scontro armato dove sorgeva l’aeroporto internazionale della città, distrutto nel 2014. Ieri sera le Forze armate libiche (LNA), il gruppo armato di Haftar, avevano detto di avere il controllo sulla zona, ma i combattimenti stanno proseguendo, nonostante il Consiglio di Sicurezza dell’ONU abbia chiesto ad Haftar di fermare le sue operazioni militari. Oggi le forze armate sostenitrici del governo di Serraj hanno risposto all’avanzata dell’LNA con alcuni attacchi aerei nella regione di el Azizia, nel nord-ovest del paese, partiti da Misurata.

L’avanzata delle LNA verso Tripoli era cominciata giovedì: il 14 aprile è in programma una conferenza sul futuro della Libia da tenersi a Ghadames, nel sud-ovest del paese, e secondo gli esperti Haftar vorrebbe presentarsi alla conferenza in una posizione di forza.

Spostandosi verso Tripoli, nel nord-ovest del paese, arrivando sia da sud che da ovest, le LNA non hanno incontrato molta resistenza. Si pensa che Haftar abbia fatto accordi con gruppi, fazioni e milizie di vario tipo che controllano diverse città in modo da non arrivare a scontri violenti. A Tripoli però le cose potrebbero andare diversamente, come hanno dimostrato i primi scontri. Serraj ha detto di essere pronto a usare la forza per difendere la città e le persone che ci abitano «dai terroristi, dai gruppi criminali e da coloro che operano al di fuori della legittimità».

L’attuale situazione della Libia – con un governo riconosciuto dalla comunità internazionale nella zona più popolosa, quella di Tripoli appunto, ma con un gran pezzo di paese guidato da Haftar – è una conseguenza della deposizione, nel 2011, di Muammar Gheddafi. Negli ultimi mesi c’erano stati vari tentativi di mediazione tra Serraj e Haftar (un generale inizialmente fedele a Gheddafi, poi da lui esiliato), compresa la conferenza di Palermo organizzata nel novembre 2018 dall’Italia.

Per via dell’avanzata dell’LNA l’Eni ha deciso di evacuare il suo personale presente in Libia: a Tripoli, nel giacimento di Wafa in Tripolitania e in quello di El Feel, nel sud del paese.