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  • martedì 5 marzo 2019

Dove’è finito Mauro Icardi

Il più forte giocatore dell'Inter non gioca da quando non è più il capitano della squadra, dicendosi infortunato tra molti dubbi, e nella fase cruciale della stagione

Mauro Icardi in Parma-Inter (Getty Images)

Stando alle ultime voci raccontate dai giornali sportivi, il centravanti argentino Mauro Icardi non sarà tra i convocati dall’Inter per la partita di andata degli ottavi di finale di Europa League che giocherà giovedì sera a Francoforte. Tra campionato e coppa sarà la sesta partita dell’Inter senza il suo ex capitano, e quindi anche senza un vero centravanti. Icardi era infatti l’unico giocatore a disposizione in quel ruolo. Fra gli attaccanti in squadra non ci sono veri e propri centravanti come lui: il giocatore che lo sta rimpiazzando, Lautaro Martinez, ha caratteristiche diverse e deve in qualche modo adattarsi alla posizione. Per quanto talentuoso sia Martinez, una squadra che da due anni basa il suo gioco sulle finalizzazioni di Icardi, ora che ne è senza fa inevitabilmente fatica a segnare, come è stato evidente nella sconfitta di campionato subita a Cagliari venerdì scorso.

A eccezione del primo incontro saltato, quello in coppa contro il Rapid Vienna, quando non rispose alla convocazione di Spalletti poco dopo aver saputo di non essere più il capitano, da metà febbraio ufficialmente Icardi è infortunato: soffrirebbe di un’infiammazione al ginocchio con cui è alle prese da inizio stagione e che di recente si sarebbe intensificata. Ci sono tuttavia delle ragioni valide per dubitarne. La prima è un comunicato ufficiale pubblicato lo scorso 20 febbraio nel quale l’Inter aveva chiarito che “gli accertamenti medici effettuati da Icardi non avevano evidenziato variazioni significative rispetto agli esami eseguiti prima dell’inizio della stagione sportiva in corso”. In quei giorni il nuovo amministratore delegato della società, Giuseppe Marotta, aveva però dichiarato che la società era tenuta a credere al giocatore.

Prima di Marotta, il direttore sportivo Piero Ausilio, parlando della scelta di togliergli la fascia di capitano, aveva detto: «Ci sono motivi seri e validi alla base della nostra decisione, non c’è nulla da spiegare. Mauro per noi resta importante, ha ancora tanto da dare all’Inter». Dopo la deludente sconfitta di Cagliari, Luciano Spalletti è stato abbastanza chiaro nel dire di avere ancora bisogno di Icardi e di ritenere il ritorno in squadra l’unica scelta a disposizione del giocatore per risolvere la situazione, facendo quindi capire che l’infiammazione al ginocchio non gli impedirebbe di giocare.

Dopo le indiscrezioni sull’assenza dai convocati per la trasferta in Germania, la Gazzetta dello Sport oggi scrive che “l’Inter si è quasi rassegnata a dover fare a meno del giocatore per tutto il resto della stagione”. Icardi ha sospeso anche la partecipazione agli eventi degli sponsor: stasera avrebbe dovuto essere alla presentazione della maglia celebrativa dei vent’anni di partnership tra Nike e Inter, ma la sua presenza è stata annullata.

Icardi e con la moglie e agente Wanda Nara in tribuna a San Siro per Inter-Sampdoria (Getty Images)

Se questo dovesse essere confermato, per l’Inter la stagione si complicherebbe. Negli ultimi due mesi, anche con Icardi in campo, le prestazioni della squadra sono state spesso deludenti e hanno causato l’eliminazione dalla Coppa Italia e la perdita del buon vantaggio accumulato in classifica (8 punti), culminato con il sorpasso del Milan al terzo posto nell’ultima giornata. La qualificazione alla Champions League – l’obiettivo minimo stagionale – è tutt’altro che scontata, mentre in coppa l’Eintracht Francoforte è un avversario ostico che nella fase a gironi ha rifilato sei gol in due partite alla Lazio. Un piccolo aiuto a Spalletti sarà dato dal rientro dall’infortunio di Keita Baldé, uno degli attaccanti in grado di giocare come centravanti, il cui ruolo naturale è però quello di esterno. Resta il fatto che l’anno scorso i 29 gol segnati da Icardi furono fondamentali per il ritorno in Champions League, e ora mancano.