La storia di “Ultimo tango a Parigi”, che per tantissimi anni fu vietato in Italia

È uno dei più famosi film di Bernardo Bertolucci, ma nel 1976 una sentenza della Corte di Cassazione italiana decretò la distruzione di tutte le copie

Alle 21.20 di questa sera andrà in onda su Rai 2 Ultimo tango a Parigi, celebre film di Bernardo Bertolucci con Maria Schneider e Marlon Brando, che uscì nel 1972 e che venne sequestrato poco dopo per «esasperato pansessualismo fine a se stesso». Nel 1976 una sentenza della Corte di Cassazione italiana decretò la distruzione di tutte le copie del film. A volere la messa in onda di Ultimo tango a Parigi in prima serata è stato Carlo Freccero, nuovo direttore di Rai 2, che introdurrà il film con un commento.

La versione di Ultimo tango a Parigi che andrà in onda stasera sarà quella restaurata e trasformata in 4K (Ultra HD) dal Centro Sperimentale di Cinematografia nel maggio del 2018, senza censure. I protagonisti del film sono due sconosciuti che, dopo essersi incontrati in un appartamento vuoto a Parigi, iniziano una relazione sessuale senza conoscere le rispettive identità.

A causa del film, Bertolucci passò numerosi guai: tra le altre cose, gli furono privati i diritti civili per cinque anni, per offesa al comune senso del pudore. Molto tempo dopo, inoltre, l’attrice Maria Schneider raccontò di essere stata quasi violentata durante la scena più famosa del film, che la mostrava costretta a subire un rapporto anale.

La vita di Maria Schneider

Nel 1987 Ultimo tango a Parigi venne riabilitato e fu permessa di nuovo la sua proiezione nei cinema e la messa in onda in televisione. Nonostante la censura, in Italia ebbe un grande successo di pubblico: è secondo nella classifica dei film italiani con più spettatori, dopo Guerra e pace.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.