Theodore E. McCarrick (Robert Franklin/South Bend Tribune via AP, Pool, File)
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  • sabato 16 febbraio 2019

L’ex cardinale McCarrick è stato dimesso dallo stato clericale

Per gli abusi sessuali su minori e seminaristi condotti per decenni: è un provvedimento senza precedenti nei confronti di un membro così alto della Chiesa

Theodore E. McCarrick (Robert Franklin/South Bend Tribune via AP, Pool, File)

Papa Francesco ha ridotto allo stato laicale Theodore E. McCarrick, ex cardinale e arcivescovo di Washington, dopo avere ritenuto credibili le accuse nei suoi confronti per diversi casi di pedofilia. È il primo cardinale a essere dimesso dallo stato clericale per abusi sessuali nella storia moderna della Chiesa. Oltre a perdere gli obblighi connessi ai sacramenti, McCarrick perderà buona parte del sostegno da parte del Vaticano, compreso quello economico.

McCarrick ha 88 anni ed era da tempo al centro di uno dei più grandi scandali sugli abusi sessuali nella Chiesa negli Stati Uniti. Era stato accusato di avere molestato diversi seminaristi e di avere abusato sessualmente di almeno tre minori. La scorsa estate un’inchiesta del New York Times aveva mostrato come McCarrick avesse comprato il silenzio di diverse persone coinvolte nella vicenda negli anni Ottanta, con la compiacenza di alcuni alti prelati statunitensi, che evidentemente erano a conoscenza della situazione.

Nel luglio del 2018, McCarrick aveva presentato le proprie dimissioni a papa Francesco, che lo aveva sospeso dai suoi incarichi. In precedenza era comunque già stato rimosso dalla sua posizione, dopo che una commissione aveva ritenuto credibili le accuse nei suoi confronti da parte di un uomo, che ammise di essere stato molestato circa 50 anni fa quando faceva il chierichetto.

Da mesi papa Francesco aveva ricevuto critiche, anche molto dure, da parte di alcuni membri della Chiesa, per non avere fatto abbastanza nella vicenda legata a McCarrick e più in generale sugli abusi sessuali da parte dei preti nei confronti dei minori. La nuova decisione, insieme ad altre riduzioni allo stato laicale decise alla fine del 2018, mostra come il Papa abbia ora intenzioni più serie e categoriche sul più grande scandalo nella storia recente della Chiesa.

La decisione di ridurre allo stato laicale un ex cardinale sta suscitando molte reazioni, proprio per la mancanza di precedenti significativi. Kurt Martens, docente di diritto canonico presso l’Università Cattolica d’America, ha detto al New York Times: “Ora vedremo che i vescovi saranno trattati come i loro preti. I vescovi e gli ex cardinali non hanno più immunità. La condiscendenza che un tempo era stata mostrata nei loro confronti ora non c’è più”.

Oltre ai provvedimenti della Chiesa, che seguono il diritto canonico, ci sono naturalmente le inchieste giudiziarie. Solo negli Stati Unii dalla scorsa estate sono state avviate 16 indagini per diversi altri casi di presunti abusi sui minori da parte di membri del clero. Il Dipartimento di Giustizia americano ha inoltre intimato alle diocesi di non distruggere i documenti in loro possesso e che, in un modo o nell’altro, potrebbero contenere informazioni sulle segnalazioni degli abusi condotti dai loro membri. Secondo diversi osservatori questa richiesta potrebbe indicare la volontà di avviare un’indagine federale, con obiettivi più ampi e articolati rispetto a quelle avviate a livello statale.

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