I video “ASMR”, spiegati

Per chi vuole capire una volta per tutte quei popolarissimi video di persone che fanno rumori o bisbigliano vicino al microfono

di Nadia Corvino
Un fotogramma della pubblicità del Super Bowl in cui vengono emessi suoni per stimolare l'ASMR (Michelob ULTRA via AP)

Immaginate il suono di tasti premuti sulla tastiera, oppure quello della carta che viene accartocciata, o delle unghie che tamburellano su una bottiglia di vetro; oppure ancora il suono di una voce particolarmente calda che sussurra qualcosa. Se siete tra le persone a cui questi suoni provocano un formicolio, o una sensazione piacevole e di rilassamento, siete tra coloro che provano l'”ASMR”, una particolare risposta sensoriale a stimoli tattili o uditivi. Lo sfruttamento delle sensazioni piacevoli che derivano dall’ascolto di questi suoni è un fenomeno diffuso su Internet ormai da diversi anni: c’è chi ottiene milioni di visualizzazioni con i video in cui li produce, e persone che hanno fatto del sussurrare parole in un microfono un lavoro. Si è tornati a parlarne recentemente dopo la trasmissione, durante l’ultimo Super Bowl, di una pubblicità basata sull’enfatizzazione di suoni che ad alcune persone provocano questo tipo di sensazioni.

Cos’è l’ASMR

La sigla ASMR sta per “Autonomous sensory median response”, ovvero risposta autonoma del mediano sensoriale. L’acronimo indica una sensazione di formicolio percepita sulla nuca o sul collo e che può diffondersi verso la spina dorsale, accompagnata da una sensazione di benessere. L’autrice del canale YouTube più seguito sull’ASMR la definisce come la “pelle d’oca del cervello“. La sigla non è nata in ambito scientifico – anche se ormai è utilizzata in ambito psicologico – ma è stata coniata da Jennifer Allen, la creatrice di un gruppo Facebook dedicato a chi vuole sapere di più sull’ASMR.

Alcuni esempi di suoni usati come stimolo nei video sono i sussurri, il suono di capelli spazzolati e in generale tutti i suoni derivati dal toccare oggetti di materiali diversi. La caratteristica particolare di molti di questi video, soprattutto quelli concentrati sui sussurri, è il loro svilupparsi attorno al tema del “prendersi cura dell’ascoltatore”: chi fa il video sussurra domande personali all’interlocutore, oppure ripete di volersi prendere cura di lui, per amplificare l’effetto rilassante. Alcuni invece ruotano attorno a giochi di ruolo in cui l’interprete nel video interagisce con l’utente fingendo di essere un estetista, un dottore o un parrucchiere e fingendo di applicargli prodotti o trattamenti, con particolare attenzione ai suoni che ne derivano. C’è chi presume che parte della sensazione non derivi dai suoni in sé ma dal loro isolamento tramite l’utilizzo di microfoni professionali e dal senso di intimità che ne deriva.

Quando la sigla ASMR ha guadagnato fama su Internet non c’erano ricerche scientifiche approfondite che riguardassero questa sensazione. Dopo che alcuni psicologi hanno scoperto che questi video venivano utilizzati da alcuni utenti per alleviare patologie fisiche e mentali, hanno deciso di occuparsene.

Da un primo studio esplorativo del 2015 è risultato che chi guarda questi video lo fa principalmente per addormentarsi, rilassarsi e alleviare lo stress, e che ciò che attiva di più l’ASMR sono i sussurri, i riferimenti al prendersi cura di colui che ascolta, i movimenti precisi – come dita che tamburellano – e quelli lenti e ripetitivi. Non tutti i partecipanti erano stimolati dagli stessi suoni, e anche l’intensità della sensazione variava da persona a persona. Da due studi più approfonditi dello scorso anno è emerso inoltre che gli effetti secondari come il rilassamento interessano solo chi prova l’ASMR, e che altri generi di video rilassanti non provocano la stessa sensazione. Gli studi inoltre hanno trovato una correlazione tra l’esperienza dell’ASMR e la diminuzione del battito cardiaco, oltre che l’incremento della conduttività della pelle. Questa correlazione potrebbe essere un primo passo per spiegare il senso di rilassatezza e piacevolezza provato da chi è soggetto all’ASMR.

La diffusione del fenomeno su Internet

I primi video a tema ASMR risalgono al 2010 e da allora la sigla si è diffusa moltissimo, divenendo secondo Google un termine più cercato sia di cioccolato che di caramelle, anche se la maggioranza delle ricerche è finalizzata a capire di cosa si tratti. Oltre ai video su YouTube, oggi esistono un gruppo su Reddit con più di 170mila iscritti, playlist di Spotify e siti di approfondimento. C’è chi si occupa di ASMR anche dal vivo: Whisperlodge è una compagnia che offre per piccoli gruppi un servizio che è una via di mezzo tra una performance teatrale immersiva e un trattamento terapeutico.

YouTube stima che ci siano circa 45 milioni di video a tema ASMR sulla propria piattaforma. Nell’ultimo anno però è nata una controversia sull’aumento di video che hanno i minorenni come protagonisti. Nonostante chi li utilizza sostenga che i video servano solo a provocare rilassamento, c’è chi si chiede se sia giusto che siano dei minori, tramite i video, a provocare questo tipo di stimolazione negli adulti. Il problema riguarda soprattutto la pratica di alcuni utenti di fare richieste particolari agli autori dei video riguardo il tipo di suoni da effettuare o gli oggetti da utilizzare, a volte pagandoli per farlo. Jacob Daniel, un ragazzo minorenne che con il consenso dei genitori pubblica questi video su YouTube, e che ha aperto un sito in cui dà consigli ad altri performer, ha raccontato che i casi di commenti inappropriati arrivati sia a lui che ad altri utenti del suo sito sono numerosi e che a volte sono diventati casi di molestie.