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  • martedì 5 febbraio 2019

Da dove arriva Ghemon, che stasera è a Sanremo

Il rapper avellinese è per la prima volta concorrente al Festival, ma lo scorso anno aveva partecipato come ospite

(© Pamela Rovaris/Pacific Press via ZUMA Wire)

Ghemon è uno dei cantanti che stasera parteciperà al Festival di Sanremo. Nonostante abbia quasi 37 anni questa è la sua prima partecipazione a Sanremo come concorrente, anche se nella scorsa edizione era stato ospite e aveva duettato con Roy Paci e Diodato. Ghemon, che è nato ad Avellino, è autore di 5 dischi, usciti tra il 2007 e il 2017, ma è parte della scena hip-hop campana dal 1995. “Ghemon” è un nome d’arte, dovuto al fatto che il suo personaggio preferito del cartone animato giapponese Lupin III era il samurai Goemon. Il suo vero nome è Giovanni Luca Picariello.

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Dall’annuncio in tv della mia partecipazione a Sanremo il tempo è volato! Nel mio zaino portafortuna di Rick & Morty, ci sono due paia di cuffie: una wireless e una col filo. Non posso sopportare l’idea di staccarmi dalla musica per colpa di una batteria scarica, perciò ne ho sempre una analogica di scorta. Metto qualche playlist o disco per rilassarmi e dormire, specialmente in tour; tengo gli auricolari in viaggio, in camerino, anche mentre mi vesto prima di un concerto, tipo un atleta nel pre-partita. Faccio così dai tempi della scuola. Il mio professore di greco mi pescava sempre ad ascoltare musica e mi diceva: “Gianluca, non ti estraniare!”. Non gli ho dato retta perché ho la testa dura e ho fatto come volevo io in tutto e per tutto. Ah, ho una valigia con un bordello di sneakers, ma questa è un'altra storia.

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Ghemon cominciò a scrivere testi rap nei primi anni Novanta dopo aver scoperto la trasmissione radiofonica Venerdì Rappa di Albertino, su Radio Deejay. Nel 1995 cominciò a fare musica in dialetto e a far parte di un gruppo di graffitari, poi nel 1997 scelse di cantare in italiano fondando insieme a un suo amico il progetto “Sangamaro”. Nel 2002 si trasferì a Roma e si laureò in giurisprudenza: durante questi anni fece il cameriere, il commesso all’agenzia di scommesse SNAI e il portiere in un albergo. Poi dal 2007 arrivarono i primi album e cominciò a farsi conoscere anche attraverso MySpace, il social network ormai quasi dimenticato. Il successo di Ghemon, dunque, è stato lento e frutto di una carriera lunga, quasi interamente circoscritta negli ambienti underground e di “nicchia”. Tra le altre cose, Ghemon è un grande appassionato di sneaker e ha affermato di possederne 500 paia.

Ghemon è definito un rapper ma il suo stile è ibrido e si distanzia molto da quello della scena hip-hop italiana degli ultimi tempi, caratterizzata da un dominio della trap. Ghemon non ha nulla a che vedere con questo genere: non è autocelebrativo, non parla mai di soldi e di donne nei termini in cui lo fanno i “trapper” come Sfera Ebbasta e i suoi testi hanno una complessità e una cura nella costruzione delle rime maggiore. Inoltre, dal punto di vista musicale, i brani di Ghemon sono più vicini al soul e al R’n’B piuttosto che all’hip-hop.