• Scienza
  • mercoledì 5 dicembre 2018

C’è un nuovo promettente test universale per il cancro

Partendo da un campione di sangue o un tessuto, permette in pochi minuti di scoprire la presenza della malattia, dicono i ricercatori

Cellule tumorali morenti viste al microscopio (Wikimedia)

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Queensland (Australia) ha annunciato di avere sviluppato un nuovo test per diagnosticare rapidamente il cancro, scoprendo se una persona sia affetta o meno dalla malattia. Il sistema funziona grazie alla presenza di alcune particolari tracce nel DNA, che secondo i ricercatori sono comuni alla maggior parte dei tumori. Il test può essere eseguito analizzando un campione di sangue o un tessuto asportato dai pazienti, per le classiche biopsie.

I risultati della ricerca sono stati da poco pubblicati su Nature Communications e, per quanto preliminari, sono considerati un buon punto di partenza per lo sviluppo di nuovi sistemi di diagnosi dei tumori. I ricercatori sono partiti dal DNA libero circolante (cfDNA): come avviene con le cellule sane, anche quelle tumorali dopo un po’ di tempo muoiono e si disgregano, rilasciando nell’ambiente circostante il loro contenuto, compreso il DNA, che finisce quindi in circolazione nell’organismo per essere poi smaltito. Le tracce del cfDNA finiscono nel sangue e in altri tessuti, e possono quindi essere rintracciate dalle analisi.

Nel passaggio successivo, i ricercatori si sono messi alla ricerca di una traccia comune nelle cellule tumorali di vario tipo. Hanno verificato la presenza di particolari pattern nelle molecole delle cellule sane e di quelle tumorali, responsabili dell’attivazione o meno dei geni nel corso del tempo. L’analisi ha permesso di identificare particolari raggruppamenti di molecole che costituiscono una sorta di firma tipica delle cellule tumorali. Ogni pezzo di DNA coinvolto nella produzione di cellule tumorali, scrivono i ricercatori nel loro studio, contiene un pattern molto prevedibile, necessario per farle funzionare.

I ricercatori hanno poi provato a inserire questi gruppi di molecole in una soluzione, notando che i frammenti di DNA canceroso tendevano ad avvilupparsi su loro stessi, in strutture che si legano molto facilmente a molecole di oro. Partendo da una nanostruttura che comprende l’oro, i ricercatori hanno realizzato una sorta di cartina al tornasole, che cambia colore a seconda che ci siano o meno frammenti di DNA canceroso. È sufficiente una goccia di fluido per eseguire il test, con facilità.

Abu Ali Ibn Sina et al., Nature Communications

Il sistema sviluppato dai ricercatori è stato sperimentato su 200 diversi campioni prelevati da tessuti con altrettante forme di tumore o da cellule sane. Il livello di accuratezza raggiunto nel rilevare la presenza del cancro è stato pari al 90 per cento.

Il test dovrà essere ancora sperimentato per verificarne l’affidabilità, ma potrebbe un giorno costituire la base per sistemi di diagnosi più rapidi, meno invasivi e soprattutto economici. Il sistema non potrà comunque sostituire soluzioni diagnostiche più raffinate perché funziona solo da indicatore per sapere se si ha o meno un tumore, senza fornire informazioni sulla sua tipologia e pericolosità.

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