Un gendarme francese a Strasburgo (AP Photo/Jean Francois Badias)
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  • giovedì 13 dicembre 2018

Si cerca ancora l’attentatore di Strasburgo

Si chiama Chérif Chekatt, ha 29 anni ed era già stato segnalato per essersi radicalizzato in carcere: è in fuga da martedì sera

Un gendarme francese a Strasburgo (AP Photo/Jean Francois Badias)

Più di 700 membri delle forze di sicurezza francesi – uomini dell’intelligence, dell’antiterrorismo, della gendarmeria e dei corpi speciali della polizia – stanno cercando Chérif Chekatt, l’attentatore che martedì sera ha sparato alle persone presenti ai mercatini di Natale di Strasburgo, in Francia, causando la morte di tre persone e ferendone più di 10, di cui 6 in modo grave. Alle ricerche si sono unite anche le forze di sicurezza tedesche, che temono che Chekatt possa superare il confine tra Francia e Germania nel tentativo di far perdere le proprie tracce.

Mercoledì la polizia francese ha inoltre diffuso un appello per chiedere aiuto nelle ricerche del sospetto: ha definito Chekatt un «individuo pericoloso» e ha detto di non intervenire nel caso venga individuato, ma di chiamare le autorità al numero 197.

L’attentato al mercatino di Natale di Strasburgo, ha detto il procuratore francese Rémy Heitz, è trattato in queste ore come un attacco di matrice terroristica, anche se per il momento non è stata diffusa alcuna rivendicazione. Dai racconti di diversi testimoni, durante l’attacco Chekatt avrebbe urlato “Allahu Akbar”.

Chekatt, 29 anni, era già noto alle autorità francesi: era stato condannato per diversi crimini non meno di 27 volte in Germania, Francia e Svizzera e aveva finito di scontare l’ultima condanna in Francia tre anni fa. In carcere aveva sviluppato un legame con l’Islam radicale ed era stato segnalato con la “Fiche S”, una sigla che identifica le persone che i servizi segreti francesi considerano pericolose per la sicurezza dello stato. Nel 2016 era stato anche iscritto nel registro identificato con la sigla FSPRT (fichier des signalements pour la prévention de la radicalisation à caractère terroriste), creata nel 2015 pochi mesi dopo l’attacco contro la redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo con lo scopo di segnalare gli individui il cui livello di radicalizzazione è tale da rendere probabile la pianificazione di attentati terroristici.

La polizia francese aveva cercato di arrestare Chekatt martedì mattina con l’accusa di tentato omicidio, senza però riuscirci. A casa sua erano stati trovati un fucile, diverse munizioni, una granata stordente e quattro coltelli, due dei quali da caccia. Laurent Nuñez, segretario di stato per il ministero dell’Interno, ha detto che il mancato arresto potrebbe essere stato una delle ragioni che spiegano la tempistica dell’attacco. Dopo l’attentato, Chekatt è scappato a bordo di un taxi e non si sa dove sia ora: una delle ipotesi è che stia provando a superare il confine ed entrare in territorio tedesco.

La polizia francese ha detto di avere arrestato quattro persone: si pensa possano essere i familiari di Chekatt – la madre, il padre e due fratelli – ma per il momento non si conoscono altri dettagli e non è stata formalizzata alcuna accusa.

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