Nel 2019 avremo ancora l’ora legale

La commissione per i trasporti del Parlamento Europeo ha votato una mozione per rinviare la discussione al 2020, e i tempi potrebbero allungarsi ancora

(AP Photo/Charles Krupa)

Il Consiglio dell’Unione Europea non ha raggiunto un accordo sulla riforma dell’ora legale e, secondo un documento redatto sotto la presidenza austriaca e ottenuto in esclusiva da Politico, i ministri europei vogliono chiedere alla Commissione Europea di rinviare tutto al 2021 (quindi di fatto alla prossima legislatura europea, che potrebbe anche decidere di accantonare la proposta).

A cavallo fra il luglio e l’agosto del 2018, 4,6 milioni di persone – in gran parte cittadini tedeschi – avevano partecipato a un sondaggio pubblico della Commissione sull’efficacia del passaggio annuale all’ora legale, la convenzione per cui durante l’estate l’orario di tutta l’Europa viene spostato un’ora avanti, per sfruttare al meglio le ore di luce nell’arco della giornata: l’84 per cento dei partecipanti aveva chiesto che il passaggio annuale all’ora legale venisse abolito. La Commissione aveva appoggiato i risultati della consultazione e chiesto che venisse abolito il passaggio all’ora legale già entro il 2019. La proposta quindi era stata sottoposta a Parlamento e Consiglio.

Per ragioni geografiche gli stati del Sud Europa, come l’Italia, ottengono benefici superiori agli altri dall’ora legale. Dato che si trovano a circa metà strada fra Polo Nord ed Equatore, la durata delle giornate non varia moltissimo fra estate e inverno. Lo spostamento in avanti di un’ora, quindi, rende sì le giornate più lunghe, ma non in modo tale da avere luce a tarda sera. Nei paesi del Nord Europa, invece, le giornate estive sono di per sé molto dilatate, visto che si trovano più vicini al Polo Nord: l’ora legale accentua un fenomeno già presente (e porta risparmi energetici molto ridotti).

Tecnicamente i paesi europei hanno tempo fino ad aprile per decidere cosa fare, ma nel documento ottenuto da Politico si legge che al momento non ci sono prove conclusive che affermino i benefici di un’abolizione del passaggio da ora solare a legale e viceversa due volte l’anno.

Il 4 marzo la commissione per i trasporti del Parlamento Europeo aveva approvato una mozione in cui chiedeva di prolungare il termine per la scelta degli stati, che potranno decidere quale orario adottare, se l’ora legale o l’ora solare, entro l’aprile dell’anno prossimo, nel 2020, e di fissare l’ultimo cambio d’ora per il marzo 2021. Ora sta ai ministri europei decidere cosa fare, ma secondo Politico diversi paesi europei stanno organizzando delle consultazioni popolari per decidere se mantenere l’ora legale o quella solare tutto l’anno, e sembra decisamente improbabile che le cose cambino già quest’anno come in origine chiedeva la Commissione.

Intanto, Euronews ha raccolto le preoccupazioni delle compagnie aeree che temono i futuri sviluppi di questa riforma: «le nuove regole europee sul cambio d’ora», infatti, «incideranno sulla pianificazione della rotta, sull’organizzazione dell’equipaggio e dei vettori che operano in Europa» scrive Euronews. Senza una sincronizzazione tra tutti i paesi europei si avrebbe una grandissima confusione, con il rischio che su un volo anche breve da Amsterdam a Strasburgo sia necessario cambiare due o tre volte l’orario di riferimento.