• Scienza
  • martedì 26 febbraio 2019

Questa megattera non dovrebbe essere qui

La sua carcassa è stata trovata su un'isola del Rio delle Amazzoni, a migliaia di chilometri da dove sono ormai migrate le sue compagne

(Bicho D'água)

Una megattera trovata morta su una remota isola del Rio delle Amazzoni, in Brasile, ha sorpreso i ricercatori, che stanno ora cercando di capire quali siano state le cause della sua morte e cosa l’abbia portata a mancare la migrazione stagionale verso l’Antartide. In questo periodo dell’anno, infatti, migliaia di megattere lasciano le acque lungo le coste settentrionali del Brasile, sull’oceano Atlantico, per dirigersi verso sud, in acque più pescose (ora nell’emisfero meridionale è estate).

La carcassa della megattera è stata scoperta da alcuni membri di Bicho D’água, un gruppo dedicato alla tutela e alla conservazione delle specie in Amazzonia. Hanno notato alcuni avvoltoi che volavano in circolo sopra l’isola nel Rio delle Amazzoni e sono andati a vedere che cosa li avesse attirati. Con loro sorpresa, a una quindicina di metri dalla costa, hanno trovato i resti di una relativamente piccola megattera lunga 8 metri e impigliata tra le mangrovie e altra vegetazione. Era morta diversi giorni prima per cause che devono essere ancora accertate.

In questo periodo dell’anno le megattere che vivono nell’emisfero meridionale hanno ormai concluso la migrazione, spostandosi dall’oceano Atlantico centrale alle sue acque meridionali, a oltre 6.500 chilometri di distanza dal gigantesco estuario del Rio delle Amazzoni. Non è quindi chiaro perché la megattera si sia attardata così a lungo in una zona dove non si sarebbe dovuta trovare in questa stagione.

(Bicho D’água)

Dopo il ritrovamento, avvenuto venerdì 22 febbraio, i ricercatori sono tornati nel fine settimana sull’isola, approfittando della bassa marea. Hanno raccolto alcuni campioni dalla megattera e ne hanno analizzato la carcassa. Benché l’animale sia un esemplare non ancora adulto, è comunque troppo grande e pesante per essere trasportato altrove.

Un’ipotesi è che la megattera stesse nuotando in compagnia della madre e che si sia persa, finendo poi imprigionata in una rete da pesca o colpita dallo scafo di una nave di passaggio nella zona. Le correnti avrebbero poi trasportato la carcassa dell’animale, fino all’isola nel Rio delle Amazzoni. Saranno necessarie nuove analisi per confermare queste ipotesi, dicono i ricercatori.

(Bicho D’água)

Ogni anno le megattere intraprendono un lungo viaggio, che le porta a migrare verso i poli. Nell’emisfero sud, la migrazione avviene in questo periodo dell’anno verso l’Antartide, mentre durante l’inverno australe (la nostra estate) questi grandi cetacei tornano verso nord, in tempo per il periodo della riproduzione. I piccolo sono poi accuditi e intraprendono con le madri il lungo viaggio verso sud nell’estate seguente.

Si stima che tra l’Ottocento e il Novecento la caccia alle balene abbia causato la morte di almeno 200mila megattere nell’emisfero australe. Solo negli ultimi decenni, grazie ad alcuni trattati internazionali sulla messa al bando della caccia alle balene e alle attività delle associazioni ambientaliste, la popolazione di megattere è tornata ad aumentare evitando il rischio della loro estinzione. La presenza di numerosi pescherecci, navi commerciali e reti fisse da pesca mettono comunque a rischio la sopravvivenza di molti esemplari di megattera.

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