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  • martedì 19 marzo 2019

Un miliardario ceco vuole comprare Le Monde

Ma ci sono molte preoccupazioni e manovre interne per ostacolarlo

(David Ramos/Getty Images)

Un articolo sul Financial Times racconta l’ultima fase dei negoziati per impedire al miliardario ceco Daniel Kretinsky di diventare azionista di maggioranza del gruppo editoriale che possiede uno dei più importanti quotidiani francesi, Le Monde.

In Francia si parla molto e da tempo di Daniel Kretinsky, per via dei suoi importanti investimenti nel paese nel settore dei media. Lo scorso ottobre aveva acquisito dal banchiere Mathieu Pigasse il 49 per cento delle quote di Le Nouveau Monde, la società attraverso cui detiene una partecipazione, insieme ad altri, di Le Monde Libre, altra società che a sua volta è l’azionista di maggioranza (75 per cento) dell’editrice della testata francese Le Monde (SEM). Il restante 25 per cento di SEM è controllato da un “polo” indipendente formato da giornalisti, dipendenti e lettori, creato dopo il 2010 in seguito a una crisi del giornale.

Kretinsky, 43 anni, avvocato, è proprietario del gruppo EPH (Energetický a průmyslový holding, società ceca attiva nel settore energetico) che è a sua volta legata a un fondo di investimenti slovacco. Kretinsky possiede poi, tra le altre cose, il 49 per cento di Eustream, il principale gasdotto che parte dalla Russia e che attraverso l’Ucraina arriva in Slovacchia. Dal 2010 circa ha iniziato a investire nei media: in Repubblica Ceca (arrivando a controllare le maggiori testate nazionali del paese), in Svizzera e poi in Francia, dove ha acquistato il settimanale Marianne e alcune testate del gruppo Lagardère, come Elle, il sito Elle en France, Télé 7 Jours, France Dimanche, Ici Paris. In un’intervista a Le Figaro ha spiegato che investire nell’informazione è per lui «una decisione da cittadino. L’ondata di populismo e nazionalismo in Europa è in parte il risultato dell’indebolimento economico delle testate».

I giornali francesi, ricostruendone carriera e affari, hanno ricordato però che Kretinsky ha avuto diversi legami con politici populisti dell’est Europa o con uomini a loro molto vicini, e che dopo aver acquistato Marianne ha chiamato come direttrice un’opinionista piuttosto controversa, Natacha Polony, che in un editoriale di Le Monde viene definita «sovranista». Intervistato sul Financial Times, François Godard, analista europeo dei media e delle telecomunicazioni, ha detto di essere «molto diffidente nei confronti di un miliardario straniero che cerca di entrare nell’establishment occidentale attraverso la proprietà dei media, specialmente attraverso un giornale come Le Monde, che definisce il tono e l’agenda delle notizie in Francia e altrove».

La notizia dell’entrata di Kretinsky in Le Nouvel Monde era stata comunicata il 25 ottobre scorso durante una riunione alla quale erano presenti Xavier Niel (altro azionista del gruppo), i rappresentanti del “polo” indipendente, il direttore del giornale Jérôme Fenoglio e Louis Dreyfus, amministratore delegato del gruppo. Durante quella riunione Pigasse e Niel avevano promesso che qualsiasi cambio di controllo all’interno di Le Monde Libre sarebbe dovuto passare da un loro accordo preventivo che avrebbe coinvolto anche il “polo”. Era stato stabilito, pertanto, che ciascuna di queste tre parti avrebbe avuto una qualche forma di potere di veto: a quanto scrive il Financial Times si sta lavorando affinché questo accordo si concretizzi. Alcune persone vicine a Pigasse dicono che il banchiere non prevede di vendere l’altro 51 per cento della società, ma anche che Kretinsky non ha mai negato di voler acquistare il 100 per cento del capitale.

I negoziati sul futuro di Le Monde si stanno svolgendo proprio mentre il giornale ha risollevato la propria situazione dopo il rischio di fallimento del 2010 (il numero di abbonati è aumentato di cinque volte dal 2010, e nel 2017 il giornale ha registrato degli utili). Dreyfus ha detto: «La principale risorsa di Le Monde è la sua indipendenza editoriale e noi vivremo o moriremo per proteggerla».

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