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  • domenica 6 gennaio 2019

C’è qualcuno che sta guardando la Coppa d’Asia?

Nel paese ospitante, gli Emirati Arabi Uniti, in pochi hanno visto la partita inaugurale, forse per una ripicca del Qatar, e ci sono problemi anche fuori

L'arbitro giordano Adham Makhadmeh assegna il rigore decisivo per il pareggio agli Emirati Arabi nella partita inaugurale contro il Bahrein (KHALED DESOUKI/AFP/Getty Images)

La Coppa d’Asia, il torneo calcistico per nazionali del continente più grande del mondo, è iniziata ufficialmente sabato pomeriggio con la partita inaugurale tra la nazionale ospitante, gli Emirati Arabi Uniti, e il Bahrein. Nessuno si aspettava una partita neanche lontanamente spettacolare, ma probabilmente è stata anche peggio di quello che ci si aspettava, soprattutto per la prestazione poco ispirata della nazionale di casa allenata da Alberto Zaccheroni. La partita è finita 1-1 ed è stata vista da pochissime persone, sia negli Emirati Arabi Uniti che nel resto del Medio Oriente (in Italia nessuno ha acquistato i diritti per trasmettere il torneo).

La rete televisiva beIN Sports — che fino al 2014 è stata una controllata dell’emittente qatariota Al Jazeera — ne è la detentrice dei diritti televisivi per l’intera regione e ha imposto dei sovrapprezzi incomprensibilmente alti per la visione delle partite. Oltre agli abbonamenti di base, richiede costi aggiuntivi che vanno da qualche centinaia a oltre settecento euro. È per questa ragione che pochissimi locali pubblici degli Emirati Arabi Uniti hanno mostrato la partita, nonostante sia il paese ospitante: lo staff e la squadra dell’Australia, per esempio, hanno dovuto accontentarsi di guardare la partita dal bar della piscina dell’hotel.

I problemi con beIN Sports nei paesi del Medio Oriente sono iniziati nell’estate del 2017, quando Arabia Saudita, Emirati Arabi, Bahrein ed Egitto imposero una specie di embargo al Qatar dopo averlo accusato, fra le altre cose, di sostenere il terrorismo arabo. Da allora sono state attuate delle sanzioni nei confronti del paese del golfo, la cui compagnia aerea di bandiera, la Qatar Airways, non può più sorvolare i loro territori, per esempio. L’embargo causò inoltre un temporaneo oscuramento di Al Jazeera e beIN Sports. I diritti televisivi della Coppa d’Asia però erano già stati assegnati, e ora c’è chi sostiene che la rete qatariota stia ostacolando di proposito la trasmissione del principale evento calcistico asiatico nei paesi con cui è in disputa. Si sono registrati problemi anche in altri stati: sia nelle Filippine che in Australia le partite non sono disponibili sui canali in chiaro.

L’unico modo conveniente per vedere in televisione o in streaming la partita inaugurale nel paese ospitante del torneo era connettersi ad altre emittenti straniere in possesso dei diritti per l’estero. Nel frattempo beIN Sports ha accusato l’Arabia Saudita di diffondere pubblicamente streaming illegali del torneo tramite le sue reti nazionali. La confederazione asiatica, che organizza il torneo, ha diffuso un monito generale senza però citare esplicitamente il caso dell’Arabia Saudita. Nonostante gli ostacoli nella trasmissione, lo stadio Zayed di Abu Dhabi non era nemmeno pieno: ad assistere alla partita c’erano circa 38.000 spettatori su 44.000 posti disponibili.

Lo stadio Zayed di Abu Dhabi durante gli inni nazionali prima della partita inaugurale (KHALED DESOUKI/AFP/Getty Images)

La questione legata a beIN Sports è soltanto l’ultima vicenda legata all’embargo che ha influenzato la Coppa d’Asia. Nei giorni scorsi gli Emirati Arabi Uniti non avevano inizialmente permesso l’ingresso nel paese per assistere al torneo al vice presidente della confederazione asiatica, il qatariota Saoud al-Mohannadi. Alla vigilia del torneo, tuttavia, il paese organizzatore ha infine concesso l’ingresso a Mohannadi, ma quasi contemporaneamente lo ha vietato a cinque giornalisti qatarioti. Anche per questi motivi, ora c’è molta attesa per la partita dei gironi che Arabia Saudita e Qatar giocheranno ad Abu Dhabi il prossimo 17 gennaio: oltre ad essere in disputa, sono anche i due paesi arabi che stanno investendo di più nel calcio ed entrambi hanno grosse aspettative sul torneo.

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