(AP Photo)

Il più famoso e disastroso concerto dei Doors

Cinquant'anni fa a Miami ci furono un agnello sul palco, Jim Morrison ubriaco e mezzo nudo, e la polizia che interruppe tutto dopo un'ora

(AP Photo)

Nel luogo dove oggi ha sede il municipio della città di Miami, in Florida, sorgeva fino a qualche anno fa un grande auditorium ricavato da un hangar e trasformato nei primi anni Cinquanta in una sede per eventi e concerti. L’auditorium si chiamava Dinner Key e poteva ospitare circa seimila persone, tuttavia il primo marzo 1969 ne ospitò quasi il doppio, con altre migliaia di persone rimaste fuori: erano lì per assistere a quello che sarebbe dovuto essere un concerto dei Doors, ma che si tramutò in quello che venne poi definito come “Miami incident”.

Nel 1969 i Doors erano già celebri: avevano pubblicato tre dischi che contenevano alcune delle loro canzoni più famose, come “Light My Fire” e “People Are Strange”, e avevano ricevuto anche dei premi. In quel periodo, però, la band stava passando un momento difficile, dovuto in parte al problema con l’alcol del leader e cantante Jim Morrison. Il concerto in programma a Miami andò male sin dalla sua preparazione: Morrison non prese mai l’aereo che avrebbe dovuto portarlo a Miami insieme agli altri in tempo per le prove, a causa di un litigio con la fidanzata, e perse anche un altro successivo aereo attardandosi al bar dell’aeroporto. Arrivò a Miami venti minuti dopo l’orario previsto per l’inizio del concerto, ubriaco.

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Gepostet von The Doors am Montag, 2. März 2015

Poco dopo l’inizio del concerto, Morrison cominciò a rivolgersi al pubblico a tratti insultando le persone presenti, chiamandole «mucchio di idioti del cazzo», in parte incitandole ad amare il prossimo. Nel frattempo prese il cappello dalla testa di un poliziotto che era lì vicino e lo lanciò sulla folla, e non fu la cosa più strana successa quella sera: a un certo punto qualcuno portò sul palco un agnello, che Morrison prese in braccio scherzando sul fatto che l’animale fosse troppo giovane per farci sesso. Poi Morrison cominciò a spogliarsi e invitò il pubblico a fare lo stesso. Chiese chi tra i presenti volesse vedere i suoi genitali, ma non è chiaro se alla fine si tolse anche i pantaloni oltre alla camicia. In ogni caso, in pochi istanti la situazione degenerò e intervenne la polizia, ponendo fine al concerto che in totale durò a malapena un’ora.

Sembra che il comportamento di Morrison durante il concerto di Miami fosse stato influenzato, oltre che dall’alcol, anche da uno spettacolo di teatro sperimentale che aveva visto la settimana precedente a Los Angeles. Lo spettacolo cercava di trasmettere un messaggio politico “rivoluzionario”, secondo cui il cambiamento può avvenire solamente tramite il rifiuto di ogni regola e convenzione.

Jim Morrison with a lamb in his arms at the Infamous Miami Concert. March 1, 1969 from OldSchoolCool

Non era la prima volta che Morrison causava disordini su un palco. Nel 1967, infatti, Morrison era stato arrestato durante un concerto a New Haven, in Connecticut. Nel documentario When You’re Strange — che parla molto anche dei fatti di Miami — si racconta che poco prima di quel concerto, nel backstage, Morrison stava baciando una ragazza. I due furono visti da un poliziotto che ordinò loro di andarsene, probabilmente non riconoscendo Morrison, il quale gli rispose male un paio di volte prima che il poliziotto reagisse spruzzandogli uno spray urticante in faccia. Dopo tutto questo, Morrison salì sul palco e raccontò l’accaduto alla folla, ma venne subito circondato da altri poliziotti e trascinato via: in questo caso fu rilasciato poco dopo l’arresto.

La smorfia che fece Morrison quando venne portato via dal palco, New Haven, 9 dicembre 1967

Oltre agli eventi di Miami e di New Haven ce ne furono anche altri minori che contribuirono alla fama dei Doors di band trasgressiva, come la volta in cui si esibirono all’Ed Sullivan Show nel 1967: fu chiesto loro di omettere la parola “higher” — che allude all’effetto di stupefacenti — dal testo di “Light My Fire” e loro acconsentirono; poi andarono in onda e Morrison la cantò comunque.

In generale, durante i concerti dei Doors era evidente la differenza tra il comportamento del cantante e quello degli altri componenti della band. A Morrison capitava spesso di salire sul palco in stato alterato: cadeva, si rotolava e si rialzava, dimenandosi e ballando selvaggiamente, il tutto mentre gli altri suonavano composti i loro strumenti. Una volta, ad Amsterdam, Morrison collassò sul palco e Ray Manzarek, il tastierista, continuò a cantare al suo posto.

Dopo il concerto di Miami, alcuni dissero di aver visto Morrison tirarsi giù i pantaloni e mimare il gesto della masturbazione. Tuttavia, nonostante ci siano numerose foto dell’evento, non ce n’è nessuna in cui Morrison mostra i genitali; sia il batterista John Densmore che il tastierista Ray Manzarek inoltre difesero Morrison, parlando di «allucinazione collettiva». Nonostante questo il 6 marzo Morrison fu accusato di atti osceni e esibizionismo e il fatto ebbe una risonanza tale da causare una manifestazione per il decoro e la moralità – la cosiddetta Rally for Decency – a cui parteciparono circa 30mila persone, il 23 marzo all’Orange Bowl di Miami. Il processo che seguì l’accusa non fu lineare e ci furono alcune testimonianze contraddittorie, cosa che comunque non evitò a Morrison la condanna a 6 mesi di carcere e al pagamento di una multa di 500 dollari.

Jim Morrison mentre lascia l’aula di tribunale dove venne emessa la sentenza, Miami, 30 ottobre 1970 (AP Photo)

Nel 2010 Dave Itzkoff del New York Times ha intervistato l’avvocato che assistette Morrison durante il processo, Robert Josefsberg, il quale ha dato la sua versione della storia e del personaggio. Secondo lui Morrison non era affatto il «tossico egoista» che traspare dal film biografico di Oliver Stone, The Doors, anzi, era una persona per bene e con un gran senso dell’umorismo, intelligente e perspicace: durante le tre settimane che passarono insieme lavorando sulle carte del processo, ha raccontato l’avvocato, Morrison capì tutto perfettamente e rimase del tutto sobrio. Ovviamente quello che aveva fatto durante il concerto era stato imbarazzante, ma secondo l’avvocato c’era stata anche una reazione esagerata.

La vicenda giudiziaria successiva ai fatti di Miami non finì con una condanna poiché Morrison fece ricorso. Il processo di appello non si svolse mai: il 3 luglio del 1971 Jim Morrison fu trovato morto nella vasca da bagno del suo appartamento di Parigi, probabilmente a causa di un’overdose di eroina. Il 9 dicembre 2010 gli è stata data la grazia postuma su iniziativa dell’allora governatore della Florida, Charlie Crist.

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