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  • giovedì 21 marzo 2019

Ai due Boeing caduti mancavano alcuni sistemi di sicurezza

Perché la società li vendeva come extra: ora potrebbero essere inseriti nella dotazione standard dei Boeing 737 Max

Boeing 737 MAX 8 fermi a Calgary, Alberta, Canada (Larry MacDougal via AP)

I due Boeing 737 Max 8 caduti negli ultimi cinque mesi (il primo in Indonesia, il secondo in Etiopia) non avevano due sistemi di sicurezza per i quali la società produttrice chiedeva un pagamento aggiuntivo. Chiedere denaro per dei servizi extra è una pratica diffusa in quasi tutte le industrie, compresa quella aeronautica. In genere queste opzioni riguardano migliorie estetiche, come poltrone più comode o luci soffuse, a volte però coinvolgono apparecchiature di navigazione o di sicurezza. Circola l’ipotesi per cui questi sistemi avrebbero potuto contribuire a evitare i due incidenti, in cui sono morte più di trecento persone, e in futuro potrebbero diventare una dotazione standard del Boeing 737 Max.

Non è ancora definitivamente chiaro cosa abbia causato i due incidenti, ma parte della responsabilità potrebbe essere di un nuovo sistema di sicurezza installato sui Boeing 737 Max 8. Il sistema ha il compito di correggere l’assetto dell’aereo nel caso in cui il muso punti troppo in alto, abbassandolo. Secondo le ipotesi al momento più diffuse, i due disastri potrebbero essere stati causati dall’errore di un sensore che ha attivato il meccanismo, abbassando il muso dell’aereo e portandolo così a schiantarsi al suolo.

Se fossero stati installati i sistemi di sicurezza extra, ha scritto il New York Times, avrebbero potuto contribuire ad evitare i due disastri. Uno dei due infatti è una luce di allarme che si accende quando i sensori forniscono risultati contrastanti; l’altro serve a indicare i valori rilevati dal sensore, che potrebbero essere notati dal pilota nel caso fossero sballati. Secondo fonti interpellate dal giornale, il primo sistema di sicurezza sarà reso una componente standard di tutti i Boeing 737 Max 8 in un tentativo di far ripartire la flotta, attualmente bloccata in tutto il mondo nel timore di nuovi incidenti.