Il capitano del Qatar, Hasan Al Haydos, con la coppa durante la premiazione (ROSLAN RAHMAN/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 1 Febbraio 2019

Il Qatar ha vinto la Coppa d’Asia

Nella finale di Abu Dhabi ha battuto 3-1 il Giappone ottenendo un risultato storico, soprattutto in vista dei Mondiali del 2022

Il capitano del Qatar, Hasan Al Haydos, con la coppa durante la premiazione (ROSLAN RAHMAN/AFP/Getty Images)

La nazionale di calcio del Qatar ha battuto 3-1 il Giappone nella finale di Coppa d’Asia, disputata venerdì sera allo Zayed Sports City Stadium di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Per il Qatar è il primo titolo continentale e anche il più grande risultato ottenuto nella sua storia. La vittoria sul Giappone — una nazionale con molte più vittorie internazionali e una più lunga tradizione calcistica — è stata netta. Dopo mezzora di gioco il Qatar era già in vantaggio di due gol: uno segnato in rovesciata dall’attaccante Almoez Ali, capocannoniere del torneo, e l’altro dal terzino Abdulaziz Hatim. Il Giappone è rientrato in partita solo nel secondo tempo, dopo settanta minuti, con il gol segnato dall’attaccante del Salisburgo Takumi Minamino. A dieci minuti dal termine, però, il Qatar ha chiuso definitivamente la partita segnando un calcio di rigore con il numero dieci Akram Afif.

Il gol in rovesciata di Almoez Ali

La vittoria della nazionale qatariota, allenata dallo spagnolo Felix Sanchez, ex tecnico delle giovanili del Barcellona, è stata meritata per quanto si è visto nel corso del torneo. Nelle sette partite giocate si è distinta per l’organizzazione difensiva — ha subito un solo gol in sette partite — e per la qualità sopra la media dei suoi giocatori offensivi, su tutte quelle di Almoez Ali, autore di nove gol. Almoez è sudanese naturalizzato qatariota e la sua idoneità nazionale per il Qatar — così come quella di un compagno di squadra, iracheno di nascita — è stata contestata nel corso del torneo perché concessa pur non soddisfacendo il requisito minimo di cinque anni di permanenza continua nel paese. Prima della finale, tuttavia, la confederazione asiatica ha stabilito l’invalidità delle accuse. Fra i 23 convocati dal Qatar per questa Coppa d’Asia, dieci erano giocatori naturalizzati nati in paesi africani e medio orientali.

La vittoria della Coppa d’Asia è il più importante risultato ottenuto dall’ambizioso e discusso piano di sviluppo calcistico intrapreso dai sovrani del Qatar negli ultimi quindici anni. La famiglia che governa il paese ha investito nello sport oltre due miliardi di dollari: fra i suoi obiettivi principali c’è quello di presentarsi con una squadra competitiva ai contestati Mondiali che ospiterà nel 2022, ai quali arriva senza averci mai partecipato prima.

Per rendersi meglio conto della portata di questa vittoria, le origini della tradizione calcistica del Qatar risalgono appena agli anni Cinquanta. Nel paese arabo il calcio ci mise poi ancora un ventennio a radicarsi. La federazione calcistica nazionale si iscrisse alla confederazione asiatica nel 1970, acquisendo solo allora il diritto di partecipare alle competizioni continentali. L’esordio in Coppa d’Asia avvenne in Kuwait nel 1980 e il miglior piazzamento ottenuto fino a oggi erano i quarti di finale, raggiunti prima nel 2000 e poi nel 2011. Oltre alla scarsa tradizione, il successo del calcio in Qatar sembrava inevitabilmente ostacolato dalle ridotte dimensioni del paese: poco più di due milioni di abitanti — molti dei quali stranieri — e di conseguenza appena qualche migliaia di calciatori.