• Media
  • Venerdì 17 aprile 2026

Wired Italia chiuderà

Condé Nast dice che l'edizione locale della famosa testata di tecnologia non era più redditizia

La copertina dell'ultimo numero di Wired Italia
La copertina dell'ultimo numero di Wired Italia (Wired Italia)
Caricamento player

L’azienda editoriale americana Condé Nast, che pubblica tra gli altri Vogue, Vanity Fair e il New Yorker, ha comunicato la chiusura della versione italiana di Wired, tra le più conosciute e rispettate riviste di tecnologia, cultura digitale e innovazioni.

L’amministratore delegato di Condé Nast, Roger Lynch, ha riassunto in una nota la riorganizzazione globale che oltre a Wired Italia comprende anche le riviste Self e Glamour. Lynch dice che queste tre riviste non sono redditizie perché rappresentano poco più dell’1 per cento del fatturato totale del gruppo e continuare a gestirle come fatto finora limita la capacità di Condé Nast di investire. «Per Wired in Italia stiamo pianificando di cessare le pubblicazioni», ha scritto Lynch. «Sebbene Wired rimanga un marchio globale forte, l’edizione italiana non ha tenuto il passo con la crescita degli altri nostri mercati, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Medio Oriente, Giappone e Messico».

La versione italiana di Wired esisteva dal marzo del 2009, con un sito internet e una rivista inizialmente pubblicata a cadenza mensile, ridotta negli ultimi dieci anni a un’uscita ogni tre mesi. Il primo direttore in Italia fu Riccardo Luna che, dopo aver costruito il progetto italiano, mantenne l’incarico fino all’estate del 2011 quando Condé Nast affidò la direzione a Carlo Antonelli, a sua volta sostituito da Massimo Russo nel luglio 2013. Dal giugno del 2015 al dicembre del 2024 il direttore è stato Federico Ferrazza, negli ultimi due anni Luca Zorloni.

Nel 2015 la redazione era già stata dimezzata, da 12 a 6 giornalisti, sempre per la necessità di ridurre i costi e rimettere in ordine i conti: anche all’epoca le pubblicazioni erano state interrotte prima di riprendere a cadenza trimestrale dopo la riorganizzazione della redazione. Oggi la redazione è composta dal direttore, da tre giornalisti, cinque grafici, tre collaboratori fissi e molti giornalisti collaboratori occasionali.

Fonti di Condé Nast Italia che hanno chiesto di rimanere anonime hanno detto che l’azienda ha comunicato la chiusura alla redazione dieci minuti prima di pubblicare il comunicato online. Sostengono inoltre che i dati citati dall’azienda non abbiano fondamento e che nelle ultime settimane non ci fosse stata nessuna avvisaglia di possibili ridimensionamenti o addirittura rischi di chiusura. L’azienda non ha comunicato quando si interromperanno le pubblicazioni né come intende gestire l’eventuale uscita o il ricollocamento dei giornalisti e dei grafici: per ora rallenterà la frequenza di pubblicazione degli articoli sul sito internet, ma non è ancora chiaro da quando non sarà più aggiornato.

Oltre al sito e alla rivista, negli ultimi anni Wired Italia ha organizzato diversi festival come il Wired Next Fest. Lynch ha detto che Wired continuerà a organizzare eventi in Europa, gestiti dal Regno Unito, ma anche in questo caso non è ancora chiaro come.