Il primo ministro uscente della Svezia Stefan Löfven, Bruxelles, 17 ottobre 2018 (JOHN THYS/AFP/Getty Images)
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  • giovedì 17 gennaio 2019

Forse domani la Svezia avrà un governo

A quattro mesi dalle elezioni, e dopo complicatissimi negoziati, il primo ministro uscente Stefan Löfven potrebbe essere riconfermato: ma non avrà la maggioranza

Il primo ministro uscente della Svezia Stefan Löfven, Bruxelles, 17 ottobre 2018 (JOHN THYS/AFP/Getty Images)

Lo stallo politico che in Svezia va avanti da quattro mesi, cioè dalle elezioni politiche del 9 settembre scorso, potrebbe risolversi domani, venerdì 18 gennaio. Ieri, il Partito della Sinistra di Jonas Sjöstedt (che si autodefinisce socialista, femminista e ambientalista) ha infatti dichiarato che si asterrà dal voto di fiducia al primo ministro uscente Stefan Löfven per permettere la formazione di un nuovo governo. Löfven, leader del partito Socialdemocratico, era riuscito nelle scorse settimane, e dopo complicatissimi negoziati, a trovare un accordo con le forze di centro.

Le elezioni di settembre erano state vinte dai partiti tradizionali e moderati di centrosinistra e centrodestra, il Partito Socialdemocratico e il Partito Moderato, che però non avevano ottenuto abbastanza voti per governare da soli. Il leader del Partito Moderato guidato da Ulf Kristersson, che alle elezioni aveva preso il 20 per cento, aveva provato a formare una maggioranza di centrodestra ma non era stato confermato dal parlamento perché i suoi alleati si erano rifiutati di sostenerlo dopo che aveva cercato l’appoggio esterno degli Svedesi Democratici, un partito di estrema destra, populista e anti-immigrati.

Poi era stata la volta della leader del partito di Centro Annie Lööf: aveva provato a sua volta a formare un governo di ispirazione centrista, ma anche il suo tentativo non aveva avuto successo. Lööf aveva quindi deciso di aprire alla possibilità di un nuovo governo di Löfven, nonostante l’avesse criticato molto duramente in campagna elettorale.

Dopo difficili trattative, e un voto di non fiducia del parlamento, Löfven era poi riuscito a raggiungere un accordo politico con i Verdi, già suoi alleati nella precedente legislatura, con il Centro di Lööf e con i Liberali, di centrodestra, in cambio di una serie di concessioni: riduzione delle tasse, riforma del mercato del lavoro e modifica alla politica governativa degli alloggi. Ora che il Partito della Sinistra ha deciso di astenersi dal voto di fiducia che si svolgerà domani, Löfven avrà il sostegno sufficiente per essere eletto, secondo l’agenzia di stampa Reuters.

I quattro partiti che sosterranno Löfven non avranno comunque la maggioranza e il primo ministro dovrà cercare di volta in volta il sostegno parlamentare per riuscire ad approvare nuove leggi. Il leader del Partito della Sinistra, annunciando la decisione di astenersi, ha comunque minacciato di «combattere ogni misura che spinga la Svezia a destra. Siamo noi che determineremo gli equilibri di potere in questo parlamento», ha detto Sjöstedt, aggiungendo che proporrà una mozione di sfiducia nel caso in cui Löfven appoggi alcune riforme particolarmente controverse che fanno parte dell’accordo con i centristi, e cioè: la liberalizzazione del mercato degli affitti e le modifiche alla fiscalità a favore dei redditi più alti. Secondo gli osservatori il nuovo governo di minoranza sarà dunque molto fragile e non si può escludere la possibilità di una immediata nuova crisi.

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